In linea da: 24/12/2018

Modernità di classe. Le relazioni del prefetto di Parigi Delessert (1786-1858)

di Andrea Lanza

Natale 2018. Per la nostra tradizionale strenna, Andrea Lanza ci porta nella Parigi della prima metà dell’Ottocento, sulle tracce di un prefetto che già ci aveva mostrato in azione durante lo sciopero dei carpentieri parigini del 1845. La figura di Gabriel Delessert permette di esplorare una nascente borghesia, in cui ruoli istituzionali, salotti, reti di relazioni e alleanze familiari si intrecciano, e dove maturano precise idee di progresso, “interesse pubblico” e “buon ordine sociale”. Con il suggerimento di riflettere simultaneamente sulla “modernità” immaginata dalla classe dirigente francese del XIX secolo e sulla “modernità à la Macron” dei giorni nostri. Qui di seguito proponiamo solo le prime pagine del testo, chi vorrà leggerlo integralmente dovrà cliccare qui.

Parole di prefetto

Due dicembre 2018, Parigi, in conferenza stampa il prefetto di polizia della capitale evoca le “deliberate violenze” commesse da gente “desiderosa di affrontare le forze dell’ordine”; non esita a identificare i facinorosi come appartenenti a “gruppuscoli dell’ultradestra e dell’ultrasinistra”. Fra i 378 fermati il giorno prima, secondo le dichiarazioni del PM, nessuno però risulta già segnalato dai

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In linea da: 16/12/2018

Un libro per un toponimo e per una città a misura di bambini e bambine. Sulle “Memorie dalla Contea”

di Maria Giovanna Lazzarin

Il 30 novembre si è tenuta a Zelarino la presentazione del libro di Maria Luisa Torre, Memorie dalla Contea. 1943-44. Pubblichiamo il testo dell’intervento con cui Maria Giovanna Lazzarin ha aperto l’incontro.

1. Memorie dalla Contea parla di una bambina di circa settant’anni fa che a causa della guerra si trasferisce con la famiglia da Mestre in campagna1.

Le Memorie coprono il periodo tra il 1943 e il 1944 in cui Maria

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In linea da: 11/12/2018

Un gioco da bambini e bambine. Cappelletta di Noale e Noale, 20 novembre 2018

di Mario Tonello

I contributi di storiAmestre alla costruzione del Contratto di fiume Marzenego continuano. Dopo l’ideazione del Gioco dell’Oca lungo il Fiume, dedicato ai bambini delle elementari, di cui abbiamo già dato notizia qualche tempo fa, abbiamo portato uno dei nostri lavori, la Carta simbolica del “Marzenego oggi” nelle classi quarte della scuola elementare Duca d’Aosta, nella sede di Cappelletta di Noale e in quella “madre” di Noale.

Le maestre Cristina Bertoldo e Stefania Pellizzon con i loro colleghi avevano visto la Carta del Marzenego Oggi (detta “la striscia” per la sua lunghezza, 15 metri) alla mostra della cartografia storica del Marzenego che storiAmestre ha installato al “Negozio Piave 67” a Mestre nel settembre scorso, e ne avevano colto la potenzialità didattica. Con i loro colleghi hanno quindi organizzato il 20 novembre scorso tre incontri degli alunni di quarta con l’autore della striscia.

Eccone di seguito un racconto fotografico.

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In linea da: 06/12/2018

Cinque colpi di pistola. Per Maria Antonietta Lazzarini che uccise il principe Trivulzio, a risarcimento di un processo negato

di Francesco Selmin

In occasione della cerimonia di premiazione delle borse di studio erogate dalla Fondazione Maria Antonietta Lazzarini, che si terrà oggi 6 dicembre 2018 a Este, presentiamo alcune pagine dal libro di Francesco Selmin, La donna che uccise il principe. Maria Antonietta Lazzarini e Luigi Alberico Trivulzio, da poco uscito per Cierre. Selmin vi ricostruisce un fatto di cronaca nera avvenuto a Milano alla fine del 1938, quando Maria Antonietta Lazzarini uccise a pistolettate il principe Luigi Alberico di Trivulzio, con cui aveva una relazione clandestina sin dagli anni Venti. Le perizie psichiatriche designarono Maria Antonietta, nata a Este nel 1898, “inferma di mente”: pertanto al delitto non seguì un processo ma un lungo internamento in manicomio.

Cinque colpi di pistola

Esasperati dalle ossessive richieste di sovvenzioni, dalle telefonate e da pressanti domande di abboccamenti, ma ormai decisi a non darle più ascolto, i Trivulzio si rivolgono alla Questura che, nel 1937, decide di rimpatriare la Lazzarini a Este con il foglio di via. La donna non demorde, non accetta la fine di una storia più che decennale. Scrive

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