In linea da: 24/12/2018

Modernità di classe. Le relazioni del prefetto di Parigi Delessert (1786-1858)

di Andrea Lanza

Natale 2018. Per la nostra tradizionale strenna, Andrea Lanza ci porta nella Parigi della prima metà dell’Ottocento, sulle tracce di un prefetto che già ci aveva mostrato in azione durante lo sciopero dei carpentieri parigini del 1845. La figura di Gabriel Delessert permette di esplorare una nascente borghesia, in cui ruoli istituzionali, salotti, reti di relazioni e alleanze familiari si intrecciano, e dove maturano precise idee di progresso, “interesse pubblico” e “buon ordine sociale”. Con il suggerimento di riflettere simultaneamente sulla “modernità” immaginata dalla classe dirigente francese del XIX secolo e sulla “modernità à la Macron” dei giorni nostri. Qui di seguito proponiamo solo le prime pagine del testo, chi vorrà leggerlo integralmente dovrà cliccare qui.

Parole di prefetto

Due dicembre 2018, Parigi, in conferenza stampa il prefetto di polizia della capitale evoca le “deliberate violenze” commesse da gente “desiderosa di affrontare le forze dell’ordine”; non esita a identificare i facinorosi come appartenenti a “gruppuscoli dell’ultradestra e dell’ultrasinistra”. Fra i 378 fermati il giorno prima, secondo le dichiarazioni del PM, nessuno però risulta già segnalato dai

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In linea da: 18/09/2018

Immaginando la società del futuro. “Andare a vedere” le lotte dei carpentieri parigini del 1845

di Andrea Lanza

Pubblichiamo il testo della relazione che Andrea Lanza ha presentato alla giornata di studi Una volta il futuro era migliore? Lavoro, storia, conflitti, che si è tenuta il 2 giugno 2018. Ne approfittiamo per segnalare che a fine settembre comincerà un ciclo di tre incontri dedicati a questi temi, che si terranno presso la sede di storiAmestre (si comincerà il 26 settembre con una relazione di Stefano Petrungaro; nei prossimi giorni maggiori informazioni).

Nel mio intervento di oggi vorrei mettere sul tavolo alcune questioni da discutere, che sono poi parte importante delle questioni che alimentano, in modo implicito o esplicito, le mie ricerche storiche. La prima – che anticipo ora per poi tornarci alla fine – è quella di un anacronismo; la seconda è quella del senso politico da dare all’espressione lotta di classe, e sottolineo politico perché in quel termine c’è la dimensione che ci interessa oggi: il sentimento del futuro, la proiezione nel futuro, la capacità che c’è stata nel passato di trarre da un’immaginazione del futuro la forza per agire nel presente.

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In linea da: 11/06/2018

“La marée populaire”. Altre osservazioni da Parigi, maggio 2018

di Federico Boldini

Come promesso, il nostro corrispondente da Parigi ci invia una cronaca e altre osservazioni sulla manifestazione del 26 maggio e sugli ultimi del mese di contestazioni. Anche le foto di questo articolo sono di Federico Boldini che, concluso il suo stage presso il Musée de l’Histoire Vivante di Montreuil, resterà ancora qualche tempo a Parigi per un tirocinio presso la redazione dell’Humanité, lo storico quotidiano del Partito comunista francese.

I preparativi

La manifestazione del 26 maggio era stata annunciata come “pot-au-feu réchauffé” dopo il corteo del 5 maggio (“minestrone riscaldato”, lasciando intendere la convergenza dei diversi gruppi militanti per una seconda volta), ma poi è stata ribattezzata “marée populaire” (la marea popolare). Ferma restando l’idea di far convergere i vari movimenti sociali che si sono mobilitati negli ultimi mesi, questo evento è stato organizzato in contemporanea in molte città francesi, al contrario di quello che l’ha preceduto, che ha avuto luogo unicamente a Parigi.

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In linea da: 20/05/2018

“Sous les pixels…”. Osservazioni da Parigi, maggio 2018

di Federico Boldini

Federico Boldini, un nostro giovane amico svizzero, ci manda una cronaca relativa alle manifestazioni a cui ha partecipato nei primi giorni di maggio a Parigi, dove si trova da qualche mese per uno stage presso il Musée de l’Histoire Vivante di Montreuil.

Il maggio 2018 a Parigi (e in Francia)

A Parigi, le manifestazioni d’inizio maggio 2018 si sono svolte in un contesto fatto di scioperi, occupazioni universitarie e ricorrenze storiche.

Il cinquantesimo anniversario del Sessantotto caratterizza in effetti la scena culturale parigina e trova spazio in numerosi musei e librerie. Per esempio, i manifesti di quel periodo sono stati il soggetto di una mostra all’École des Beaux Arts (l’Accademia delle Belle Arti). L’anniversario tondo della Rivoluzione del 1848 e dell’abolizione della schiavitù in Francia, pur non essendo del tutto assenti, sembrano avere meno visibilità.

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