In linea da: 27/09/2015

In città. Giugno-agosto 2015

di Claudio Pasqual

Passeggiate sfidando la canicola dell’estate 2015; la conclusione della campagna per l’elezione comunale: Brugnaro è sindaco; altri classici della politica locale: un comitato per il referendum sulla separazione Venezia-Mestre e l’annuncio del festival di settembre; altare a un vegetale e scritte sui muri; ultimi segni di “tifosi metropolitani”; strade, “pattugliamenti e presidi delle forze dell’ordine”; il circo in città; un ricordo di Jimmy (Roberto Sergi, 1951-2015).

3 giugno 2015

Una scritta tracciata con vernice verde sul muro del cinema Dante: “meno cinema più stadio”. Firmato: CSVM (Curva Sud Venezia Mestre).

9 giugno 2015

Si avvicina il ballottaggio tra Casson e Brugnaro per la carica di sindaco di Venezia. Supplemento di campagna elettorale sottotono e senza passione, ma con il patron di Umana che trova un inatteso sostegno, non so quanto sostanzioso in numero di voti.
In giro per il centro si trova affisso un manifesto-locandina del partito politico “Giustizia ed eguaglianza sociale”. Credo in pochissimi sappiano che questo partito è stato fondato proprio a Mestre. Fino a qualche tempo fa aveva anche la sua sede in un negozio di via Torre Belfredo, ma poi ha chiuso. Adesso al suo posto c’è un phone-center gestito da bengalesi. Il messaggio del manifesto consiste in un appello ai veneziani in forma di lettera aperta. Lo firma – letteralmente, l’autografo si trova in testa a sinistra sotto il simbolo del partito (una bilancia dentro due cerchi concentrici), ma la grafia è illeggibile – il presidente e segretario nazionale. In un preambolo lo scrivente, all’istante e senza indugi, invita a votare Brugnaro, “siamo nelle sue mani. Grazie.”. Perciò un moto di sorpresa coglie alla formula d’apertura: “A tutti i compagni e cittadini di Venezia”.

La lettera agita molti temi, procedendo per nessi non sempre intelligibili: dall’incompetenza di Casson, buon magistrato ma senza esperienza come amministratore, per cui “con Casson sindaco ‘potremmo’ perdere il nostro ‘futuro’ e la nostra ‘sicurezza’”, allo scandalo del Mose e all’illegalità della precedente amministrazione di sinistra; dal partito di Renzi, lo stesso di Casson, che ha diminuito le pensioni, alla certezza che “con Brugnaro sindaco verranno prima di tutto i cittadini del comune di Venezia, e dopo eventualmente gli stranieri”. Ma il fuoco del discorso, l’argomento che più sta a cuore al presidente di “Giustizia ed eguaglianza sociale”, è con tutta evidenza un altro. Nel preambolo egli si è qualificato, oltre che con la sua carica politica, come imprenditore. Il contenuto della lettera offre una chiara indicazione sul ramo di attività: le imprese di onoranze funebri. “Non dimenticate che quando amministrava Orsoni, in pochi anni sono triplicate le spese cimiteriali, la cremazione costava 120 euro, ora 605 euro, l’inumazione non si pagava, ora costa 220 euro, il costo dei loculi sono aumentati del 300% […] Con Brugnaro sindaco, in poco tempo le spese cimiteriali verranno diminuite, un cimitero e un forno crematorio per animali, ‘vedi il suo programma’, verranno costruiti”.

Il manifesto si chiude reiterando l’invocazione: “votate Brugnaro sindaco è l’unica speranza che ci rimane. Votate Brugnaro, persona onesta!”.

12 giugno 2015

L’ostilità dei negozianti verso i centri commerciali lascia segni tangibili sulle pietre e i muri della città: in piazza Ferretto, vedo appesa a una colonna fotocopia di una pagina di giornale locale che tratta – tutta una pagina – le grandi difficoltà causate al commercio tradizionale dalla moltiplicazione dei mall attorno a Mestre.

