In linea da: 05/06/2014

Avvisi per i posteri. Dalla Prima guerra mondiale. 6

di Marco Toscano

Siamo nel mese anniversario (28 giugno 1914-2014) e il nostro Marco Toscano mette mano sempre più spesso alla sua biblioteca. Sesto appuntamento con le sue letture intorno alla prima guerra mondiale, e alla guerra in generale.

Cari di storiAmestre, 

molti libri di storia ricordano l’entusiasmo dei soldati in partenza per la guerra nell’agosto 1914: riportano fotografie di uomini in divisa con fiori sulla canna dei fucili, e ricordano casi di volontari britannici e tedeschi che temevano di non arrivare in tempo a combattere perché la guerra sarebbe finita a breve. Tutto questo accadde, e alcune delle mie schede ne daranno conto. Ma dovunque successe proprio così? Quanto c’è di propagandistico in questa versione? E non sarebbe bene fare delle distinzioni di genere, di classe sociale, e di schieramenti morali e politici? Negli stessi giorni in cui i volontari britannici correvano ad arruolarsi, gruppi di donne di diverse nazionalità marciavano a Londra contro la barbarie della guerra e in nome della civiltà. Ricordando i giorni della mobilitazione come i più belli della sua vita, lo storico Marc Bloch ha scritto: “La tristezza che

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In linea da: 14/11/2011

Uomini da una parte, donne dall’altra. Una lettera a sAm

di Marco Toscano

Torna a scriverci il nostro amico Marco Toscano, prendendo spunto dal ricordo di Elisabetta De Poli che abbiamo pubblicato qualche giorno fa.

13 novembre 2011

Cari di storiAmestre,

bello ritrovarsi dopo tanti mesi: voi che riprendete ad aggiornare il sito, io che riprendo la penna (si fa per dire) per scrivervi.

In questi giorni, anche dalle mie parti si ricordano alluvioni “come se fosse ieri” proprio mentre ne capitano di nuove, terribili, che fanno morti – se capisco bene, a Pellestrina non ce ne furono nel 1966 –, travolgono esistenze, case e ricordi, lasciano macerie e fango e puzza, come ricorda Elisabetta De Poli. Mi è tornato subito in mente anche l’articolo che avete pubblicato qualche anno fa, di Orietta Vanin, e anche quello di Giorgio Foradori. Insomma l’esperienza è quella.

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