In linea da: 16/03/2019

“In che senso rivoluzione?”. Il Quarantotto a Venezia

di Piero Brunello, a cura di Andrea Lanza

Primavera, tempo di rivoluzioni. Quest’anno ricordiamo l’anniversario delle “giornate rivoluzionarie” del Quarantotto a Venezia (17-22 marzo) riprendendo alcune pagine da un libro recente di Piero Brunello, Colpi di scena. La rivoluzione del Quarantotto a Venezia (Cierre, Sommacampagna 2018). L’autore parlerà del suo libro lunedì 18 marzo (il giorno dell’insurrezione popolare a Venezia, la prima delle cinque giornate del Quarantotto a Milano e il primo giorno della Comune di Parigi del 1871), alle ore 19 all’Avamposto a Rialto. Il libro sarà presentato a Mestre il 20 marzo, presso lo spazio Negozio Piave 67, alle 17,30 (con l’autore, Paola Sartori e Fabio Bortoluzzi).

Nota del curatore

Il libro di Piero Brunello di cui presentiamo qui alcune pagine è diviso in due parti diverse per approcci e linguaggi, separate da un breve intermezzo. Le prime duecento pagine sono un racconto corale di una rivoluzione in divenire, scandito per giornate: dal 17 al

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In linea da: 26/01/2019

«La carta è più paziente degli uomini». Leggere nuova edizione del Diario di Anne Frank

di Alberto Cavaglion

Proponiamo le prime pagine della Introduzione che il nostro amico Alberto Cavaglion ha scritto per la nuova edizione dei diari di Anne Frank, in uscita in questi giorni presso Mondadori.

Colpisce nei diari di Anne Frank il frequente ricorso a proverbi, sentenze, modi di dire: una traccia, si direbbe, delle consuetudini pedagogiche in uso nelle famiglie della borghesia ebraico-tedesca. Il riferirsi alla bontà degli insegnamenti antichi contrasta con la giovane età di chi scrive, contribuendo a delineare il ritratto di un’adolescente-adulta, di una puella-senex.

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In linea da: 31/12/2018

Asparagi bianchi e resilienti. Un racconto

di Alessandro Bresolin

Un augurio di buon 2019 con un racconto del nostro amico Alessandro Bresolin. Queste pagine nascono da un diario tenuto durante un periodo in cui ha lavorato alla raccolta di asparagi. Alessandro le ha scelte per ricordare un amico scomparso durante un’escursione in val Gares e mai ritrovato. Quindi le ha riviste per la loro prima pubblicazione: il racconto è già uscito all’interno del libro Luci sulle fronde prodotto e messo in vendita per finanziare la ricostruzione di un parco giochi per bambini nelle Dolomiti bellunesi, distrutto dal maltempo nell’autunno 2018. In questo modo, contribuiamo idealmente anche noi al progetto, ringraziando i suoi animatori, che ci hanno autorizzato a riprendere queste pagine.

A volte la montagna non restituisce i propri figli tanto facilmente, li custodisce come una madre gelosa. Lo sa bene Milva che ha perso suo marito Luciano, scomparso in montagna e mai ritrovato. Erano andati a fare un’escursione sulle Dolomiti bellunesi, in val Gares. Arrivati alla seconda cascata Luciano voleva allungare il percorso, andare più su fino all’Orrido delle Comelle. Milva però era stanca: “Vai tu se vuoi, ci vediamo

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In linea da: 06/12/2018

Cinque colpi di pistola. Per Maria Antonietta Lazzarini che uccise il principe Trivulzio, a risarcimento di un processo negato

di Francesco Selmin

In occasione della cerimonia di premiazione delle borse di studio erogate dalla Fondazione Maria Antonietta Lazzarini, che si terrà oggi 6 dicembre 2018 a Este, presentiamo alcune pagine dal libro di Francesco Selmin, La donna che uccise il principe. Maria Antonietta Lazzarini e Luigi Alberico Trivulzio, da poco uscito per Cierre. Selmin vi ricostruisce un fatto di cronaca nera avvenuto a Milano alla fine del 1938, quando Maria Antonietta Lazzarini uccise a pistolettate il principe Luigi Alberico di Trivulzio, con cui aveva una relazione clandestina sin dagli anni Venti. Le perizie psichiatriche designarono Maria Antonietta, nata a Este nel 1898, “inferma di mente”: pertanto al delitto non seguì un processo ma un lungo internamento in manicomio.

Cinque colpi di pistola

Esasperati dalle ossessive richieste di sovvenzioni, dalle telefonate e da pressanti domande di abboccamenti, ma ormai decisi a non darle più ascolto, i Trivulzio si rivolgono alla Questura che, nel 1937, decide di rimpatriare la Lazzarini a Este con il foglio di via. La donna non demorde, non accetta la fine di una storia più che decennale. Scrive

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