15 giugno 2015

I promotori della separazione tra Mestre e Venezia hanno affittato una pagina digitale sul tabellone elettronico al piano terra del Centro Le Barche, dove solitamente scorre pubblicità di prodotti commerciali.

17 giugno 2015

Ore 19,30. In piazza Ferretto, scorgo un piccolo assembramento e due vigili con lo sfollagente alla cinta. L’atteggiamento di tutti è però è molto tranquillo. Poi riconosco in mezzo a loro il sindaco Brugnaro, in elegante giacca blu, che parla con un gruppetto di persone. Fa per allontanarsi, ma si avvicina un signore anziano che vuole stringergli la mano. Che sia l’inizio di una nuova voga, il sindaco in mezzo al popolo?

18 giugno 2015

Da un’amica vengo a sapere che il neo sindaco “offre a tutti lo spritz in piazza”. Ci vado, vicino alla torre stazionano un furgone della polizia e parecchi agenti, sono qui per garantire la sicurezza e la serenità dell’evento. In piazza c’è abbastanza gente; dall’abbigliamento, dalle pose, dal modo di gestire direi in prevalenza ceto medio. Il fucsia, il colore insegna del neosindaco, è presente ma poco, bisogna andarlo a scovare: il capellino di paglia di una giovane donna, la t-shirt di un signore di mezza età. Un quadrato di bandiere fucsia spunta sopra le teste delle persone assiepate, dalle parti del cinema Excelsior – non vedo bene: forse un palchetto, forse una larga tavola. Due file parallele di tavolini, a studiata distanza l’uno dall’altro, formano un corridoio al centro della piazza, e su ciascuna sono poggiate caraffe piene di ghiaccio da cui spuntano bottiglie di spumante gelato, velate di umidità, e altre con un liquore rosso, e tanti calici a stelo di vetro. Camerieri in camicia candida e panciotto nero attendono i convitati. Non vedo Brugnaro ma l’amica, che ritrovo là, mi dice che è arrivato. È senz’altro un fatto nuovo per questa città, la politica del buffet.

2 luglio 2015

È da un bel po’ di tempo che Mestre non ha più timore di rappresentarsi, ed escogita forme singolari: una cartoleria di via Torre Belfredo espone una lavagnetta con tanti magneti, di quelli che si attaccano in cucina ai frigoriferi, con riproduzioni di fotografie d’epoca che ritraggono Mestre – le solite, ben note, pubblicate in vari altri modi. Il gestore mi dice che li crea un signore che abita lì vicino; costano quattro euro l’uno.

10 luglio 2015

Questi due componimenti poetici sono esposti vicini tra loro, l’uno a pochi metri dall’altro, in via della Torre, dietro piazza Ferretto. Sul vetro di una finestra una mano ignota ha vergato con il pennarello nero una poesia d’amore, A uno sconosciuto, da Foglie d’erba del poeta americano Walt Whitman. Gli altri versi, sul tavolato di legno che chiude un cantiere, credo proprio che siano opera di “Curva sud”, un gruppo di ultras del calcio – il nome compare poco sopra la scritta, in bianco come la strofetta: “Lontani da te stringiamo i denti/senza tessera torneremo a fare incidenti”.

           

2 agosto 2015

Primo segno pubblico tangibile della nuova edizione del Festival della Politica organizzato dalla Fondazione Pellicani: uno striscione appeso di fronte alla chiesa di San Lorenzo, che annuncia la manifestazione per il 10-13 settembre.

3 agosto 2015

Quanti lo sanno? Gli architetti Gardenal e Caprioglio hanno firmato la loro opera, il nuovo piazzale Candiani e il multisala Img: i loro cognomi si possono leggere, tracciati con lettere in metallo fissate al pavimento, ai piedi del megaschermo sul muro dell’edificio a destra dell’ingresso.

