In linea da: 22/12/2012

Un restauro o un falso storico? Notizie da Sutrio (Udine)

di Anna Di Qual

Torniamo sul tema aperto da Claudio Zanlorenzi sulle scritte di forte Mezzacapo a Mestre. Anna Di Qual abita a Sutrio, un paese in provincia di Udine che – ci racconta la nostra corrispondente – conserva alcune scritte fasciste, ma nel 1944 fu parte del territorio della repubblica partigiana della Carnia. Fu anche luogo di un eccidio commesso da soldati delle SS e della RSI. Vicino a dove ogni anno si commemora quel tragico fatto, un committente privato fa restaurare, con sovvenzioni della Regione, una scritta fascista quasi illeggibile sul muro di una vecchia segheria che dovrà diventare un museo. “Mio padre è tornato da Dachau che pesava quaranta chili e ora si vede quella scritta lì”, dice chi non dimentica. Ma la cronaca di Anna Di Qual riflette anche sul gesto del restauro e sulla filologia. La cancellatura non è anch’essa un segno storico da restaurare? e un restauro che sposta più in alto sul muro di un edificio una scritta e allarga la fascia bianca in cui è inserita, si può chiamare ancora restauro?

Una presenza silenziosa e lontana

Le ho sempre notate le scritte fasciste sui muri

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In linea da: 03/11/2012

Le parole volano: ma è giusto che le scritte rimangano? Graffiti nazifascisti al Forte Mezzacapo

di Claudio Zanlorenzi

Il forte Mezzacapo a Zelarino (detto “forte alla Gatta” dal nome della località) fu costruito in calcestruzzo negli anni 1909-1912 per rafforzare il campo trincerato di Mestre, ma già nel 1915, smantellati i cannoni che erano protetti da cupole di acciaio, l’edificio venne adibito a deposito di munizioni. Dal 2004 l’associazione “Dalla guerra alla pace” ne promuove il recupero e l’uso pubblico (nel frattempo la proprietà del forte era passata dal Ministero della Difesa al Comune di Venezia). È nel corso di questa attività che l’associazione individua alcuni disegni e scritte nazifasciste sommariamente cancellate da uno strato di calcina e comincia a discutere su che farne.

1. Erano anni che si bazzicava dentro e fuori per il forte Mezzacapo, uno dei tanti del campo trincerato di Mestre, in località Gatta a Zelarino (Venezia). È un edificio in calcestruzzo lungo circa centotrenta metri e largo una ventina. Muri possenti e struttura defilata allo sguardo con, a poca distanza, due capannoni usati negli anni Trenta e Quaranta come laboratori per confezionare proiettili per la

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In linea da: 14/12/2009

Acque alte a Mestre e dintorni. In visita al laboratorio Mestre Novecento

a cura di Maria Giovanna Lazzarin

Sabato 24 ottobre 2009, nell’ambito del progetto «Acque alte a Mestre e dintorni», è stata fatta una visita al Laboratorio Mestre Novecento, presso il Centro culturale Candiani di Mestre. Giorgio Sarto, curatore scientifico di Mestre Novecento, ha presentato, materiali storici ed elaborazioni cartografiche su allagamenti, regimazione dei corsi d’acqua e bonifiche, scolmatore, acquedotto, fognature. Ecco un resoconto di quel pomeriggio. Le foto sono del Consorzio di Bonifica Dese Sile -Mestre Novecento.

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In linea da: 07/10/2006

Caccia al tesoro mestrino

di Claudio Pasqual

Presentazione

I due testi che seguono costituiscono i materiali, rispettivamente documentazione e mappa-itinerario, di un’attività didattica destinata agli alunni della scuola elementare e i cui obiettivi sono la conoscenza dello spazio urbano centrale e un primo approccio alla storia contemporanea della città di Mestre. Per essere esatti, l’apparato di corredo dell’unità comprende anche una serie di immagini su diapositiva di luoghi significativi del centro cittadino, che però non si è ritenuto di riprodurre in questa sede.

L’iniziativa ha avuto una genesi del tutto occasionale, nascendo dell’invito rivolto al sottoscritto dalle insegnanti della figlia a tenere una lezione sulla storia di Mestre.

L’unità didattica è stata svolta nell’aprile del 2006 con tre classi quarte della scuola elementare “T. Vecellio” di Mestre. Ai bambini è stato distribuito il primo testo, “Dove si immagina…”, che è stato letto, analizzato e commentato nelle classi con le maestre. La seconda fase è consistita nella visione guidata di immagini fotografiche di Mestre, con domande e osservazioni dei bambini coinvolti. La terza e conclusiva attività è stata l’uscita per le strade e le piazze del centro città, organizzata come una caccia al

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