In linea da: 24/11/2013

Nessuno si consideri in salvo. Presentando Manlio Calegari

di Piero Brunello

Pubblichiamo l’intervento con cui Piero Brunello ha introdotto Manlio Calegari, primo ospite della nuova serie degli “spunti-ni storici” di storiAmestre.

1. I soci di storiAmestre conoscono già Manlio Calegari. È venuto a trovarci più volte: ricordo la prima tanto tempo fa (forse i primi anni Novanta?), al Municipio di Mestre; poi, quando è uscito il quaderno di storiAmestre Pensieri da un motorino, di Gigi Corazzol, è stato lui, insieme a Giovanna Lazzarin, a presentarlo nella sede degli Itinerari educativi in via Pio X; un’altra volta, proprio in questa sede, ha presentato il suo Museo operaio, in cui ciascuno doveva scegliere un oggetto da mettere nel museo (un po’ quel che facciamo noi con la rubrica Oggetti del nostro sito). Abbiamo pubblicato una rievocazione sua e di Jeff Quiligotti sui fatti di Genova del 1960, in occasione del cinquantenario. 

Oggi Manlio ci rende partecipi delle sue riflessioni su una questione personale, se si vuole, ma che ha risvolti archivistici, storiografici e politici. Nel corso di un ventennio Manlio ha raccolto

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In linea da: 17/06/2012

Una “generazione breve”. A proposito del Quaderno 11

di Matteo Melchiorre

Dopo quella di Guido Lanaro, riceviamo un’altra recensione sul Quaderno numero 11, Compagni di classe, di Cristiano Baldissera. Melchiorre ha più o meno la stessa età di Baldissera: da qui, comincia a ragionare di esperienze generazionali e di rapporti tra generazioni, con una punta di amarezza.

PS. Melchiorre dice che non è riuscito a trovare il quaderno dal suo libraio abituale. Ricordiamo a lettori e librai che ora i Quaderni di sAm si possono facilmente ordinare presso il distributore Cierrevecchi.

Zlatan Ibrahimovic ha scritto un libro autobiografico. L’ho letto perché l’autore è della mia classe (1981). Specie nelle pagine in cui Zlatan parla della sua infanzia-adolescenza, con mia grande sorpresa, ho trovato materia di riflessione. Non mancano usi e costumi, stati d’animo e riferimenti culturali (antropologicamente parlando) che mi sento di avere io stesso, mutatis mutandis, esperito. Comunanza generazionale? Parrebbe.

Si fa presto a dire generazione. Non so se sia possibile determinare un’unità scientifica

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In linea da: 12/04/2012

Riunioni per il Quaderno numero 12

di Elena Iorio

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Elena Iorio il 31 marzo 2012, in occasione del pomeriggio di studi “Venezia 1848. Ripensare la rivoluzione”. Ricordiamo che è possibile leggere alcune pagine del Quaderno numero 12 su questo sito.

Cambiare il punto di vista

Sono molto felice di partecipare a questo incontro per due ragioni principali. La prima è che vedere seduti attorno allo stesso tavolo Adolfo Bernardello, Piero Brunello e Paul Ginsborg, a più di trent’anni dalla pubblicazione del loro Venezia 1848-49: la rivoluzione e la difesa (Comune di Venezia, Assessorato agli Affari Istituzionali, Venezia 1979), è un po’ come assistere alla riunione dei Beatles. Il secondo motivo per cui sono felice di essere qua è che finalmente viene presentato il Quaderno che forse, tra tutti quelli pubblicati da storiAmestre in sei anni, è quello che ha avuto la gestazione più lunga e tormentata. Rivolta e tradimento è un lavoro che è stato a lungo pensato e discusso, più volte iniziato e poi messo da parte; un lavoro

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In linea da: 13/03/2012

Compagni di classe. Una lettura

di Guido Lanaro

Il nostro amico Guido Lanaro, tra le altre cose autore del quaderno di sAm numero 10 sulla storia del presidio No Dal Molin, ci manda alcune considerazioni dopo aver letto il quaderno di sAm numero 11, di Cristiano Baldissera, sulle occupazioni del liceo Marco Polo di Venezia dal 1995 al 2001 (per leggere alcuni brani del quaderno 11, cliccare qui).

Sono ore che penso a come iniziare questa recensione. Un po’ perché sono scarsissimo negli incipit, un po’ perché ogni volta che cerco di scegliere un pezzo di libro da cui partire, mi lascio distrarre dai ricordi e pure da un pizzico di nostalgia. Mi sembra di tornare a quei giorni in cui, con foga adolescenziale e un pizzico di ingenuità, ci si convinceva di poter stringere il mondo tra le proprie mani, disfarlo e rimetterlo a posto una volta per tutte. E probabilmente questo è il primo dei meriti di questo Quaderno, e cioè che mette sul piatto un sacco di suggestioni interessanti. Non saprei dire quanto influisca il fatto che sono all’incirca coetaneo dell’autore e dei protagonisti dei racconti, ma preferisco pensare che possa suscitare

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