In linea da: 07/03/2016

Diritti politici e diritti civili. Una discussione sul voto alle donne nel 1848 a Padova e a Parigi

a cura di Piero Brunello e Filippo Benfante

Il 27 maggio 1848, nel settimanale padovano Il Caffé Pedrocchi. Foglio politico letterario, uscì un Dialogo fra un cittadino ed una cittadina che qui riproponiamo con una nota di Piero Brunello. L’autore del dialogo era un uomo, Cesare Magarotto, che si firmava con la sigla C.M. e che naturalmente parlava anche a nome della donna. Il tema della discussione era l’estensione del diritto di voto alle donne. Magarotto aveva sei sorelle. Un mese prima, anche a Parigi si discuteva di che cosa doveva significare “universale” quando si parlava di diritti e di suffragio. Tra le stesse donne, come ricorda una nota di Filippo Benfante, le opinioni divergevano.

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In linea da: 02/12/2015

È una questione di diritti. Sul 13 novembre 2015

di Luisa Accati

Come nel gennaio scorso, dopo aver ricevuto le notizie degli attentati a Parigi abbiamo subito scritto alla nostra amica Luisa Accati, sapendo che si trovava in quella città. Dopo le rassicurazioni, a qualche settimana di distanza ci fa avere questa riflessione.

Cari, avrei voluto rispondere al vostro messaggio per esteso appena l’ho ricevuto, ma per alcuni giorni sono stata un po’ frastornata, il Bataclan è a 300 metri da casa mia, la sera del 13 ero al cinema a la Bastille e uscendo mi sono trovata in un turbine di polizia, ambulanze e pompieri, arrivata a casa ho sentito le ambulanze per tutta la notte.

L’episodio di terrorismo del 13 novembre a Parigi, purtroppo, conferma e rafforza le mie opinioni relative all’altro attentato, quello del gennaio scorso su cui già avevo scritto per storiAmestre.

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In linea da: 30/11/2015

Riti di lutto per Valeria Solesin. Venezia, novembre 2015

a cura della redazione del sito sAm

In questi giorni abbiamo chiesto ad amici e conoscenti di raccontarci la loro partecipazione alle cerimonie pubbliche dedicate dalla città di Venezia a Valeria Solesin, vittima degli attentati del 13 novembre a Parigi. Pubblichiamo le prime quattro risposte, che ci riportano la veglia del 18 novembre e il funerale del 24 con gli occhi (e i sentimenti) della generazione dei genitori.

Una veglia silenziosa, di Marco E.

Quando ieri sera sono entrato con mia moglie in piazza San Marco, una folla si era già raccolta attorno ai pennoni davanti alla basilica; poco dopo i Mori hanno suonato le sette, e sono comparse le candele accese. C’erano molti lumini spenti ai piedi dei pennoni, e qualcuno li distribuiva in giro. La folla è andata aumentando, ma il brusio rimaneva sommesso. Nessuno sapeva che rito fosse e quindi bisognava inventarlo. Per un po’ l’attività principale consisteva nel cercare di riparare i lumini dall’aria della sera e di riaccenderli quando si spegnevano, chiedendo aiuto ai vicini. Poi un gruppetto che stava davanti alla basilica si è mosso lentamente verso il centro della piazza:

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In linea da: 11/02/2015

In ricordo di Bernard Maris, antieconomista (1946-2015)

di Maria Turchetto

Torniamo sulle vicende del 7-9 gennaio, di nuovo con Maria Turchetto che già ci aveva mandato una sua reazione a caldo e ora presenta brevemente il pensiero e l’opera di una delle vittime degli attentati, l’(anti)economista Bernard Maris.

C’è un personaggio davvero notevole fra le vittime della strage al Charlie Hebdo. Non che vignettisti e umoristi come il direttore Charb, Wolinski, Cabu, Tignous non fossero notevoli. Ma Bernard Maris, che sul Charlie si firmava Oncle Bernard, è davvero un caso speciale. Bernard Maris era un economista: professore di Scienze Economiche all’Institut d’Études Européennes di Parigi, era consigliere della Banca Centrale di Francia. Ma anche militante dei Verdi e membro del consiglio scientifico di Attac France, uno dei maggiori movimenti no-global francesi. Non per il gusto di tenere i piedi in due staffe: perché era un oppositore (alle politiche economiche europee, alle ricette del FMI, al pensiero unico neoliberista, al capitalismo) intransigente e radicale impossibile da emarginare – e perciò prezioso.

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