In linea da: 19/12/2015

In città. Settembre-novembre 2015

di Claudio Pasqual

Note d’autunno. Banani in riviera Magellano e una “cinebicicletta” ai tempi di internet. Mobilitazioni in viale San Marco. La cangiante geografia dello spritz e dei ritrovi giovanili. Una nuova collocazione per la colonna della Sortita restaurata. La “Mestre di ieri” (ormai ieri l’altro?). Strade e quartieri presidiati: luminarie, vigilanti e vigili urbani in piazza Ferretto la sera in cui a Parigi gli attentati fanno 130 vittime. In città la vita scorre come sempre.

4 settembre

Immagino che l’anonimo autore sia un ammiratore davvero molto deluso – a meno che non si tratti di sarcasmo. Ha scritto “#Brugnaro fa qualcosa” (così, con il cancelletto) non solo sul muro interno di cinta dell’ex ospedale, dove adesso c’è il parcheggio. Ne ha disseminato la città: un hashtag si legge sulla rampa del cavalcavia per Marghera, altri due nel primo e nel secondo sottopasso della Castellana.

5 settembre

All’ingresso di un vicolo privato laterale di via Scarante a Marocco scopro un insolito cartello stradale. È rotondo, bianco cerchiato di giallo; dentro la riproduzione di un gruppo di persone in silhouette: al centro un poliziotto, alla sua destra un uomo e una bambina, alla sinistra una donna con un piccolino in braccio e  un maschietto per mano – evidentemente una famiglia; l’agente appoggia protettivo il braccio sulla spalla del padre; sullo sfondo si intravede una casa. Come scritto sul bordo, il cartello segnala una “Zona controllo del vicinato”. Dunque anche qui si è creato un gruppo affiliato all’Associazione Controllo del Vicinato, una rete territoriale presente in varie parti d’Italia, costituita allo scopo, scrivono nel sito, di “sviluppare programmi di sicurezza residenziale”: sorvegliare case e strade contro furti e rapine.

6 settembre 2015

Ore 13 e 45. Dalla chiesa di San Giuseppe in viale San Marco escono gli sposi con gli invitati al matrimonio. Sono tutti asiatici, scuri di carnagione, non saprei dire a quale popolo appartengano. Il particolare curioso è che se la sposa è come si usa in bianco, le altre donne sono tutte in rosso. Le targhe, quelle che ho potuto vedere, sono di Torino, di Brescia; sullo sportello di un auto leggo la sigla pubblicitaria di una ditta di Tione, provincia di Trento.

Per la Vallenari bis sono preoccupati e si muovono anche quelli di viale San Marco: cartelli e uno striscione appesi in strada informano che il locale comitato organizza  per l’11 settembre in piazza Canova un’assemblea sull’argomento.

15 settembre 2015

Segni della tropicalizzazione del clima – o del fatto che abbiamo avuto l’estate più calda dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche: i banani piantati da qualcuno sulla sponda del canale Osellino in riviera Magellano hanno messo i frutti. Frutti piccoli e sicuramente non commestibili, però uno spettacolo mai visto fin qui.

27 settembre 2015

Altra passeggiata mattutina domenicale in Villaggio San Marco. Il comitato del rione ha preso posizione e affisso lungo la via cartelli e striscioni contro la Vallenari bis. In una piccola area verde fra due palazzoni c’è un’area giochi nuova di zecca, dove bambini accompagnati da mamme e nonni saltellano tra altalene, scivoli e giostrine. A lato della chiesa di San Giuseppe si svolge quello che sembra un piccolo rinfresco e non un’autentica festa parrocchiale. Rari i podisti, per essere una domenica soleggiata di fine settembre.
Tema non nuovo, ma dopo un incontro del genere merita di tornarci sopra. In via Sansovino, in un’aiuola è piantato un piccolo cartello, che esibisce un segnale di divieto con un cane nell’atto di evacuare, e sotto il comando “Proprietà privata. Divieto di deiezione canina”.

