In linea da: 20/03/2018

Il cinema e la Prima guerra mondiale. Un filmato al Forte Mezzacapo

di sAm

L’associazione Dalla guerra alla pace Forte Gatta e sAm invitano a un incontro al Forte Mezzacapo (Zelarino-Mestre):

venerdì 23 marzo 2018, ore 17,30, Elvio Bissoli (storiAmestre) presenta il filmato

Il cinema e la Prima guerra mondiale. Come il cinema ha raccontato una realtà oscurata dal mito e dalla retorica propagandistica

Il filmato, che dura circa 80  minuti, è composto da spezzoni tratti da film sulla Prima guerra mondiale (scelta delle immagini e commento: Elvio Bissoli; ricerche iconografiche: Marco Marcante; montaggio audio e video: Irene Maria Bissoli e Gianni Marcante).

Si chiuderà con un brindisi.

Per visualizzare e scaricare la locandina, cliccare qui.

Le schede di alcuni di questi film si possono leggere in Elvio Bissoli, Film francesi e italiani sulla Prima guerra mondiale, in Guerra mondiale racconti nazionali. La Prima guerra mondiale nei libri di scuola in Europa con suggerimenti di letture e di film, a cura di Piero Brunello e Luca Pes, Città di Venezia-Direzione Politiche Educative-Itinerari Educativi, storiAmestre, Venezia 2015, pp. 133-181.

In linea da: 07/11/2017

Per Arnaldo Checchin, per rispetto ai morti e in spregio alla guerra. Forte Mezzacapo, 5 novembre 2017

di Piero Brunello

Pubblichiamo il testo del discorso che Piero Brunello ha tenuto a nome di storiAmestre in occasione dell’inaugurazione presso Forte Mezzacapo (Mestre) di una targa per Arnaldo Checchin, un giovane soldato di Trivignano, mandato a morte per fucilazione a Noale dopo processo sommario, cioè senza processo, l’8 novembre 1917, pochi giorni dopo Caporetto.

1. Arnaldo Checchin era coetaneo dei miei nonni. Venne al mondo in una famiglia contadina un giorno d’inverno. Il segretario comunale che registrò la nascita dispensò il padre dal portargli il neonato in Comune, come sarebbe stata la prassi. A vent’anni Arnaldo fu chiamato alle armi. Non poté leggere la cartolina precetto perché era analfabeta. Scoppiò la guerra, fu trattenuto. Tre anni dopo venne fucilato a pochi chilometri da casa per ordine del suo comandante. Ho sognato la sua lapide e al risveglio mi sono segnato le prime righe: “Quando sono nato era così freddo / che non vollero farmi uscire di casa / perché a vent’anni potessi imbracciare un fucile / contro nemici lontani che non ho mai conosciuto / e a ventitré fossi fucilato vicino a casa / da amici

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In linea da: 24/05/2016

Un Albo d’oro per Giuseppe Baggio. La Prima guerra mondiale nell’Archivio comunale di Castelfranco

di Fabio Bortoluzzi

Presentiamo alcune pagine dal libro di Fabio Bortoluzzi, Castelfranco in guerra, uscito in occasione di una mostra di documenti legati alla Prima guerra mondiale conservati nell’Archivio comunale di Castelfranco Veneto, curata dallo stesso Bortoluzzi. Queste carte mostrano le conseguenze che ebbe la guerra, in un paese di retrovia, sulle vite dei civili, dei bambini, delle donne, degli anziani, dei feriti e dei prigionieri. Tra i documenti si trova il nome di Giuseppe Baggio, uno dei tanti soldati fucilati “per reato di abbandono di posto innanzi al nemico” che non trovano posto nei ventotto volumi dell’Albo d’oro dei Caduti edito dal Ministero della Guerra. Come avverte Bortoluzzi, non si tratta di aneddoti, ma di vite e di storie.

Premessa

Questo libro è il risultato della ricerca fatta per preparare la mostra documentaria allestita nei locali della Biblioteca comunale nell’ottobre 2015.1 Da quella mostra vengono i temi e i documenti ma, soprattutto, l’obiettivo: mostrare, tirare giù dagli scaffali le buste e

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In linea da: 04/06/2015

Un confessionale in pubblico

La «piccola posta» nei settimanali femminili

di Francesca Endrighetti

Uscita: maggio 2015, 128 pp., 12 euro

La ricerca di Francesca Endrighetti guarda alla cosiddetta «piccola posta» inviata dalle lettrici alle rubriche dei loro settimanali come a una sorta di «confessionale pubblico»: un luogo d’incontro tra la dimensione privata e quella pubblica, o meglio di un privato che comincia a farsi pubblico. Scritte da persone comuni, le lettere permettono di gettare uno sguardo particolare sulla «grande trasformazione» che l’Italia conobbe tra gli anni Cinquanta e Settanta. La «piccola posta», segnata da materialità e pulsioni fisiche, desideri e sentimenti, si distacca dalla storia delle istituzioni e della politica, pur essendone profondamente intrisa, perché le autrici sono donne che vivono in un contesto di rapporti umani, sociali e istituzionali con cui devono venire a patti e che comincia a star loro stretto.

Il Quaderno è completato dalle pagine di storiAmestre, con il testo del discorso tenuto nella primavera 1915 dalla pacifista americana Jane Addams al Congresso Internazionale delle Donne per la Pace (l’Aja,

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