In linea da: 23/06/2017

La difesa di ciò che dovrebbe essere. Parigi, giugno 1848

di Andrea Lanza

Il nostro amico Andrea Lanza ci propone una riflessione sulle “giornate di giugno” del 1848, quando uomini e donne dei quartieri popolari di Parigi presero le armi contro la repubblica nata dalla rivoluzione di febbraio, in nome della repubblica democratica e sociale che pensavano dovesse esistere. La notte tra il 22 e il 23 giugno le strade dell’est parigino cominciarono a coprirsi di barricate; l’ultima avrebbe ceduto la mattina del 26, dopo quattro giornate di terribili combattimenti. Con una riflessione sul significato di insurrezione (e implicitamente di rivoluzione) e sull’uso dell’analogia storica: le ragioni e i sentimenti di chi prese le armi per la repubblica nel giugno 1848 possono essere pensate insieme a quelle di chi partecipò alla Resistenza e sognò la repubblica nel 1945?

Finire i Socialisti, questo mi ricorda ciò che vidi nelle giornate di giugno. Una truppa di soldati conduceva dei prigionieri (dei Socialisti) al Champ-de-Mars per fucilarli. Uno di questi sfortunati, sul ponte della Concorde, scappa, salta il parapetto e si tuffa nella Senna. Sta cercando di salvarsi nuotando, gli sparano dei colpi di fucile dal ponte. Ferito, continua a nuotare.

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In linea da: 02/06/2016

Storie di operai e dei loro figli. Una lettura per il 2 giugno

di Filippo Benfante

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”: vita, lavoro e morte di Renato Prunetti (1945-2004), saldatore metalmeccanico, nei ricordi del figlio Alberto.

“Abitava a Mogliano Veneto, andava a Porto Marghera in treno la mattina presto e tornava la sera; faceva un secondo lavoro in un’officina vicino casa; portava a casa tuta blu, scarpe antinfortunistiche e odore del ferro. Le sue mani era screpolate e con i calli; una volta la mano gli è finita nel tornio e spesso andava al pronto soccorso a farsi togliere una scheggia di ferro dall’occhio: «il mestiere s’incarna», commentava. Nel garage teneva la sua cassetta degli attrezzi, la scatola con il trapano e le punte di varie misure, una saldatrice: sono questi gli oggetti che più me lo ricordano. Gli piaceva lavorare con il ferro. La domenica curava le vigne sul campo vicino a casa. Nel garage, assieme alle damigiane, ritrovo tutti i suoi ferri, ma non più in ordine come li aveva lasciati, perché spesso qualche vicino viene a prenderli in prestito”.

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In linea da: 28/05/2016

Le origini della Comune di Parigi. Una lettura. 2

di Enrico Zanette

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Enrico Zanette ha fatto il 15 aprile 2016 in occasione della presentazione del libro di Innocenzo Cervelli, Le origini della Comune di Parigi (Viella, Roma 2015), presso il dipartimento di studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. (Per leggere il testo dell’intervento tenuto da Filippo Benfante nella stessa occasione, cliccare qui.)

Per chi conosce la storia della Comune il libro di Enzo Cervelli è senz’altro affascinante.1 La particolare narrazione cronachistica descrive la quotidianità di Parigi nell’autunno-inverno 1870-1871 giorno per giorno, a volte ora per ora, conducendo il lettore lungo i viottoli e i boulevard, per le mansarde della bohème e gli scantinati borghesi, tra i club popolari e le riunioni più ristrette. Una descrizione densa che restituisce vividezza al passato, aggiungendo particolari che altrimenti sfuggirebbero, come quelli relativi all’alimentazione, tali da comporre un vero e proprio menu dell’assedio con paté di ratto e pane sporco.

Innocenzo Cervelli, Le

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In linea da: 22/05/2016

Le origini della Comune di Parigi. Una lettura

di Filippo Benfante

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Filippo Benfante ha fatto il 15 aprile 2016 in occasione della presentazione del libro di Innocenzo Cervelli, Le origini della Comune di Parigi (Viella, Roma 2015), presso il dipartimento di studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Con l’aggiunta di un post-scriptum. (Per leggere il testo dell’intervento tenuto da Enrico Zanette nella stessa occasione, cliccare qui.)

1. Il titolo del libro parla da solo: Le origini della Comune di Parigi. Una cronaca (31 ottobre 1870-18 marzo 1871). Questa cronaca, Enzo Cervelli la sviluppa in quasi 500 pagine (di cui 133 di note), suddivise in 5 capitoli che non concedono molto a un lettore frettoloso: per esempio non ci sono titoli di paragrafo a marcare le scansioni interne, ma giusto un numeretto. Chi si cimenta è meglio che sappia già qualcosa sui mesi della guerra franco-prussiana, dell’assedio di Parigi e della Comune, e che in mente abbia qualche coordinata dello spazio urbano parigino. Il libro ha una sola illustrazione, in copertina: è il dettaglio di un quadro su cui tornerò.

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