29 settembre 2015

Piazza Ferretto, 19 e 45. Un tale che mi sembra Roberto Cargnelli dell’associazione culturale “La Mandragola”  proietta, su un pilastro del palazzo Da Re in piazza Ferretto, degli audiovisivi. Usa un proiettore montato su una bicicletta di quelle con il cavalletto centrale, di quelle che usavano gli arrotini. Per simulare il cinema, sul portapacchi davanti è montata una riproduzione di proiettore cinematografico, con le due bobine bene in vista. Mi fermo a osservare. Un paio di video riguardano le grandi navi a Venezia – una ninnananna recitata con sottofondo di carillon mentre si alternano diapositive di navi in bacino; una poesiola in rima declamata da una voce anziana mentre scorre il filmato di una nave vista dal ponte dell’Accademia. Un altro è una parodia in dialetto padovano di una scena dal film Un giorno di ordinaria follia con Michael Douglas, intitolata Un casello di ordinaria follia, firmata da Fabio e Ciano: argomento i pedaggi autostradali da Dolo a Venezia, incredibilmente rincarati. Segue Vanni & Elsa al carnevale di Venezia 2014, altra parodia sempre in dialetto dal film Van Helsing: la coppia balla a una festa di carnevale, lui è un vampiro, infatti è invisibile allo specchio; sostanzialmente una satira del recente progetto di italianizzare la toponomastica veneziana (calle Goldoni nel video diventa “calle dei Preservativi”). Al momento non ho capito il contenuto dei dialoghi, il volume era troppo basso, l’impianto aveva un sonoro troppo debole. Le informazioni sui video lo ho trovate più tardi a casa, rivedendoli su Youtube.

In piazza quasi nessuno assisteva, ma era martedì e ora di cena.

4 ottobre 2015

Da dieci anni esiste al Villaggio San Marco un collettivo antagonista  di nome “Tuttinpiedi”  (TIP). Un gruppo impegnato nelle battaglie classiche e su tutti i terreni tipici del movimento: solidarietà internazionalista, lotta per la casa, No Tav, carceri, ecc. Ho letto il loro manifestino, appeso a una colonna in piazza Barche, che invita alla festa del decennale nella sede di piazza Canova.

5 ottobre 2015

Ricordo bene che mi lasciava sempre interdetto il fatto che chi cercava un lavoratore da assumere lo volesse sempre “con esperienza”. Una grossa fetta di gente era per forza esclusa, e mi chiedevo come potesse farsela, uno, l’esperienza, se non lavorando. Qualcosa è forse cambiato ultimamente? L’acconciatore cinese in via Lazzari ha appeso un cartello, “Cercasi parrucchiera con o senza esperienza”. Giorni fa, ho fotografato dietro la grata di una osteria in centro, chiusa per cambio gestione e di prossima apertura, il seguente decalogo: “Ci piacciono queste caratteristiche: 1) un bel sorriso; 2) il giusto atteggiamento, 3) un po’ di esperienza (ma non è una discriminante!). Entra e lascia il tuo c.v.”. Però il locale era ancora chiuso.

19 ottobre 2015

Nella Torre dell’Orologio è in corso “Mestre in torre. Mostra fotografica alla scoperta della città di ieri”, dedicata allo storico Stefano Zabeo. A organizzarla è stata la municipalità di Mestre-Carpenedo assieme a “Mestre Mia”, a “Mestre Terraferma Presidio Permanente” e alla “Associazione Culturale Città di Mestre”. Zabeo, morto a febbraio, era il presidente del Gruppo Valdemare – il nome di un antico bosco comunale di Carpenedo –, con il quale molto si era speso nella difesa di edifici e luoghi ritenuti rappresentativi della città, e da ultimo per il ripristino della colonna della Sortita di Marghera, celebrativa di  un episodio del 1848 veneziano, il 27 ottobre di quell’anno, durante l’assedio austriaco della città; colonna rimossa per il lavori del tram, ora ricollocata nella stessa piazza XXVII ottobre dove si trovava in precedenza e la cui nuova inaugurazione è fissata per il 24 prossimo. Suoi articoli e brevi ricostruzioni storiche erano stati pubblicati da quotidiani e riviste locali, giravano in internet e con la posta elettronica. La mostra espone numeroso materiale fotografico, in parte cartoline di Mestre già pubblicate, ma anche documenti manoscritti e pubblicazioni a stampa, di alcune delle quali ero totalmente all’oscuro, di proprietà di un collezionista di nome Fulvio Busetto. Mi chiedo quanti ce ne siano, in giro, di collezionisti di cose mestrine, e quante e quali “cose” si nascondano dietro i muri della città. 

C’era a Venezia, in Castelforte dietro la Scuola Grande di San Rocco, la casa delle girandole: tutti i veneziani se la ricordano, credo con commozione e affetto. A Mestre c’è, in via Cardinal Massaia al primo piano di un condominio, una sua più modesta imitazione.

