In linea da: 20/11/2017

«La libertà è più salutare del manicomio». Ricordo di Giorgio Antonucci

di Giorgio Antonucci, a cura di Filippo Benfante

Sabato 18 novembre è morto a Firenze Giorgio Antonucci, un medico e psicanalista che per più di vent’anni si è occupato di psichiatria nelle istituzioni pubbliche. Lo ricordiamo ripubblicando una sua vecchia intervista, realizzata da Filippo Benfante nel marzo 1999.

Nota. Giorgio Antonucci è un medico e psicanalista fiorentino. Si è occupato per più di vent’anni di psichiatria nelle istituzioni pubbliche. Ha iniziato nel 1968 a Cividale del Friuli, nel primo reparto di ospedale civile pensato in alternativa agli internamenti in manicomio. Nel 1969 ha lavorato a Gorizia, con Franco Basaglia. Dal 1970 al 1972 ha svolto la sua attività a Reggio Emilia. Infine è rimasto in servizio a Imola, sino a un paio di anni fa. Il testo che segue è estratto da una conversazione durata quasi due ore.

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In linea da: 25/09/2016

Nomadi o migranti, vagabondi o braccianti. Da un reportage di John Steinbeck (1936)

di Filippo Benfante

Note di lettura su John Steinbeck, I nomadi (Milano, Il Saggiatore, 2015), pensando a un amico.

Circa un anno fa (il finito di stampare è dell’agosto 2015) è uscito per Il Saggiatore un libro di un centinaio di pagine, in una bella rilegatura con copertina illustrata: I nomadi, di John Steinbeck1. Di recente mi sono procurato un pretesto per leggerlo – l’ho fatto più o meno per lavoro – e una copia attraverso la biblioteca del mio quartiere.

John Steinbeck, I nomadi, traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi, postfazione di Cinzia Scarpino, appendice fotografica di Dorothea Lange, Il Saggiatore, Milano 2015, 113 p. [Nomadi o migranti, vagabondi o braccianti. Da un reportage di John Steinbeck (1936)

In linea da: 08/09/2006

Il campo rom dell’Olmatello (Firenze), 30 ottobre 1998

di Filippo Benfante

(Quelli che segono sono appunti scritti "a caldo", il 1° novembre 1998; li ho rivisti una prima volta nel gennaio 2003 e quindi nel marzo 2006 prima di pubblicarli su questo sito. NdA)

Il pomeriggio del 30 ottobre 1998 sono stato al campo rom dell’Olmatello, periferia nord di Firenze. Piero Colacicchi, un amico, attivista nell’«Associazione per la difesa dei diritti delle minoranze», ci è dovuto andare per un’emergenza – una bambina si è ustionata una mano su un cavo elettrico volante –, e mi ha chiesto di accompagnarlo.

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