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25 aprile

Il fascismo nel cinema dell’Italia repubblicana: un’antologia. 16 aprile 2019

10/04/2019

di sAm

Martedì 16 aprile 2019, alle ore 17,30, storiAmestre e Associazione dalla guerra alla pace invitano a Forte Mezzacapo (Zelarino-Mestre), per la visione di un filmato a cura di Elvio Bissoli (storiAmestre):

Tragedia e commedia del fascismo nel cinema italiano.

La violenza, il razzismo, il conformismo e il totalitarismo raccontati dal cinema dell’Italia repubblicana

Scelta delle immagini e commento: Elvio Bissoli – Collaborazione: Carla Poncina Ricerche iconografiche: Marco Marcante

Montaggio audio-video: Irene Maria Bissoli e Gianni Marcante

Al termine, il nostro consueto brindisi alla Liberazione. Per visualizzare/scaricare la locandina, cliccare qui.

Alle 20 comincia la cena di autofinanziamento (20 €, posti limitati su prenotazione, tel. 3396590297).

Archiviato in:Agenda, sAm Contrassegnato con: 25 aprile, Elvio Bissoli

Per Ferruccio Vendramini (1933-2018)

24/04/2018

di Gigi Corazzol

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, è morto Ferruccio Vendramini. A lui, che negli anni scorsi spesso rispondeva ai nostri auguri nei giorni della Liberazione e del Primo maggio, dedichiamo il nostro buon 25 aprile 2018. Lo ricordiamo riprendendo – con alcune modifiche d’autore – un articolo di Gigi Corazzol già apparso nel numero 113 di “Protagonisti”, la rivista dell’Istituto storico bellunese della resistenza e dell’età contemporanea.

Ferruccio sta sempre studiando qualcosa. Di recente mi è capitato di incontrarlo nei depositi dell’archivio comunale di Belluno, a Marisiga; oppure nella sala di lettura dell’Archivio di Stato. Se invece a casa mia, di norma perché era sceso a Feltre per un’intervista destinata ad arricchire un profilo biografico.

Se gli telefoni sai che dovrai aspettare. Istanti per carità, giusto il tempo che arrivi all’apparecchio. No cordless a portata di mano. Quelle volte che sono passato a trovarlo gli scartafacci li ho visti spalancati quando sul tavolo del salotto, ora su uno, minuscolo, in fianco al letto. Insomma, a casa, Vendramini ha studiato e scritto secondo richiedessero le esigenze familiari. Anche in questi anni ultimi, in cui non ha più avuto a sua disposizione un ufficio, ha continuato a far così; nessun privé conforme alla scenotecnica vigente. Ottimo.

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Il 25 aprile 1945 alle Maleviste. Una storia e una ricerca

07/05/2017

di Camillo Pavan e Alessandro Casellato

Ritorniamo sul 25 aprile. Il nostro amico Alessandro Casellato ci propone alcune pagine del libro recente di Camillo Pavan, Maleviste 25 aprile 1945 (Istresco 2016), che ricostruisce un episodio tragico avvenuto nel trevigiano a pochi giorni dall’insurrezione (a Treviso il 28 aprile) e dalla Liberazione: quattro uomini e un ragazzo catturati e uccisi nel corso di un’azione antipartigiana dalla Brigata Nera “Cavallin” di Treviso. Segue il testo dell’intervento di Casellato alla presentazione del libro che si è tenuta a Preganziol il 27 aprile, con osservazioni sulla storia orale e un elogio del metodo di ricerca seguito da Pavan.

1. Alle Maleviste, di Camillo Pavan

Il teatro dell’azione

L’ultima azione antipartigiana della XX Brigata Nera “Cavallin” di Treviso avviene nella pianura a sud del capoluogo, fra San Vitale di Canizzano, Sambughè di Preganziol e Zero Branco.