20 ottobre 2015

Altri due bar molto frequentati, secondo la nuova voga di consumare l’aperitivo in gruppo all’esterno del locale: in piazza Barche, segnalato anche, in certe serate, dalla lunga fila, quasi continua, di auto parcheggiate dove sono le fermate degli autobus; in via Gozzi, con gli avventori che ostruiscono incuranti per intero marciapiedi e pista ciclabile. Alla stessa ora, i due bar di via Verdi all’angolo con Circonvallazione hanno pochi clienti: che stia cambiando di nuovo la geografia dello spritz?

Anche gli itinerari pedonali dei mestrini in giro per la città mutano nel tempo.  Ho fatto un piccolo censimento, per oggetto i passaggi zebrati. Accanto a quelli tradizionalmente più frequentati – da galleria del Teatro Vecchio al Centro Le Barche; in corso del Popolo all’altezza della Bnl – altri sono in ascesa: sempre in corso del Popolo, l’attraversamento all’incrocio con le vie Tasso e Milano.

24 ottobre 2015

È in corso la cerimonia della posa, sul  lato del Centro Le Barche che dà sull’omonima piazza, della colonna della Sortita di Marghera. Passo di là in auto, purtroppo non posso fermarmi. C’è un piccolo assembramento, ma noto che un gruppetto con bandiere azzurre se ne sta un po’ discosto: sono quelli del Movimento per l’Autonomia di Mestre e della Terraferma “Piero Bergamo”.

25 ottobre 2015

Il “Presidio Permanente Mestre Terraferma” ha allestito, nelle due vetrine dell’ex negozio Max Mara al pianterreno del Centro Le Barche, una piccola mostra con riproduzioni di documenti e foto sulla Sortita di Marghera del 27 ottobre 1848 e sulla colonna commemorativa dell’episodio. Sono esposti anche disegni sul tema dei bambini di alcune classi della primaria “Tiziano Vecellio” di Mestre.

Mi sono incuriosito, riguardo a questo Presidio, che avevo già incontrato con la mostra fotografica nella torre, così ho cercato notizie sul web. Ho trovato il comunicato della conferenza stampa di presentazione, tenutasi il 9 maggio scorso. “Il ‘Presidio Permanente Mestre Terraferma’ è un nuovo coordinamento di tutte le principali associazioni che […] si battono da anni per preservare le testimonianze storiche di Mestre. Soci fondatori sono stati, nell’ordine, Movimento per l’Autonomia Piero Bergamo, Centro Studi Storici di Mestre, Mestre M.I.A., Città di Mestre, Due Portoni, Comitato Forte Gazzera. A questi si sono aggiunti […] AmicoAlbero e Lions Club Mestre Host. Contatti sono in corso con numerosi altri gruppi, comitati e associazioni. Nell’incontro del 9 maggio […] i componenti del ‘Presidio’ si soffermeranno sulle idee e iniziative […] per la tutela dei reperti archeologici ora contenuti nel magazzino al Quartiere Pertini e per la realizzazione del Museo della Città di Mestre. Particolare risalto verrà dato alla presentazione […] delle ragioni della scelta di unirsi. Le associazioni culturali mestrine, infatti, sinora, hanno spesso realizzato iniziative straordinarie, ma troppo spesso non hanno fatto squadra e, perciò, la loro voce è rimasta inascoltata da enti e istituzioni. Il coordinamento servirà ad unire forze, competenze e soprattutto a poter vigilare e ricevere maggior ascolto da parte di enti locali e territoriali (Regione, Città metropolitana e Comune)”.

Tornando alla colonna della Sortita, è stata restaurata, un totem spiega le fasi e operazioni dell’intervento. In effetti è bianchissima, abbacinante. Manca ancora il leone di bronzo in cima, lo stanno ancora rimettendo a nuovo. Nella nuova posizione il monumento è passato dall’invisibile di prima, relegato in fondo all’aiuola centrale della piazza tra gli alberi, al visibile: impossibile non notarlo, a pochi metri dall’ingresso del Centro Le Barche, chi esce da lì va praticamente a sbatterci contro. Sarà la novità, ma il monumento suscita interesse: alle nove e venti di sera due ragazze sono ferme davanti alla colonna e la osservano con attenzione.

