In linea da: 26/11/2018

“Che diranno i miei figli…”. Una lettura, con una nota preliminare

di Alessandro Casellato

Riceviamo e pubblichiamo il testo della relazione che il nostro amico Alessandro Casellato ha tenuto il 15 ottobre 2018, a Venezia, in occasione della presentazione del libro di Claudio De Mohr e Ugo De Mohr, Odissea di un diplomatico. Con una nota che spiega l’origine del testo e richiama le “buone pratiche di storia orale”.

Nota. Il 15 ottobre 2018 ho presentato a Venezia, alla Scoletta dei Calegheri il libro Claudio De Mohr, Ugo De Mohr, Odissea di un diplomatico. … che diranno i miei figli…, Gangemi Editore, Roma, 2017 (576 p.). Si tratta di un grosso volume che contiene un doppio diario, di un padre e di un figlio, entrambi diplomatici. Il primo è una memoria scritta dall’addetto stampa e propaganda presso l’ambasciata della RSI a Sofia, deportato dai russi e tenuto in prigione a Mosca fino al 1950; vi si intreccia il racconto del figlio, rappresentante italiano presso la NATO e altrove, che fa un po’ il curatore del testo paterno, un po’ lo storico ricostruendo i contesti ed esprimendo giudizi.

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In linea da: 17/06/2014

La Ghirlanda fiorentina. Una lettura

di Pergentino Burdizzo

Si allarga la cerchia degli amici che leggono per noi: Pergentino Burdizzo ci scrive a proposito del recente libro di Luciano Mecacci dedicato alla ricostruzione dei moventi e dei mandanti dell’omicidio del filosofo Giovanni Gentile, ucciso a Firenze il 15 aprile 1944. Non una recensione, ci scrive Burdizzo, ma “un condensato delle note a margine” suscitate dalla lettura. Vista la lunghezza del testo, ne presentiamo qui di seguito solo una parte; per scaricare il testo integrale, cliccare qui.

In questo volume che Luciano Mecacci ha dedicato all’uccisione di Gentile e al contesto in cui è avvenuta (La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile, Adelphi, Milano 2014), le allegazioni prodotte sono colluvie. Agli specialisti il compito di sceverare il nuovo dal noto. Il lavoro da fare è molto, trattandosi di venire a capo di 520 pagine, ma per fortuna gli specialisti del tema sono numerosi. La bibliografia ragionata che Mecacci, con lodevolissimo scrupolo, offre in coda al suo studio occupa ventuno pagine fitte in corpo minuto. Il tema insomma non si presta a

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In linea da: 28/04/2014

Desiderio di tornare a casa. Aprile-maggio 1945

di Giuseppe Zaggia

Per molti la guerra non finisce il 25 aprile, né l’8 maggio 1945. Per i prigionieri, per esempio, ci vorranno ancora settimane o mesi per rientrare a casa e riavviare una vita in tempo di pace. È il caso di Giuseppe Zaggia, di cui abbiamo già presentato alcune pagine su questo sito: dal suo diario abbiamo tratto un ricordo dell’8 settembre 1943. Quello stesso mese fu arrestato a Mestre, quindi internato prima in Polonia e poi in Germania per aver rifiutato di aderire alla Repubblica sociale fascista e di servire il Reich nazista. Alla fine dell’aprile 1945, cominciano a circolare nel campo notizie dall’Italia: “grande ansia, e entusiasmo”. Si muore ancora; in Germania la guerra prosegue; prigionieri trasferiti da un campo all’altro; gesti di guerra: torture e qualche prova di solidarietà; sentimenti contrastanti verso i tedeschi; la guerra finalmente si ferma; tentativi di tornare a casa subito.

28 aprile.

Tempo piovoso. Oggi 28, pioggia tutto il giorno e una grandinata di mezz’ora.

Grande ansia, e entusiasmo, per le notizie dall’Italia. E Venezia?

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In linea da: 15/01/2014

Rapporto confidenziale sul mio internamento (giugno 1940)

di Uberto Limentani, a cura di Lucio Sponza

Qualche giorno prima di Natale, Manlio Calegari ha commentato sul nostro sito l’intervento su Radio Londra, tenuto da Lucio Sponza all’ultimo “spunti-no storico” del 2013. Calegari si diceva curioso di sapere qualcosa di più sull’“illuminante” rapporto di Uberto Limentani citato nel testo; Sponza ha perciò deciso di fornirci la traduzione italiana della trascrizione integrale del documento. La pubblichiamo qui di seguito.

Rapporto confidenziale di U[berto] Limentani intorno al proprio internamento e all’affondamento della nave a vapore Arandora Star

Sono stato arrestato il 13 giugno e internato lo stesso giorno nel Campo di Internamento per Stranieri all’ippodromo di Lingfield [circa 30 chilometri a sud di Londra]. Sono stato messo con altre nove persone in un carro per il trasporto di cavalli; non è stata fatta alcuna distinzione fra rifugiati e altre persone, né allora né dopo; nove giorni dopo è stata resa disponibile una sistemazione migliore, ma all’undicesimo giorno dall’arresto sono stato trasferito al Campo di Internamento di Warth Mills [un cotonificio dismesso] di Bury, Lancashire. La sistemazione in

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