In linea da: 20/05/2018

“Sous les pixels…”. Osservazioni da Parigi, maggio 2018

di Federico Boldini

Federico Boldini, un nostro giovane amico svizzero, ci manda una cronaca relativa alle manifestazioni a cui ha partecipato nei primi giorni di maggio a Parigi, dove si trova da qualche mese per uno stage presso il Musée de l’Histoire Vivante di Montreuil.

Il maggio 2018 a Parigi (e in Francia)

A Parigi, le manifestazioni d’inizio maggio 2018 si sono svolte in un contesto fatto di scioperi, occupazioni universitarie e ricorrenze storiche.

Il cinquantesimo anniversario del Sessantotto caratterizza in effetti la scena culturale parigina e trova spazio in numerosi musei e librerie. Per esempio, i manifesti di quel periodo sono stati il soggetto di una mostra all’École des Beaux Arts (l’Accademia delle Belle Arti). L’anniversario tondo della Rivoluzione del 1848 e dell’abolizione della schiavitù in Francia, pur non essendo del tutto assenti, sembrano avere meno visibilità.

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In linea da: 01/05/2018

Reddito minimo, diritto al lavoro e cittadinanza

di André Gorz

Buon Primo maggio. Riprendiamo alcune pagine da un libro del filosofo francese André Gorz uscito alla fine degli anni Ottanta – e tradotto in italiano da Stefano Musso nel 1992 sotto il titolo Metamorfosi del lavoro –, dedicate alla questione del reddito minimo e alla sua funzione. Il reddito minimo può essere una “carità istituzionale” che, oltre a dipendere da una volontà centrale, è utile a precarizzare ulteriormente il mercato del lavoro, senza modificare gerarchie e dinamiche in atto. Al contrario, potrebbe essere il punto di partenza di nuove forme di emancipazione, di un “progetto di una società in cui tutti possano lavorare, ma lavorare sempre meno pur continuando a migliorare il tenore di vita”, accompagnato “da una strategia di azioni collettive e di iniziative popolari”.

Queste pagine servono anche a ricordarci che discussioni come quella sul reddito minimo, che ci sembrano molto recenti, hanno invece alle spalle una storia lunga; e invitano a ricostruire il senso di una riflessione – parole, slogan, formule di programma – che accompagna il movimento operaio in Europa fin dalle sue origini.

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In linea da: 30/04/2017

Treni per Porto Marghera. Turnisti pendolari raccontano

a cura della redazione del sito di storiAmestre

Per i consueti auguri di buon Primo Maggio quest’anno presentiamo alcuni brani di interviste a ex lavoratori che, tra gli anni Cinquanta e Novanta, ogni giorno raggiungevano Porto Marghera in treno, quando non in bicicletta, da Meolo, uno dei paesi di reclutamento operaio. Riprendiamo proprio il tema del viaggio quotidiano di andata e ritorno, che emerge in tutte le interviste come una questione cruciale e un peso insopportabile per chi l’ha vissuto, persino peggiore del lavoro e dell’ambiente malsano in cui lavorava. A conferma del fatto che non basta guardare alle ore di fabbrica per capire com’era (e com’è) la giornata di un operaio e della sua famiglia.

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In linea da: 30/04/2016

Primo maggio 1953 a Cervignano. Documenti e memoria a confronto

di Gian Luigi Bettoli

Per i nostri tradizionali auguri di buon Primo maggio, riprendiamo alcune pagine da un libro recente di Gian Luigi Bettoli. Nei primi anni Cinquanta la festa del Primo maggio a Cervignano, nella Bassa Friulana, riprende la ritualità delle feste campestri, e allo stesso tempo accoglie la simbologia della sinistra socialista e comunista degli anni della guerra fredda. Il Primo Maggio del 1953 fu organizzato con la regia del pittore neorealista Giuseppe Zigaina, che filmò il corteo e la festa. Nel 2009, ricordando quel Primo maggio, Zigaina escluse che nelle bandiere ci fosse l’emblema della falce e martello (cosa al contrario attestata dal filmato), perché i braccianti erano “friulani, semplicemente friulani” ed erano mossi da “amore per la loro terra, per il Friuli”. Uno scherzo della memoria che mostra a che punto la retorica identitario “friulanista” ha soppiantato – o addirittura incorporato – ogni altro discorso.

Il legame tra lotte agrarie e operaie è alle origini di quella che è la più significativa manifestazione sindacale formalizzata in Friuli: il Primo Maggio di Cervignano.

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