In linea da: 23/06/2017

La difesa di ciò che dovrebbe essere. Parigi, giugno 1848

di Andrea Lanza

Il nostro amico Andrea Lanza ci propone una riflessione sulle “giornate di giugno” del 1848, quando uomini e donne dei quartieri popolari di Parigi presero le armi contro la repubblica nata dalla rivoluzione di febbraio, in nome della repubblica democratica e sociale che pensavano dovesse esistere. La notte tra il 22 e il 23 giugno le strade dell’est parigino cominciarono a coprirsi di barricate; l’ultima avrebbe ceduto la mattina del 26, dopo quattro giornate di terribili combattimenti. Con una riflessione sul significato di insurrezione (e implicitamente di rivoluzione) e sull’uso dell’analogia storica: le ragioni e i sentimenti di chi prese le armi per la repubblica nel giugno 1848 possono essere pensate insieme a quelle di chi partecipò alla Resistenza e sognò la repubblica nel 1945?

Finire i Socialisti, questo mi ricorda ciò che vidi nelle giornate di giugno. Una truppa di soldati conduceva dei prigionieri (dei Socialisti) al Champ-de-Mars per fucilarli. Uno di questi sfortunati, sul ponte della Concorde, scappa, salta il parapetto e si tuffa nella Senna. Sta cercando di salvarsi nuotando, gli sparano dei colpi di fucile dal ponte. Ferito, continua a nuotare.

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In linea da: 14/07/2016

Riattivare o dissacrare? Sull’ultimo libro di Michèle Riot-Sarcey

di Andrea Lanza

Proponiamo la lettura che il nostro amico Andrea Lanza ha fatto dell’ultimo libro della storica e filosofa francese Michèle Riot-Sarcey, Le Procès de la liberté. Une histoire souterraine du XIXe siècle en France (Paris, La Découverte, 2016). Anche le foto che illustrano l’articolo sono di Andrea Lanza: sono state scattate in place de la République a Parigi domenica 26 giugno 2016. Maggiori spiegazioni nella nota finale.

C’è una concezione della libertà che è irriducibile alla concezione liberale, di cui il movimento operaio e socialista è portatore e che è possibile riscoprire studiando i grandi momenti insurrezionali dell’Ottocento francese. Questa è la tesi principale dell’ultimo libro di Michèle Riot-Sarcey.1

Le Procès de la liberté. Une histoire souterraine du XIXe siècle en France, Paris, La Découverte, 2016, p. 355, 24 euro. [Riattivare o dissacrare? Sull’ultimo libro di Michèle Riot-Sarcey

In linea da: 07/03/2016

Diritti politici e diritti civili. Una discussione sul voto alle donne nel 1848 a Padova e a Parigi

a cura di Piero Brunello e Filippo Benfante

Il 27 maggio 1848, nel settimanale padovano Il Caffé Pedrocchi. Foglio politico letterario, uscì un Dialogo fra un cittadino ed una cittadina che qui riproponiamo con una nota di Piero Brunello. L’autore del dialogo era un uomo, Cesare Magarotto, che si firmava con la sigla C.M. e che naturalmente parlava anche a nome della donna. Il tema della discussione era l’estensione del diritto di voto alle donne. Magarotto aveva sei sorelle. Un mese prima, anche a Parigi si discuteva di che cosa doveva significare “universale” quando si parlava di diritti e di suffragio. Tra le stesse donne, come ricorda una nota di Filippo Benfante, le opinioni divergevano.

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In linea da: 02/12/2015

È una questione di diritti. Sul 13 novembre 2015

di Luisa Accati

Come nel gennaio scorso, dopo aver ricevuto le notizie degli attentati a Parigi abbiamo subito scritto alla nostra amica Luisa Accati, sapendo che si trovava in quella città. Dopo le rassicurazioni, a qualche settimana di distanza ci fa avere questa riflessione.

Cari, avrei voluto rispondere al vostro messaggio per esteso appena l’ho ricevuto, ma per alcuni giorni sono stata un po’ frastornata, il Bataclan è a 300 metri da casa mia, la sera del 13 ero al cinema a la Bastille e uscendo mi sono trovata in un turbine di polizia, ambulanze e pompieri, arrivata a casa ho sentito le ambulanze per tutta la notte.

L’episodio di terrorismo del 13 novembre a Parigi, purtroppo, conferma e rafforza le mie opinioni relative all’altro attentato, quello del gennaio scorso su cui già avevo scritto per storiAmestre.

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