In linea da: 03/05/2014

Parole di Carlo Goldoni e Pietro Gori. Nota sul ritornello degli Stornelli d’esilio

di Piero Brunello

Ancora sul Primo maggio: elogio di una canzone.

1. Il ritornello del celebre canto anarchico Stornelli d’esilio dice così: «Nostra patria è il mondo intero, / nostra legge la libertà, / e un pensiero / ribelle in cuor ci sta». La musica è di una canzone popolare toscana (La figlia campagnola), mentre il testo, pubblicato per la prima volta nel 1904, è di Pietro Gori (1865-1911). Con questa canzone Gori elaborò la propria esperienza e quella di tutti i compagni in esilio. Dopo aver dovuto lasciare l’Italia per Lugano, al tempo delle repressioni di Crispi, e quindi, pochi mesi dopo, anche la Svizzera all’inizio del 1895 (eventi che ispirano la sua ancor più celebre Addio a Lugano), Gori visse in Belgio, Germania, Inghilterra e Americhe.

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In linea da: 30/04/2014

Primo Maggio in tempo di guerra. Reggio Emilia e provincia (1912-1918)

di Marco Fincardi

Come già in altre occasioni, nel 2007 e nel 2012, per i nostri tradizionali auguri di buon Primo Maggio facciamo ricorso al nostro amico Marco Fincardi. Questa volta, dal suo studio (del 1990) sulla festa dei lavoratori nella provincia di Reggio Emilia riprendiamo le pagine relative ai Primi Maggio di guerra. È naturalmente anche un modo per ricordare il centenario della prima guerra mondiale da un preciso punto di vista.

L’“antibellicismo” è al centro delle celebrazioni nel reggiano sin dai primi anni del XX secolo e la tensione sale in occasione della guerra di Libia (1911-1912), quando i nazionalisti definiranno Reggio “la capitale turca d’Italia” per l’ampiezza della mobilitazione contro l’intervento italiano. Dal 1915 diventa ancora più dura: la festa si svolgerà sotto il segno del lutto e della gravità. Senso di isolamento e di accerchiamento; uomini al fronte e donne che scioperano sfidando anche il disprezzo dei benpensanti e senza ricevere appoggio nemmeno dalla Camera del Lavoro; divieti sempre più rigidi e repressione; cresce anche la distanza tra le

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In linea da: 30/04/2013

Buon Primo Maggio

di redazione sito sAm

Per augurare buon Primo Maggio, pubblichiamo nel nostro sito le immagini di alcune bandiere del movimento operaio italiano. Furono esposte a Torino, a Palazzo Carignano, nel 1980-81 in una mostra intitolata Un’altra Italia nelle bandiere dei lavoratori; le riprendiamo dal catalogo pubblicato dal Centro Studi Piero Gobetti e dall’Istituto Storico della Resistenza in Piemonte (Torino 1980, uscito con il sottotitolo Simboli e cultura dall’unità d’Italia all’avvento del fascismo). La mostra classificò e restaurò un buon numero di bandiere ritrovate dentro casse depositate all’Archivio Centrale dello Stato: si trattava di oggetti portati via dai fascisti dalle sedi di partiti, leghe e sindacati nel primo dopoguerra, ed esposti come trofei –  “le bandiere rosse strappate ai nemici della Patria” – nella Mostra della Rivoluzione Fascista in occasione del decimo anniversario della presa del potere, nel 1932 (si veda Mostra della rivoluzione fascista: 1. decennale della marcia su Roma, guida storica a cura di Dino Alfieri e Luigi Freddi, P.N.F., Roma 1933, da cui proviene la citazione).

Nell’Introduzione al catalogo della mostra di Torino, Guido Quazza sottolineava l’importanza, nella formazione del

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In linea da: 01/05/2012

Primo Maggio dai due lati della barricata

di Pietro Di Paola

Il nostro amico e corrispondente da Londra Pietro Di Paola asseconda la nostra passione per le origini del Primo maggio, quegli anni in cui si inventò una festa di cui si sentiva il bisogno, sfidando ostilità, incomprensione e repressione. “Vi mando un Primo maggio del 1895 raccontato da due punti di vista diversi”, ci ha scritto, allegando un ricordo di Pietro Gori (scritto nel 1907) e una cronaca contemporanea del quotidiano londinese “Morning Post”.

1. Come mostrano alcuni dei brani di Marco Fincardi che avete pubblicato, le cronache del Primo maggio variano secondo il punto di vista degli osservatori, partecipi o ostili. Ne sono un buon esempio anche due resoconti del Primo maggio 1895 a Londra: da un lato un ricordo di uno dei più celebri anarchici italiani, Pietro Gori (1865-1911), autore di alcuni canti ancora notissimi, come Addio Lugano bella o Gli stornelli d’esilio o l’Inno del primo maggio sull’aria del Va’ pensiero di Verdi; dall’altro la cronaca della stessa manifestazione pubblicata il 2 maggio dal quotidiano londinese “Morning Post”.

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