In linea da: 24/12/2017

Luci d’archivio. Una strenna di Natale

di Matteo Melchiorre

Buone feste di fine anno da storiAmestre. All’interno di un racconto, il nostro amico Matteo Melchiorre riprende un discorso tenuto durante un incontro al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto il 10 novembre 2017. L’occasione veniva da una domanda: “A cosa servono gli archivi?”. Si capisce che le risposte sono più d’una, ma “il sugo della questione” è che “le vicende umane sono indocili, complesse e non sempre pienamente comprensibili alla luce dei residui che esse ci hanno lasciato in mano”. Per questo abbiamo bisogno di strumenti che ci facciano “captare delle luci lontane, che vengono da una Lapponia a noi ignota e che proprio per questo, sissignori, ci emozionano”. Chi volesse leggere più comodamente, può scaricare il testo – arricchito da alcune illustrazioni – cliccando qui.

Giorni corti e neve ghiacciata

Proprio oggi, 13 dicembre, Santa Lucia, dovrebbe essere il giorno più corto che ci sia. Dicono gli esperti del cielo e degli astri che le cose non stanno esattamente a questo modo, dato che il giorno più corto dell’anno cade nel solstizio d’inverno, il 21 o 22 dicembre. Ma

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In linea da: 10/09/2017

I cannoni asburgici di Cortina. Ladinità, marketing territoriale e disinteresse per la ricerca storica

di Piero Brunello

A fine luglio, una notizia relativa alla ricollocazione di due cannoni ottocenteschi nell’atrio del municipio di Cortina suscita la curiosità di Piero Brunello. Verifica di alcune delle circostanze storiche rievocate, e riflessioni sulla etnicizzazione del discorso e sull’uso pubblico della storia.

1. A fine luglio sono rimasto incuriosito leggendo in un giornale online la notizia che “i cannoni di Radetzky”, a un certo punto rimossi dall’atrio del municipio di Cortina dal commissario straordinario con “malcontento della comunità ladina” (perché “Sono la nostra storia”), erano tornati dov’erano; la notizia di cronaca era corredata di una breve storia della vicenda.

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In linea da: 28/06/2017

Storia di Alvisa Zambelli alias Lea Gaon: ebrea convertita, sospetta indemoniata, santa mancata nella Venezia del Settecento

di Adelisa Malena

Pubblichiamo il testo della relazione che Adelisa Malena ha presentato alla festa di storiAmestre, il 27 maggio 2017. Un fascicolo del tribunale dell’Inquisizione di Venezia conserva frammenti dell’autobiografia che un’ebrea convertita scrisse su indicazione del suo confessore, a cui – un giorno festivo del 1727 – aveva riferito di avere delle visioni. Scelte individuali e conflitti con la famiglia; aspettative e controlli di parenti spirituali, vicini e inquisitori; trovare un modello di scrittura per raccontare un’esperienza interiore.

Premessa

Qualche tempo fa un’amica mi ha fatto conoscere un’opera dell’artista israeliana Sigalit Landau, dal titolo Salt bride (sposa di sale). Si tratta di una sequenza di foto subacquee scattate nel Mar Morto. Il soggetto è un costume teatrale indossato nella pièce Il Dybbuk. Tra due mondi – scritto da S. Ansky fra il 1913 e il 1916 – dalla leggendaria attrice Hanna Rovina che interpretava la parte della protagonista femminile Leah.

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In linea da: 23/06/2017

La difesa di ciò che dovrebbe essere. Parigi, giugno 1848

di Andrea Lanza

Il nostro amico Andrea Lanza ci propone una riflessione sulle “giornate di giugno” del 1848, quando uomini e donne dei quartieri popolari di Parigi presero le armi contro la repubblica nata dalla rivoluzione di febbraio, in nome della repubblica democratica e sociale che pensavano dovesse esistere. La notte tra il 22 e il 23 giugno le strade dell’est parigino cominciarono a coprirsi di barricate; l’ultima avrebbe ceduto la mattina del 26, dopo quattro giornate di terribili combattimenti. Con una riflessione sul significato di insurrezione (e implicitamente di rivoluzione) e sull’uso dell’analogia storica: le ragioni e i sentimenti di chi prese le armi per la repubblica nel giugno 1848 possono essere pensate insieme a quelle di chi partecipò alla Resistenza e sognò la repubblica nel 1945?

Finire i Socialisti, questo mi ricorda ciò che vidi nelle giornate di giugno. Una truppa di soldati conduceva dei prigionieri (dei Socialisti) al Champ-de-Mars per fucilarli. Uno di questi sfortunati, sul ponte della Concorde, scappa, salta il parapetto e si tuffa nella Senna. Sta cercando di salvarsi nuotando, gli sparano dei colpi di fucile dal ponte. Ferito, continua a nuotare.

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