In linea da: 18/05/2019

«Una pentola a pressione» ad «alta professionalità». Gli ultimi anni della ditta Paolo Morassutti

Maria Giovanna Lazzarin intervista Aldo Antole

Il 9 marzo 2019 Maria Giovanna Lazzarin ha intervistato ancora Aldo Antole a proposito della sua esperienza di lavoro presso la ditta Paolo Morassutti, nei primi anni Ottanta, quando l’azienda attraversava un periodo di crisi e si avviava alla chiusura. Scoprendo che questo esito fu legato a uno dei più grandi scandali della storia della repubblica italiana: le manovre del faccendiere Michele Sindona.

Le insegne dei negozi Morassutti, specializzati in ferramenta e oggetti per la casa, fanno parte dei paesaggi urbani che ricordo. Per decenni spiccarono in molte città e cittadine, soprattutto in Veneto, ma anche in molti altre regioni italiane. Sapevo che Aldo Antole aveva lavorato per quella ditta nei primi anni Ottanta, e l’ho intervistato mossa da due curiosità: che cos’era la Paolo Morassutti a Belluno, nel Veneto e oltre; perché a un certo punto, invece di sviluppare i suoi bei negozi, scomparve. Oggi la Morassutti è ricordata come una impresa all’avanguardia e una capostipite degli attuali grandi “centri bricolage”.

(mgl)

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In linea da: 11/05/2019

Un’officina sotto la chiesa. Figure e affabulazioni teatrali di un quartiere operaio 

di Gigio Brunello

Riprendiamo i brani iniziali di Vite senza fine, uno dei testi teatrali della “Trilogia su Mestre” di Gigio Brunello, composto e rappresentato la prima volta al Centro Candiani di Mestre nel 2007 e ora pubblicato nel volume Tragedie e commedie per tavoli e baracche (2017). Ricordi di persone e di luoghi, fatti di cronaca sono trasfigurati e messi in scena in un racconto visionario, in cui riprende vita un vecchio quartiere operaio. 

Vite senza fine

Egidio era nato nel 1921 e a dodici anni fu messo sotto padrone alle Officine Darin di San Polo di Piave dove aggiustavano trattori e macchinari agricoli. Divenne un grande meccanico, di quelli che nel novecento ancora riparavano le ali alle mosche. Col tempo imparò a far bene tutto: il fabbro, il calzolaio, il falegname, l’orologiaio, l’elettricista, il muratore. Avevo sempre sognato di raccontare a teatro il suo universo della Meccanica e aspettavo solo l’idea buona. In quel periodo stavo costruendo una grande ruota di mulino per pescare l’acqua dal fiume che passa sotto casa mia. Volevo realizzare una coclea. Avevo tutto in mente ben chiaro: ci

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In linea da: 31/01/2019

Le lotte alla Pellizzari del 1964-65 nell’archivio di Cosimo Pascali

di Walter Cocco

Il nostro amico e socio Walter Cocco ci manda una nuova tappa del suo progetto di scrivere una storia della Pellizzari di Arzignano. Qui ritorna su alcune vicende del periodo 1964-65 attraverso il piccolo archivio che Cosimo Pascali creò quando fu imputato e processato in seguito a una manifestazione che ebbe luogo nel novembre 1964. Con un appello a conservare e salvare gli archivi privati, per quanto siano piccoli.

Un archivio privato

Il mio progetto di scrivere una storia della Pellizzari di Arzignano nel secondo dopoguerra l’ho reso pubblico soltanto di recente, ma in realtà ci pensavo da un po’ di tempo e in qualche occasione ne avevo parlato con alcuni amici. Capitò così che un giorno di qualche anno fa una cara amica, Antonella Pascali, mi disse che voleva farmi vedere dei documenti che aveva trovato a casa del padre Cosimo dopo la sua morte avvenuta nel 2009. Venne da me con due cartelle tutte ordinate.

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In linea da: 07/10/2018

Lavoro, non-lavoro e marginalità sociale. Con due esempi dalla Jugoslavia tra le due guerre

di Stefano Petrungaro

Pubblichiamo il testo della relazione che Stefano Petrungaro ha tenuto al primo incontro del ciclo “Fondata sul lavoro”, che si è tenuto presso la sede di storiAmestre il 26 settembre 2018.

Il dovere di avere un lavoro “normale”

Il punto di partenza di questa riflessione è quel lungo processo storico che nel corso degli ultimi duecento anni ha portato a due sviluppi: al tentativo di definire alcuni lavori “normali”, e altri no; all’imposizione del lavoro come dovere, al fine di ricevere pieni diritti sociali e in parte anche politici (per i “falliti” e chi è in carcere, per esempio, è prevista la sospensione dei diritti politici).

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