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Archiviato in:Alessandro Casellato, Camillo Pavan, La città invisibile Contrassegnato con: 25 aprile, antifascismo, pagine scelte, Resistenza, storia orale, storiografia

«Ho preso più baci in questi giorni che in tutta la mia vita». Una lettera dalla Liberazione

24/04/2017

di Ada Della Torre, a cura della redazione del sito sAm

Per i nostri auguri di buon 25 aprile, quest’anno facciamo ricorso a una lettera che Ada Della Torre scrisse a Carlo Levi a qualche giorno dalla Liberazione. In poche righe, e con umorismo, Ada riassumeva la gamma di emozioni che si potevano vivere nel maggio 1945: il contraccolpo della fine della vita clandestina; la sensazione di veder già svanire le possibilità nuove che erano sembrate a portata di mano; eppure ancora un pizzico di euforia che si manifesta in baci e abbracci; i tanti amori sbocciati in quei mesi (destinati a durare?); i bambini che giocano a fare il partigiano; i desideri di riprendere una vita «normale», di fare progetti per il proprio futuro…

La Della Torre aveva partecipato alla Resistenza nell’alto Piemonte, tra Ivrea e Biella (con la famiglia si era rifugiata a Torrazzo Biellese dopo l’8 settembre 1943). La lettera l’avrebbe dovuta ricevere Carlo Levi, a Firenze, dove lui aveva passato gli anni della guerra, aveva partecipato alla Resistenza, era diventato condirettore del quotidiano del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, La Nazione del popolo.

Il partito citato nella lettera è il Partito d’Azione. Riprendiamo la lettera da un catalogo di una mostra di opere di Carlo Levi pubblicato nel 2005. Qualche altra notizia nella nota dopo il testo.

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Archiviato in:Ada Della Torre, Filippo Benfante, La città invisibile, redazione sito sAm Contrassegnato con: 25 aprile, anniversari, antifascismo, Liberazione, Resistenza

È o non è il fiore del partigiano? Una lettera su boccioli e feste del 25 aprile

23/04/2017

di Antonio Di Maggio

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del nostro amico Antonio Di Maggio che comincia con una coincidenza e con una poesia del 1882 dedicata alla tradizione veneziana di regalare un bocciolo di rosa a una donna per il 25 aprile, giorno di san Marco. E la Liberazione?

Venezia, 22 aprile 2017

Cara redazione,

anche nel 1882, come quest’anno, il 23 aprile cadeva di domenica. Guardate che poema si poteva leggere quel giorno sul Barababao “Zornal umoristico co caricature el vien fora tute le domeneghe”:

[Leggi di più…] infoÈ o non è il fiore del partigiano? Una lettera su boccioli e feste del 25 aprile

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Voci di mamme. Tra un 25 aprile e un Primo maggio

28/04/2016

a cura di redazione sito sAm

In questi giorni, tra la festa della Liberazione e quella dei lavoratori e delle lavoratrici, ci sembra naturale ritornare su Giulio Regeni: riascoltando le parole che Paola Deffendi, la mamma di Giulio, ha pronunciato il 29 marzo, quando ha ricordato le torture praticate dal nazifascismo in Italia e ha osservato che oggi “organizzazione sindacale” è diventata una brutta parola; pensando alla ricerca di Regeni sui movimenti sindacali indipendenti in Egitto; riflettendo su come esperienze, vicende, bisogni, sentimenti individuali possono dar vita a un discorso politico e a solidarietà collettive, e chiamare in causa le leggi; andando con il pensiero a quanti protestano e resistono al regime di polizia, al prezzo di intimidazioni, torture, o della vita; rendendo omaggio alle donne che, da plaza de Mayo a piazza Tahir, chiedono conto allo Stato della vita e della libertà dei loro figli.

1. Il 29 marzo 2016, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in una sala del Senato della Repubblica italiana, Paola Deffendi ha ricordato il figlio Giulio Regeni morto sotto tortura in Egitto.

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