In linea da: 03/11/2018

La guerra mantiene lo Stato in buona salute

di Randolph S. Bourne

Ricordiamo un doppio centenario: quello della fine della Prima guerra mondiale (per l’Italia l’armistizio entrò in vigore il 4 novembre 1918) e quello della morte del pacifista statunitense Randolph S. Bourne (scrittore e critico letterario morto di influenza spagnola nel dicembre 1918).

Quando morì, Bourne stava lavorando a un libro sulla natura dello Stato, da cui è tratto il presente articolo, tradotto per la prima volta in italiano da Anna Di Qual. In queste pagine, riprendeva i temi antinterventisti e antimilitaristi per cui si era battuto fin dagli inizi della guerra in Europa nel 1914. In particolare, denunciava come la guerra stimolasse l’istinto gregario, deresponsabilizzando gli individui, con il risultato di accentuare il carattere totalitario dello Stato, il conformismo e la persecuzione delle minoranze.

La guerra mantiene lo Stato in buona salute. Essa mette automaticamente in moto nell’intera società irrefrenabili forze che spingono al conformismo e a una calorosa cooperazione con il governo nel costringere all’obbedienza le minoranze e gli individui che non intendono entrare nel branco. La macchina di governo impone e applica drastiche sanzioni: le minoranze sono o intimidite al

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In linea da: 23/06/2014

Il Risorgimento della Lega Nord

di Anna Di Qual

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Anna Di Qual il 24 maggio 2014, in occasione della festa di storiAmestre, dove l’autrice riprende e sintetizza il suo articolo Revisionismo leghista a 150 anni dall’unità d’Italia, pubblicato su “Italia contemporanea”, aprile 2014, n. 274, pp. 120-157.

Con questo intervento, propongo di leggere il centocinquantenario dell’Unità d’Italia attraverso le lenti della Lega Nord, basandomi sull’analisi dell’annata 2011 della Padania, l’organo ufficiale del partito, e di alcune pubblicazioni di stampo divulgativo e argomento risorgimentale pubblicizzate dal giornale leghista nel corso dell’anno giubilare. Inizierò descrivendo la posizione della Lega nei confronti delle celebrazioni del 2011, cercando di interpretare le molteplicità di significati che la sua posizione sottende, per poi soffermarmi su alcuni nodi della narrazione (o meglio contro-narrazione) elaborata in quell’anno dal Carroccio sul Risorgimento e sulla storia d’Italia. Come si sa, i grandi anniversari nazionali costituiscono un oggetto di ricerca di notevole importanza: portando il passato sulla scena del presente, essi diventano degli ideali osservatori che permettono di cogliere le dinamiche più profonde del corpo sociale e di studiare il complesso rapporto che una società intesse con la sua

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In linea da: 22/12/2012

Un restauro o un falso storico? Notizie da Sutrio (Udine)

di Anna Di Qual

Torniamo sul tema aperto da Claudio Zanlorenzi sulle scritte di forte Mezzacapo a Mestre. Anna Di Qual abita a Sutrio, un paese in provincia di Udine che – ci racconta la nostra corrispondente – conserva alcune scritte fasciste, ma nel 1944 fu parte del territorio della repubblica partigiana della Carnia. Fu anche luogo di un eccidio commesso da soldati delle SS e della RSI. Vicino a dove ogni anno si commemora quel tragico fatto, un committente privato fa restaurare, con sovvenzioni della Regione, una scritta fascista quasi illeggibile sul muro di una vecchia segheria che dovrà diventare un museo. “Mio padre è tornato da Dachau che pesava quaranta chili e ora si vede quella scritta lì”, dice chi non dimentica. Ma la cronaca di Anna Di Qual riflette anche sul gesto del restauro e sulla filologia. La cancellatura non è anch’essa un segno storico da restaurare? e un restauro che sposta più in alto sul muro di un edificio una scritta e allarga la fascia bianca in cui è inserita, si può chiamare ancora restauro?

Una presenza silenziosa e lontana

Le ho sempre notate le scritte fasciste sui muri

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