In linea da: 29/04/2010

25 aprile a Mirano (Venezia). Cronaca a due voci

di Roberto Vivian e Maria Luciana Granzotto

Le cronache di Roberto Vivian e di Maria Luciana Granzotto, dopo aver assistito a quel che è accaduto sul palco delle celebrazioni del 25 aprile 2010 a Mirano.

1. Roberto Vivian

Oggi in tarda mattinata io e mia moglie siamo andati a Mirano. Quando siamo arrivati era già iniziata la cerimonia commemorativa del 25 aprile. C’era una delegazione dell’ANPI e sul palco stava parlando un signore che più volte ha guadagnato alcuni applausi dalla gente del pubblico – abbastanza numeroso (giovani pochissimi, la maggior parte direi oltre i “quaranta”).

Non sono riuscito a capire chi fosse ma ho cercato in rete e potrebbe essere Ernesto Brunetta dell’Istituto storico della Resistenza di Treviso. Durante il suo discorso ho percepito alcuni mugugni dal pubblico che transitava di passaggio, tipo “…sempre i stessi discorsi da 70 anni a ‘sta parte”, oppure “…senti da che pulpito”.

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In linea da: 21/02/2007

Vicenza. 17 febbraio 2007

di Maria Luciana Granzotto

Quando i giorni scorsi pensavo alla manifestazione del 17 febbraio mi veniva in mente in modo un po’ ossessivo l’adagio che aveva caratterizzato uno spettacolo di Paolini di qualche anno fa: Ni savea parchè ma tutti ‘ndava a Vicensa. C’è il sole e un sacco di gente in stazione a Mestre che cammina in fretta. Lunga fila in biglietteria, ma sono quelli che vanno a Venezia per il Carnevale. L’effetto è estraniante, niente striscioni, né bandiere, niente gruppi festanti in partenza, solo mascherine e viaggiatori con valige e trolley. Forse il grosso dei manifestanti se n’è andato col treno speciale delle 11, almeno lo spero. Mi guardo intorno, vedo due, tre persone che conosco, magari vanno a Vicenza. 

Il treno mezzo vuoto si riempie a Padova, a Grisignano tutto il corridoio è occupato, a Lerino non entra più nessuno. Nel vagone open-space si parla ad alta voce al cellulare: il corteo è già partito perché è così tanta la gente che continua ad arrivare che è meglio mandare avanti. 

Arrivo con banda musicale, verrebbe voglia di ballare ma siamo stipati come sardine. Sul

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In linea da: 27/06/2006

4. Andare a vedere

Inchiesta, reportage, resoconto

Atti della giornata di studio organizzata da storiAmestre ed Etam-Animazione di comunità e territorio (Mestre, 19 novembre 2004)

a cura di Maria Luciana Granzotto e Claudio Pasqual

con interventi di Goffredo Fofi, Luca Pes, Vittorio Rieser, Matteo Melchiorre, Lina Zecchi, Maria Turchetto, Piero Brunello, Bruna Bianchi, Nadia Caldieri

estate 2006, 112 pp., 8 euro

"Stiamo diventando animali senza orientamento, senza naso, senza antenne. Cominciamo a fare fatica a capire ciò che è realmente reale e ciò che ci viene messo davanti come tale. La realtà è sempre più una costruzione artificiale. E questo può sembrare abbastanza ovvio. Il fatto nuovo è che la realtà-ambiente nella quale siamo immersi non è più tanto, come mezzo secolo fa, il prodotto del lavoro, ma è il risultato della produzione delle immagini. Non siamo più veramente convinti che l'ambiente sia reale e non virtuale. Perchè allora occuparsene? Forse, dice il nostro inconscio, se spengo il telecomando questa piazza, questa periferia, queste facce che ho davanti spariscono…! Ho l'impressione che il potere (non è un mito, esiste!) abbia bisogno di addestrare sempre più questa labilità: ciò che esiste deve

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In linea da: 27/01/2006

Mestre turistica. Lo sviluppo della terraferma mestrina attraverso le guide turistiche

di Maria Luciana Granzotto

La guida turistica viene usata da turisti, da forestieri e da coloro che devono essere guidati nella scoperta di un territorio che non conoscono. Questa condizione di partenza garantisce ampi margini di libertà ai compilatori delle guide. La guida descrive il patrimonio ambientale e culturale di un dato territorio secondo il principio della verosimiglianza che include l'uso dell'artificio letterario. Deve affascinare, illudere, convincere che vale la visita, compilano e "vendono" l'immaginario che ruota attorno a un luogo. Ha l’intrinseca vocazione di orientare l'occhio del turista. Insegna dove guardare e cosa cercare, impone percorsi che si frazionano in tanti arrivi-partenze verso nuovi arrivi. Disegna geometrie di flusso, stabilisce gerarchie tra i luoghi secondo implicite regole storiche, estetiche, artistiche. Nega visibilità e realtà a tutto il resto che, nella maggior parte dei casi, è della città o del territorio la parte preponderante in termini di popolazione, abitato, socialità. Occulta evidenti segni urbani perché non si sintonizzano con il racconto del territorio e creano imbarazzo.

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