In linea da: 21/09/2013

L’associazione “I Celestini” di Chirignago: sport e cura del bene comune

di Fabio Brusò

Fabio Brusò racconta un’esperienza di quartiere, avviata nel 2010 e legata alla gestione su basi volontarie di un’area sportiva pubblica. Il testo riprende l'intervento tenuto da Brusò il 13 settembre 2013, in occasione dell'incontro Mestre per noi…, legato alle iniziative del Settembre mestrino solidale.

1. Nel 2011, un gruppo di famiglie di alunni ed ex alunni dell’Istituto Comprensivo Colombo di Chirignago ha deciso di prendersi cura di uno spazio pubblico sportivo situato vicino alle scuole elementari, che giaceva in stato di relativoabbandono e di degrado. La struttura è costituita da un paio di campetti da calcetto dotati di illuminazione notturna, da una piastra per il basket e da un edificio spogliatoi,il tutto attorniato da una bella area verde alberata. Il centro era nato come spazio funzionale all’ampliamento del vicinocomplesso scolastico, e negli ultimi anni si era progressivamente dotatodelle strutture sportive appena citate senza un vero e proprio progetto di utilizzo. Volevamo evitare, come genitori,che fosse gestito in modo esclusivo da qualche società sportiva che inevitabilmente lo avrebbe privatizzato, con l’obiettivo invece di mantenere uno spazio aperto a tutti, in particolare ai bambini e ai giovani del quartiere, che spesso si ritrovavano in quel luogo per giocare interminabili partite di pallone.

2. Proprio per dare un segnale in questo senso giànel 2010 avevamo ideato il Torneo dei Celestini, ispirato dal libro di Stefano Benni, La compagnia dei celestini, dove protagonisti sono i bambini con il loro gioco di strada (la pallastrada), una sorta di gioco del calcio fatto di regole autonome dal mondo dei grandi, dove più che la vittoria conta l’amicizia e il rispetto reciproco. Il torneo spontaneo aveva avuto un successo inaspettato, animato da una ventina di squadre formate dai ragazzi e ragazze stessi, senza vinti e vincitori, in cui contava esserci e giocare. Una grande festa. 

3. Da quell’esperienza è nata l’idea di costituire tra di noi l’associazione I Celestini e oggi ci troviamo, in virtù di un protocollo d’intesa con la Municipalità di Chirignago e Zelarino e in collaborazione con un’altra associazione, a impegnarci nella cura e nella manutenzione del centro. Il Torneo dei Celestini ha avuto altre tre edizioni, nel 2011, 2012 e 2013, e si sono svolte altre attività di avviamento allo sport per gli alunni delle scuole,a basso costo per le famiglie, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Colombo. Con il fine della crescita culturale e sociale degli abitanti di un territorio, attraverso pratiche di condivisione e solidarietà tra persone e famiglie, abbiamo avviato piccoli progetti di solidarietà e intendiamo anche proporre dei percorsi culturali e artistici per i bambini e i giovani del quartiere.

4. Pensiamo che la cura del bene pubblico debba preferibilmente passare attraverso un concreto impegno personale. Attraverso il lavoro volontario, siamo riusciti a migliorare l’impianto, dotandolo di nuove strutture e garantendo nuovi servizi. Oggi è sempre più frequentato da giovani, famiglie e anziani equesto ha portato a sviluppare negli abitanti del quartiere,e in particolare nei giovani, un sentimento di cura e rispetto di questo spazio, con la conseguente quasi scomparsa di atti di vandalismo prima frequenti. Quel che si dice una “cittadinanza responsabile”.

        

5. L’associazione in poco tempo è diventata un punto di riferimento per il territorio, collabora con le altre associazioni culturali e sportive, con la parrocchia, con la Municipalità e in primo luogo con la scuola, che ne condivide i percorsi sportivi ed educativi. Crediamo inoltre sia importante sottolineare come il lavoro sia gestito e condiviso da un gruppo di persone e famiglie molto coeso, che si rispettano, si stimano tra loro e hanno voglia di stare insieme. Tra di noi vi sono delle diversità e degli orientamentidifferenti, ma comunque c’è molta intesa soprattutto per un comune atteggiamento di attenzione verso gli altri. Nei Celestini viene valorizzata, senza gerarchia, la diversa sensibilità femminile e maschile e c’è la volontà di creare dei ponti generazionali, coinvolgendo nella sua struttura diverse classi di età. Siamo un progetto che per ora sta funzionando, con piccole cose ma con grande entusiasmo.

  

6. Ci piace pensare che il centro sportivo gestito dai Celestini costituisca un luogo di comunicazione e d’incontro tra le varie realtà di cui è composto il quartiere. La città si forma per sovrapposizioni, e anche a Chirignago, forse più che in altre zone, esistono delle fratture e diverse articolazioni sociali e urbane. Ci sono le famiglie di vecchio radicamento, che costituiscono ancora oggi l’ossatura dirigente della parrocchia, della (poca) politica locale, delle associazioni sportive e comunicano tra loro con una propria rete di relazioni; le nuove famiglie faticano a inserirsi in questa rete e a venire investite di ruoli chiave nel contesto culturale e associativo; naturalmente gli stranieri, divisi a loro volta in gruppi etnici, rimangono esclusi da tali processi. Forse solo la scuola tende a mettere in comunicazione questi mondi. La stessa struttura edilizia spinge a una stratificazione: c’è la Chirignago delle casette con giardino cresciuta in alcune zone ben definite (casette operaie auto-costruite), la Chirignago dei palazzi e delle case a schiera private di più recente edificazione, la zona PEEP con palazzoni e casette a schiera di iniziativa cooperativa, i grandi caseggiati ATER e comunali, con una diffusa residenza sociale e straniera. Possiamo individuare per esempio uno stile di vita semi-contadino, strutturato attorno alla casa con giardino con orto e garage, e uno più urbano proprio a chi abita nei palazzi popolari e più proiettato verso l’esterno e alle frequentazioni fuori casa. Uno degli obiettivi dei Celestini è quello di mettere in comunicazione queste realtà.

  

 

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