In linea da: 06/12/2018

Cinque colpi di pistola. Per Maria Antonietta Lazzarini che uccise il principe Trivulzio, a risarcimento di un processo negato

di Francesco Selmin

In occasione della cerimonia di premiazione delle borse di studio erogate dalla Fondazione Maria Antonietta Lazzarini, che si terrà oggi 6 dicembre 2018 a Este, presentiamo alcune pagine dal libro di Francesco Selmin, La donna che uccise il principe. Maria Antonietta Lazzarini e Luigi Alberico Trivulzio, da poco uscito per Cierre. Selmin vi ricostruisce un fatto di cronaca nera avvenuto a Milano alla fine del 1938, quando Maria Antonietta Lazzarini uccise a pistolettate il principe Luigi Alberico di Trivulzio, con cui aveva una relazione clandestina sin dagli anni Venti. Le perizie psichiatriche designarono Maria Antonietta, nata a Este nel 1898, “inferma di mente”: pertanto al delitto non seguì un processo ma un lungo internamento in manicomio.

Cinque colpi di pistola

Esasperati dalle ossessive richieste di sovvenzioni, dalle telefonate e da pressanti domande di abboccamenti, ma ormai decisi a non darle più ascolto, i Trivulzio si rivolgono alla Questura che, nel 1937, decide di rimpatriare la Lazzarini a Este con il foglio di via. La donna non demorde, non accetta la fine di una storia più che decennale. Scrive

Continua a leggere Cinque colpi di pistola. Per Maria Antonietta Lazzarini che uccise il principe Trivulzio, a risarcimento di un processo negato

In linea da: 12/05/2016

Giuseppe Bedin (1901-1939), un bandito tra Robin Hood e Dillinger

di Francesco Selmin

Per gentile concessione dell’autore e dell’editore, pubblichiamo parte del terzo capitolo del libro di Francesco Selmin, Ammazzateli tutti! Storia di banditi del Veneto, Cierre, Sommacampagna (Verona) 2016, dedicato alle gesta della banda Bedin, attiva alla fine degli anni Trenta, ma con esiti che arrivano fino alla Resistenza. La ricerca di Selmin affronta nel complesso tre casi di banditismo nel Veneto, in particolare nell’area della Bassa Padovana: le insorgenze del 1809, il brigantaggio represso dalle autorità austriache a metà Ottocento, e infine la banda Bedin. Le analogie tra i tre casi rinviano ai caratteri sociali di lungo periodo di una società bracciantile.

Sulla strada del delitto

Giuseppe Bedin nasce il 25 marzo 1901 a Monselice in via Vetta, una strada comunale che, partendo dal cimitero, si inoltra nella campagna in direzione di Pozzonovo: il padre Girolamo è contadino, la madre Anna Rocca casalinga. Da ragazzo aiuta i genitori nel lavoro dei campi. Nel febbraio 1922 parte per il servizio militare. Il 23 settembre dello stesso anno si sposa a Monselice con Enrichetta Molon, che meno di un

Continua a leggere Giuseppe Bedin (1901-1939), un bandito tra Robin Hood e Dillinger