In linea da: 03/11/2018

La guerra mantiene lo Stato in buona salute

di Randolph S. Bourne

Ricordiamo un doppio centenario: quello della fine della Prima guerra mondiale (per l’Italia l’armistizio entrò in vigore il 4 novembre 1918) e quello della morte del pacifista statunitense Randolph S. Bourne (scrittore e critico letterario morto di influenza spagnola nel dicembre 1918).

Quando morì, Bourne stava lavorando a un libro sulla natura dello Stato, da cui è tratto il presente articolo, tradotto per la prima volta in italiano da Anna Di Qual. In queste pagine, riprendeva i temi antinterventisti e antimilitaristi per cui si era battuto fin dagli inizi della guerra in Europa nel 1914. In particolare, denunciava come la guerra stimolasse l’istinto gregario, deresponsabilizzando gli individui, con il risultato di accentuare il carattere totalitario dello Stato, il conformismo e la persecuzione delle minoranze.

La guerra mantiene lo Stato in buona salute. Essa mette automaticamente in moto nell’intera società irrefrenabili forze che spingono al conformismo e a una calorosa cooperazione con il governo nel costringere all’obbedienza le minoranze e gli individui che non intendono entrare nel branco. La macchina di governo impone e applica drastiche sanzioni: le minoranze sono o intimidite al

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In linea da: 19/04/2016

“In contrasto col pensiero e l’agire dominanti”. Un ricordo di Pietro Pinna (1927-2016)

di Elena Iorio

Il 13 aprile scorso è morto Pietro Pinna, che, rifiutando di svolgere il servizio militare, nel 1948, riuscì a sollevare la prima discussione pubblica sul diritto di obiezione di coscienza in Italia. Elena Iorio lo ricorda ricostruendo, anche sulla base di documenti inediti, le vicende del suo rifiuto e del processo che ne seguì.

Il 13 aprile 2016 è morto Pietro Pinna, il più famoso obiettore di coscienza al servizio militare italiano. Non fu il primo giovane a rifiutarsi di impugnare le armi, di indossare la divisa o di sottostare alla disciplina militare, ma fu il primo che in Italia rifiutò il servizio militare fornendo pubblicamente una motivazione etica laica alla sua scelta, non legata cioè a motivi religiosi o politici. Fu grazie al suo gesto, e al processo che ne scaturì, che si aprì in Italia la discussione sul diritto negato di dire “no” alla guerra e alle armi. Fu con Pinna che iniziò il lungo e tormentato cammino di richiesta di emanazione di una legge in favore dell’obiezione di coscienza che arriverà solo nel 1972.

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In linea da: 18/03/2015

La Comune antimilitarista. Un ricordo e un appuntamento

di Enrico Zanette

Come abbiamo già fatto in passato, torniamo a celebrare l’anniversario di un evento che ha segnato la storia e la fantasia del movimento operaio internazionale. Il 18 marzo 1871 la popolazione parigina insorse contro il governo repubblicano insediato a Versailles. Cominciavano così i 72 giorni della Comune.

Enrico Zanette è autore di un libro sull’uso pubblico della memoria della Comune che abbiamo già presentato sul nostro sito e di cui si discuterà sabato 21 marzo 2015 presso l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera. Potete scaricare il volantino dell’incontro cliccando qui.

Oggi è il 18 marzo, anniversario della Comune di Parigi. In un mondo in guerra permanente, mi piace ricordare che fu, nei suoi giorni, una delle prime espressioni dell’antimilitarismo. Un evento in particolare lo testimonia, la demolizione della colonna Vendôme. 

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In linea da: 30/06/2014

Avvisi per i posteri. Dalla Prima guerra mondiale. 10

di Marco Toscano

Decimo appuntamento con le letture del nostro amico Marco Toscano intorno alla prima guerra mondiale, e alla guerra in generale.

Cari di storiAmestre,

leggere la didascalia al “Foglio sparso con poesia” di Nevio e Plinio Vecchiato che avete pubblicato proprio il 28 giugno, giorno centenario, mi ha fatto pensare al famoso incipit del Buon soldato Sc’veik. Il romanzo inizia con un dialogo in un appartamento di Praga pochi giorni dopo l’episodio (che nessuno ancora considerava un evento storico): «“Sicché ci hanno ammazzato Ferdinando”, disse la fantesca al signor Sc’vèik” [….]. “Quale Ferdinando, signora Müller?” domandò Sc’vèik»…

Il buon soldato Sc’vèik, di Jaroslav Hašek, uscì a Praga in quattro parti tra il 1921 e il 1923. Protagonista delle vicende è un uomo che a Praga vende cani di cui compila fantasiose genealogie: richiamato nel 1914 nelle fila dell’imperial regio esercito dopo essere stato riformato, fa lo scemo dall’inizio alla fine, dichiarandolo a ogni occasione (“da militare io sono stato riformato per idiozia, e dichiarato ufficialmente idiota da una commissione straordinaria. Io sono un idiota in piena regola”). 

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