5 novembre 2015

A Chirignago uno striscione annuncia la festa di San Martino, dal 7 al 9 novembre. Ora, la ricorrenza del santo vescovo di Tours cade l’11, però gli organizzatori non hanno sbagliato del tutto: l’11 si svolsero i suoi funerali, Martino morì l’8 novembre.

11 novembre 2015

L’insegna luminosa in viale Garibaldi segnala che è aperto un “Ristorante Vegano”, là dove c’era la trattoria “da Sandro”, storico locale mestrino con specialità di pesce.

12 novembre 2015

Sul referto medico di un mio esame rilasciato dal Policlinico San Marco leggo, nella sezione “come arrivare” in ultima pagina, “I parcheggi più vicini sono in Piazza XXVII Ottobre (nota come ‘Piazza Barche’)” ecc.: la doppia denominazione, anagrafica ufficiale e tradizionale popolare, di un luogo centrale della vecchia e nuova Mestre.

13 novembre 2015

Serata umida, nebbiosa, di quelle che il freddo ti penetra nelle ossa e mette i brividi. Il terzetto di musicanti sotto i portici di via Mestrina, chitarra fisarmonica e contrabbasso (già visti l’anno scorso), intona noncurante Sapore di mare di Gino Paoli.

Luminarie natalizie accese da stasera sui muri del Centro Le Barche.

Un vigilante sorveglia la galleria Barcella, dove tutti i nuovi negozi sono vuoti, sfitti.

Due agenti della polizia locale fanno la ronda in piazza Ferretto (in realtà quando passo stanno fermi al centro della piazza e chiacchierano tra loro). L’automobile di servizio è parcheggiata vicino alla chiesa. Immagino che facciano parte del piano per la sicurezza promesso dal sindaco Brugnaro ai cittadini.

14 novembre 2015

Ieri i terribili attentati a Parigi. Oggi, in piazzetta Pellicani, sotto la torre dell’Orologio, lumini accesi nel buio della sera disegnano sul selciato la sagoma della torre Eiffel. Chi passa si ferma, sosta in silenzio, guarda. Qualcuno fotografa.

16 novembre 2015

Sì, sono passato ogni giorno per la piazza ed erano sempre lì, i vigili, il piano Brugnaro è diventato operativo. Passeggiano, fanno scendere chi va in bici, qualche passante si ferma a chiedere informazioni stradali. Nelle vie adiacenti, oggi così come nei giorni precedenti, neanche l’ombra di un agente.

21 novembre 2015

L’iconografia di Mestre ha aggiunto un nuovo tassello alla serie ormai piuttosto nutrita delle sue rappresentazioni. In verità, non sono nuove le immagini a cui mi riferisco, né fuori dal consueto sono i luoghi raffigurati (foto di piazzetta Matter, della chiesa di San Girolamo, della Torre dell’Orologio); nuova è la forma con cui sono presentati. Le tre immagini si trovano sul dorso di altrettanti raccoglitori, di quelli che si usano negli uffici per archiviare i documenti; si chiamano “Raccoglitori Città di Mestre” e sono venduti al prezzo di 19 euro. Li vende la cartoleria Baessato, in piazza.

22 novembre 2015

Incrocio una coppia anziana, lei si ferma a spazzolare via con il piede le foglie che ostruiscono un tombino della fognatura. Per associazione di idee, ho pensato immediatamente a una campagna lanciata da poco dal Forum per il Contratto di Fiume Marzenego Osellino, “Adotta un fosso, adotta un tombino (e per chi abita a Venezia: adotta un rio)”.

Ho incontrato di nuovo la “cinebicicletta” di Roberto Cargnelli, in galleria Barcella. Questa volta mi sono avvicinato per saperne di più. Stava proiettando video da Youtube dentro la vetrina di uno dei negozi sfitti della galleria: cercava l’effetto specchio, che gli spettatori si vedessero dentro al filmato, come presenti, immersi nei luoghi e nelle situazioni rappresentate. Gli ho chiesto se le immagini si riferissero a un tema comune, avessero un filo conduttore; mi ha risposto che la scelta è piuttosto casuale, non esiste un vero e proprio leitmotiv: oggi potevano essere i fatti di Francia, infatti scorrevano sullo schermo improvvisato anche scorci di Parigi. Gli ho fatto osservare che l’audio era quasi inavvertibile, la volta scorsa; in effetti sta cercando il modo di potenziarlo.

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