4 agosto 2015

È morto Jimmy, al secolo Roberto Sergi, artista di strada con autorizzazione n. 1 del Comune di Venezia, com’egli stesso amava sottolineare. Chitarrista dalla velocità fulminante, ricordo le sue esibizioni rock nei concerti dei primi Settanta nell’aula magna dell’istituto tecnico Pacinotti. In un’atmosfera calda e fumosa, i suoi assoli tesi e graffianti erano per me, mediocre strimpellatore, motivo di ammirazione e invidia. Poi era spartito per un bel po’, destinazione India e altre mete più o meno psichedeliche. Anni fa era riapparso e si era messo a suonare per strada; aveva cambiato genere, dedicandosi al country rock e al folk americano. Lo si incontrava spesso dalle parti del Candiani e in galleria Barcella, che suonava la sua acustica nell’apparente indifferenza dei passanti, ma qualcuno si fermava, ed erano persone che lo conoscevano e con le quali, interrompendo la sua esibizione, si fermava volentieri a conversare. Se l’è portato via, l’ho letto sul giornale, un cancro fulminante al fegato: rapido come le sue dita sulle corde della chitarra. In effetti l’avevo visto da poco e non sembrava affatto ammalato, anzi, era pieno di energia. Da poco aveva pubblicato un libro, Musica guerriera, la sua autobiografia. Oggi al Marghera Village il presentatore della serata ha annunciato un prossimo tribute della manifestazione a Jimmy con vari musicisti veneziani e il gruppo sul palco, gli Anzian Prodige, gli hanno dedicato il loro concerto.

11 agosto 2015

Attraversano la via Cappuccina provenienti da via Fogazzaro e dirette in via Sernaglia numerose piccole bangla, assieme a vari adulti. Indossano i loro abiti colorati e hanno tutte il capo coperto con veli sgargianti. Già un’altra volta, pressappoco nello stesso posto, mi ero imbattuto in un simile spettacolo. Questo particolare mi giunge nuovo; non mi ero mai imbattuto prima in bambine bangla dell’età delle elementari che girassero velate, mai notato che si coprissero la testa.

22 agosto 2015

Passa sotto casa mia un trattorino con rimorchio che reclamizza il circo Orfei, ospite in questi giorni in città. Nel cassone sono montati un asinello e un elefantino, finti, di plastica. Di nuovo rispetto al mondo raccontato da Fellini c’è il file audio che rimanda ossessivamente lo stesso annuncio preregistrato.

23 agosto 2015

Il luogo deputato per lapidi e croci è il cimitero. Cartelli commemorativi e altarini improvvisati si trovano qui e lì in giro per la città, dove qualcuno è morto in un incidente stradale. Tutti sono dedicati a esseri umani. L’epigrafe che ho incontrato in via Passo Falzarego invece no, riguarda una pianta. Il morto è il “Gelsomino di via Nuova 17 Carpenedo” e un altro elemento di diversità è che il defunto è là, in persona e in vista, l’arbusto dalle foglie ingiallite dietro la ringhiera di un giardino condominiale: è un A4 stampato dentro una busta di plastica che ne annuncia la dipartita e fa da lapide.

25 agosto 2015

Ecco un altro oggetto che non avremmo mai potuto vedere in un film di Fellini. Oggi il trattore del circo Orfei rimorchia un “transformer”, robot umanoide mutante di moda per l’omonima saga cinematografica hollywoodiana.

28 agosto 2015

Spiegamento di forze della polizia locale in piazzale Candiani. Almeno una dozzina di agenti e cinque o sei auto, due a bloccare l’imbocco verso via Ferro, altre parcheggiate in via Einaudi. L’atmosfera è surreale. I vigili sparpagliati o a coppie, a parlare tra loro, apparentemente sfaccendati, come in attesa; radunato addosso al muretto con ringhiera all’angolo della vetrina della libreria Mondadori, uno sparuto drappello di ragazzini, anch’essi apparentemente tranquilli – qui si riunisce ogni tardo pomeriggio un gruppo di adolescenti, piuttosto esuberanti, rumorosi, ma che non mi risulta abbia mai creato problemi, se non quelli derivanti dalla loro poca propensione a usare i cestini per riporvi lattine e cartacce; e colpisce piuttosto perché è multietnico, di giovanissimi, maschi e femmine, bianchi e neri. Solamente in via Einaudi un vigile controlla i documenti di uno scooterista.

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