In linea da: 07/10/2018

Lavoro, non-lavoro e marginalità sociale. Con due esempi dalla Jugoslavia tra le due guerre

di Stefano Petrungaro

Pubblichiamo il testo della relazione che Stefano Petrungaro ha tenuto al primo incontro del ciclo “Fondata sul lavoro”, che si è tenuto presso la sede di storiAmestre il 26 settembre 2018.

Il dovere di avere un lavoro “normale”

Il punto di partenza di questa riflessione è quel lungo processo storico che nel corso degli ultimi duecento anni ha portato a due sviluppi: al tentativo di definire alcuni lavori “normali”, e altri no; all’imposizione del lavoro come dovere, al fine di ricevere pieni diritti sociali e in parte anche politici (per i “falliti” e chi è in carcere, per esempio, è prevista la sospensione dei diritti politici).

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In linea da: 18/09/2018

Immaginando la società del futuro. “Andare a vedere” le lotte dei carpentieri parigini del 1845

di Andrea Lanza

Pubblichiamo il testo della relazione che Andrea Lanza ha presentato alla giornata di studi Una volta il futuro era migliore? Lavoro, storia, conflitti, che si è tenuta il 2 giugno 2018. Ne approfittiamo per segnalare che a fine settembre comincerà un ciclo di tre incontri dedicati a questi temi, che si terranno presso la sede di storiAmestre (si comincerà il 26 settembre con una relazione di Stefano Petrungaro; nei prossimi giorni maggiori informazioni).

Nel mio intervento di oggi vorrei mettere sul tavolo alcune questioni da discutere, che sono poi parte importante delle questioni che alimentano, in modo implicito o esplicito, le mie ricerche storiche. La prima – che anticipo ora per poi tornarci alla fine – è quella di un anacronismo; la seconda è quella del senso politico da dare all’espressione lotta di classe, e sottolineo politico perché in quel termine c’è la dimensione che ci interessa oggi: il sentimento del futuro, la proiezione nel futuro, la capacità che c’è stata nel passato di trarre da un’immaginazione del futuro la forza per agire nel presente.

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In linea da: 23/08/2018

“Perché organizzare questo incontro”. Sull’incontro del 2 giugno 2018

di Piero Brunello

Il 2 giugno 2018 si è tenuta, presso l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera, una giornata di studi dal titolo Una volta il futuro era migliore? Lavoro, storia, conflitti, organizzata da storiAmestre e Laboratorio Libertario di Marghera, in collaborazione con la Società italiana di storia del lavoro (SISLav). Proponiamo ora il discorso con cui Piero Brunello ha aperto la giornata. L’associazione intende organizzare altri incontri per riflettere sul tema del lavoro e della storia del lavoro: i primi sono previsti per l’autunno 2018.

1. Il 31 ottobre 2017, Luca Baldissara scrisse un’email a storiAmestre proponendo “una sorta di gemellaggio” con la SISLav, del cui direttivo fa tuttora parte, organizzando per esempio insieme una festa sul modello di quelle che storiAmestre promuove da qualche anno. Per chi le non conoscesse, le feste di sAm prevedono uno spazio con brevi interventi di storiografia (non più di 15 minuti ciascuno) su temi molto diversi tra di loro, ma tutti ispirati alla leggerezza di cui parla Italo Calvino nelle Lezioni americane; poi seguono altre attività e momenti conviviali (aperitivo, chiacchiere, filmati, musica, cena e lotteria).

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In linea da: 01/08/2018

Dialogando con i morti e con i vivi. Su un libro di Gigi Corazzol

di Francesca Trivellato

Su gentile concessione dell’autrice e della redazione della rivista Contesti, riprendiamo la recensione che Francesca Trivellato ha scritto sul libro di Gigi Corazzol, Piani particolareggiati. Venezia 1580-Mel 1659 (DBS-Pilotto, Rasai-Feltre 2016).

Affidato, senz’altro per scelta dell’autore, Gigi Corazzol, a una casa editrice minore ma ben radicata nel territorio (il Bellunese) che del libro è protagonista, Piani particolareggiati. Venezia 1580-Mel 1659 potrebbe sfuggire anche ad alcuni fra i lettori di una rivista come Contesti, mentre lo troveranno di grande stimolo e interesse1. Quanti già conoscono i lavori di Corazzol vi riconosceranno certi tratti caratteristici. Ricompaiono alcuni temi e perfino qualche protagonista del precedente Cineografo di banditi su sfondo di monti, che, come da sottotitolo, Feltre 1634-1642, si collocava in tempi e luoghi non lontani; lo stile rimane volutamente spiazzante rispetto alla prosa accademica tradizionale2. Ma amici e seguaci troveranno in Piani particolareggiati anche molto di nuovo. Il soggetto si fa più serio. I toni più cupi. La sperimentazione stilistica si spinge oltre. Il

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