In linea da: 18/04/2018

19 aprile 1968 a Valdagno. Cinquant’anni dopo

di Walter Cocco

Ritorniamo a Valdagno grazie al nostro amico Walter Cocco. Il 19 aprile 1968, gli operai della Marzotto entrano in sciopero per protestare contro il nuovo sistema del cottimo che impone ritmi insostenibili e crea le condizioni per nuovi licenziamenti. Di fronte allo schieramento di polizia e carabinieri, cresce la tensione. La sera viene abbattuta la statua di Gaetano Marzotto, il fondatore della fabbrica.

A cinquant’anni da quei fatti, Cocco ha scritto un testo partendo dalle interviste che realizzò una ventina d’anni fa (ovvero a trent’anni dai fatti): un immaginario operaio (trentenne all’epoca dei fatti) ripercorre quanto successo a Valdagno dal 19 aprile 1968 al 23 febbraio 1969 (quando terminò l’occupazione della fabbrica). Il testo verrà interpretato a due voci presso la sala Soster di Palazzo Festari (Valdagno) la sera del 19 aprile 2018 (per scaricare la locandina, cliccare qui). Ne proponiamo qui un breve estratto.

Venerdì 19 aprile ore 7,00

Stamattina, arrivato davanti ai cancelli, c’era già un sacco di carabinieri schierati e alle 7,30 è arrivata anche la polizia. Dicono di esser qui

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In linea da: 17/03/2018

“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni

di Filippo Benfante

18 marzo 1871-18 marzo 2018: per l’anniversario della Comune di Parigi, pubblichiamo un saggio in cui Filippo Benfante ripercorre le vicende della prima traduzione italiana dei Refrattari di “Giulio Vallès, membro della Comune”, promossa dal giornalista e critico letterario della Scapigliatura milanese Felice Cameroni. All’indomani degli eventi di Parigi, Cameroni proponeva di leggere i Réfractaires celebrati da Vallès nel decennio precedente per rompere i canoni tanto estetici quanto politici dell’Italia post-risorgimentale: “bohème, avanguardia del proletariato che soffre ed anela distruggere la schiavitù dei bianchi, ed il vassallaggio del lavoro alla bancocrazia”.

È possibile anche scaricare un pdf del testo, con illustrazioni, cliccando qui.

Introduzione“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni

In linea da: 22/08/2017

Il verdetto di milioni di persone. Per Sacco e Vanzetti, nel novantesimo anniversario dell’esecuzione

di Elizabeth Gurley Flynn

In occasione del novantesimo anniversario dell’esecuzione dei due anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, avvenuta la notte del 22 agosto 1927 a Boston, riprendiamo alcune pagine dell’autobiografia di Elizabeth Gurley Flynn, una militante del movimento operaio statunitense che fece parte del comitato per la difesa di Sacco e Vanzetti. Per altre notizie, si veda la nota finale.

Faccio visita a Sacco e Vanzetti

Nell’ottobre del 1920, Mary Heaton Vorse e io facemmo visita a Nicola Sacco nel carcere di Dedham. Fred Moore1 organizzò l’incontro in modo che potessimo fare un po’ di pubblicità alla loro causa. Mary scrisse un bell’articolo per The Nation, che cominciava: «Attraversammo i dolci villaggi del New England». Era autunno, l’aria era impregnata del pungente odore delle foglie bruciate. Visto quello che sono le prigioni, il posto non era male. Mary diceva che sembrava una biblioteca, con un’ampia rotonda al centro; solo che negli scaffali venivano risposi degli uomini, non dei libri. Poi ci venne rapidamente incontro un bel giovane, snello,

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In linea da: 23/06/2017

La difesa di ciò che dovrebbe essere. Parigi, giugno 1848

di Andrea Lanza

Il nostro amico Andrea Lanza ci propone una riflessione sulle “giornate di giugno” del 1848, quando uomini e donne dei quartieri popolari di Parigi presero le armi contro la repubblica nata dalla rivoluzione di febbraio, in nome della repubblica democratica e sociale che pensavano dovesse esistere. La notte tra il 22 e il 23 giugno le strade dell’est parigino cominciarono a coprirsi di barricate; l’ultima avrebbe ceduto la mattina del 26, dopo quattro giornate di terribili combattimenti. Con una riflessione sul significato di insurrezione (e implicitamente di rivoluzione) e sull’uso dell’analogia storica: le ragioni e i sentimenti di chi prese le armi per la repubblica nel giugno 1848 possono essere pensate insieme a quelle di chi partecipò alla Resistenza e sognò la repubblica nel 1945?

Finire i Socialisti, questo mi ricorda ciò che vidi nelle giornate di giugno. Una truppa di soldati conduceva dei prigionieri (dei Socialisti) al Champ-de-Mars per fucilarli. Uno di questi sfortunati, sul ponte della Concorde, scappa, salta il parapetto e si tuffa nella Senna. Sta cercando di salvarsi nuotando, gli sparano dei colpi di fucile dal ponte. Ferito, continua a nuotare.

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