In linea da: 22/09/2018

Diamo il nome ai piccoli fiumi e canali. L’incontro del 15 settembre a Martellago

di Maria Giovanna Lazzarin

Pubblichiamo un breve resoconto delle attività che storiAmestre, grazie ai soci Mario Tonello e Giorgio Sarto, ha presentato il 15 settembre 2018 nell’ambito della festa La Castellana 2018.

Sabato 15 settembre, alle 17, all’interno della festa La Castellana. Vivere il territorio e i suoi fiumi organizzata dal comune e dalla proloco di Martellago, Mario Tonello ha presentato il progetto da lui curato per il Contratto di fiume Marzenego a nome dell’associazione storiAmestre: “Ridiamo il nome ai fossi. Rivalutazione e cura delle acque minori che attraversano i luoghi dove viviamo”.

1. Il presidente della proloco di Martellago Domenico Rampazzo presenta l’incontro

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In linea da: 04/09/2018

«Hai fatto il PEI?». Un anno da insegnante di sostegno in una scuola del padovano

di Giulio Vallese

Il nostro amico Giulio Vallese, dopo quella con i voucher, ci racconta un’altra sua recente esperienza di lavoro nel mondo della scuola. Un anno come insegnante di sostegno in un grande istituto pubblico della provincia di Padova, chiamato in servizio a settembre dalle graduatorie di “terza fascia”. Spaesamento e adattamento – tra i punti in graduatoria, gli studenti, i colleghi, l’edificio, le riunioni, la burocrazia, le abilitazioni comprate in Romania… – diventando un «funzionario dell’esclusione» immerso nella «retorica dell’inclusione» – come ci ha scritto presentandoci il suo testo.

M. fissa lo schermo del computer. Passa da un video all’altro, dall’hard rock a Tiziano Ferro in base ai suggerimenti dei cookies. Si sofferma su Pretty fly (for a white guy) degli Offspring solo per mandare in loop alcuni passaggi. Lo fa praticamente con tutti i pezzi, è una sorta di ecolalia che impone al mondo. Finito di tormentare la canzone, molla momentaneamente la presa dal mouse e afferra l’altra estremità del “filo”, così chiama una reggetta di plastica bianca che tiene sempre con sé, di quelle che si usano per l’imballaggio delle risme di carta.

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In linea da: 21/09/2013

L’associazione “I Celestini” di Chirignago: sport e cura del bene comune

di Fabio Brusò

Fabio Brusò racconta un’esperienza di quartiere, avviata nel 2010 e legata alla gestione su basi volontarie di un’area sportiva pubblica. Il testo riprende l'intervento tenuto da Brusò il 13 settembre 2013, in occasione dell'incontro Mestre per noi…, legato alle iniziative del Settembre mestrino solidale.

1. Nel 2011, un gruppo di famiglie di alunni ed ex alunni dell’Istituto Comprensivo Colombo di Chirignago ha deciso di prendersi cura di uno spazio pubblico sportivo situato vicino alle scuole elementari, che giaceva in stato di relativoabbandono e di degrado. La struttura è costituita da un paio di campetti da calcetto dotati di illuminazione notturna, da una piastra per il basket e da un edificio spogliatoi,il tutto attorniato da una bella area verde alberata. Il centro era nato come spazio funzionale all’ampliamento del vicinocomplesso scolastico, e negli ultimi anni si era progressivamente dotatodelle strutture sportive appena citate senza un vero e proprio progetto di utilizzo. Volevamo evitare, come genitori,che fosse gestito in modo esclusivo da qualche società sportiva che inevitabilmente lo avrebbe privatizzato, con l’obiettivo invece di mantenere uno spazio aperto a tutti,

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In linea da: 22/12/2012

Un restauro o un falso storico? Notizie da Sutrio (Udine)

di Anna Di Qual

Torniamo sul tema aperto da Claudio Zanlorenzi sulle scritte di forte Mezzacapo a Mestre. Anna Di Qual abita a Sutrio, un paese in provincia di Udine che – ci racconta la nostra corrispondente – conserva alcune scritte fasciste, ma nel 1944 fu parte del territorio della repubblica partigiana della Carnia. Fu anche luogo di un eccidio commesso da soldati delle SS e della RSI. Vicino a dove ogni anno si commemora quel tragico fatto, un committente privato fa restaurare, con sovvenzioni della Regione, una scritta fascista quasi illeggibile sul muro di una vecchia segheria che dovrà diventare un museo. “Mio padre è tornato da Dachau che pesava quaranta chili e ora si vede quella scritta lì”, dice chi non dimentica. Ma la cronaca di Anna Di Qual riflette anche sul gesto del restauro e sulla filologia. La cancellatura non è anch’essa un segno storico da restaurare? e un restauro che sposta più in alto sul muro di un edificio una scritta e allarga la fascia bianca in cui è inserita, si può chiamare ancora restauro?

Una presenza silenziosa e lontana

Le ho sempre notate le scritte fasciste sui muri

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