In linea da: 21/02/2019

Uno zumellese al Caribe. Soggetto open per un romanzo storico glocal ambientato tra ‘500 e ‘600

di Carlo Moriggi

Abbiamo ricevuto da un amico un soggetto per un romanzo o un film scritto di recente da Carlo Moriggi, autore che abbiamo avuto modo di conoscere anni fa, in quanto collaboratore della rivista altrochemestre. Con una nota finale in cui Moriggi chiarisce che il testo si inserisce in “un genere letterario di fortune tanto recenti quanto rapinose […] noto in scienza con vari nomi, quali creative non fiction, literary nonfiction, narrative nonfiction e perfino verfabula”; secondo il curatore della sua opera, l’autore avrebbe inoltre seguito “con assoluto rigore il principio di tenere insieme, su un piano di parità e attraverso un dialogo costante, storia locale e world history”.

Fine Cinquecento. Saremo imbarcati su di un cargo DSL battente bandiera olandese, De droge Stront, salpato da Gorée (la principale isola del Mali) alla volta di Pernambuco, fatta salva una deviazione in Giamaica per una consegna urgente. La vecchia carretta è stipata di forza lavoro putativa africana ambosesso. Buona la presenza di bambini. In stiva maschi e femmine occupavano spazi separati. Le paredane divisorie erano solide ma crivellate di fessure. Data la merce trasportata

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In linea da: 17/02/2019

“Andare dal prete a procurarsi i dati”. Un’intervista sulle trasformazioni del commercio negli ultimi quarant’anni (seconda parte)

a cura di Maria Giovanna Lazzarin

Seconda parte dell’intervista che la nostra amica e socia Maria Giovanna Lazzarin ha fatto ad Aldo Antole, che a partire dai primi anni Ottanta seguì l’ingresso della società di commercio all’ingrosso M. Guarnier spa nel settore del commercio al dettaglio.

Dal discount al  supermercato al centro commerciale con l’ipermercato, scegliere il luogo dove aprire, category manager per sceglire l’assortimento e marketing mix per guadagnare, “occupare la piazza”, rapporti con i concorrenti: scontrarsi o mettersi d’accordo… (Per leggere la prima puntata, cliccare qui.)

Dal discount al supermercato

MGL: Voi avete fatto il salto verso il dettaglio e poi?

AA: Nel giro di una decina d’anni, una volta raggiunta una certa quantità, fra 15-20 punti vendita, e quindi un certo tipo di fatturato abbiamo detto: “OK, questo fatturato ci permette di sopravvivere e sviluppare la catena”. E abbiamo cominciato a pensare al supermercato, un passo merceologicamente complicato, perché un conto è gestire 1000 prodotti, di cui 3-400 a rotazione – il panettone si vende solo a Natale – un conto 3000/4000

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In linea da: 10/02/2019

“Metalmeccanici, no casolini”. Un’intervista sulle trasformazioni del commercio alla fine del Novecento (prima parte)

a cura di Maria Giovanna Lazzarin

La nostra amica e socia Maria Giovanna Lazzarin ha intervistato Aldo Antole che a partire dai primi anni Ottanta seguì l’ingresso della società di commercio all’ingrosso M. Guarnier spa di Belluno nel settore del commercio al dettaglio. La trascrizione dell’intervista è molto lunga, ne presentiamo qui la prima parte, appuntamento tra qualche giorno per la seconda.

Logiche di prezzo, organizzazione e tecniche di vendita, dall’ingrosso al dettaglio sotto forma di  discount: impiegare qualcuno che non sappia niente del lavoro che fa… Un contributo a una ricerca collettiva in corso.

La M. Guarnier spa è stata ed è un’azienda leader nel commercio all’ingrosso e una delle principali realtà aziendali bellunesi. Fondata il 31 agosto del 1920 da Marino Guarnier e Francesco Terribile, l’impresa ha sviluppato una forte presenza nell’ambito della distribuzione organizzata, in una dimensione commerciale e organizzativa che abbraccia diverse province del Veneto e del Trentino, con un forte radicamento su Belluno.

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In linea da: 31/01/2019

Le lotte alla Pellizzari del 1964-65 nell’archivio di Cosimo Pascali

di Walter Cocco

Il nostro amico e socio Walter Cocco ci manda una nuova tappa del suo progetto di scrivere una storia della Pellizzari di Arzignano. Qui ritorna su alcune vicende del periodo 1964-65 attraverso il piccolo archivio che Cosimo Pascali creò quando fu imputato e processato in seguito a una manifestazione che ebbe luogo nel novembre 1964. Con un appello a conservare e salvare gli archivi privati, per quanto siano piccoli.

Un archivio privato

Il mio progetto di scrivere una storia della Pellizzari di Arzignano nel secondo dopoguerra l’ho reso pubblico soltanto di recente, ma in realtà ci pensavo da un po’ di tempo e in qualche occasione ne avevo parlato con alcuni amici. Capitò così che un giorno di qualche anno fa una cara amica, Antonella Pascali, mi disse che voleva farmi vedere dei documenti che aveva trovato a casa del padre Cosimo dopo la sua morte avvenuta nel 2009. Venne da me con due cartelle tutte ordinate.

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