In linea da: 10/10/2017

Gli antichi orologi pubblici di Venezia e le loro storie. Dal nuovo Quaderno di storiAmestre

di Francesco Zane

Proponiamo le pagine che Francesco Zane ha scritto per introdurre il suo Che ora era. Antichi orologi pubblici a Venezia, uscito all’inizio dell’estate 2017 come quindicesimo Quaderno di storiAmestre. Il Quaderno sarà presentato per la prima volta in pubblico sabato 14 ottobre, presso il Forte Mezzacapo (Zelarino, Mestre).

1. Un libro del 1601 che illustra i luoghi più famosi d’Italia degni di una visita, praticamente un precursore delle moderne guide turistiche, riporta che a quel tempo a Venezia c’erano 27 orologi pubblici e 114 campanili di chiese1. A me, nato e sempre vissuto a Venezia e appassionato di orologeria, questi numeri sono suonati come una provocazione, una sfida a scoprire se ne sia rimasto ancora oggi qualcosa. Non dei campanili, che basta guardarsi intorno per accorgersi che sono tantissimi, bensì di quegli antichi esemplari di orologi pubblici. In cuor mio speravo di scovare qualche pezzo antico, magari molto antico. Sarebbe stato come coronare un sogno: mettermi alla prova,

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In linea da: 07/05/2017

Il 25 aprile 1945 alle Maleviste. Una storia e una ricerca

di Camillo Pavan e Alessandro Casellato

Ritorniamo sul 25 aprile. Il nostro amico Alessandro Casellato ci propone alcune pagine del libro recente di Camillo Pavan, Maleviste 25 aprile 1945 (Istresco 2016), che ricostruisce un episodio tragico avvenuto nel trevigiano a pochi giorni dall’insurrezione (a Treviso il 28 aprile) e dalla Liberazione: quattro uomini e un ragazzo catturati e uccisi nel corso di un’azione antipartigiana dalla Brigata Nera “Cavallin” di Treviso. Segue il testo dell’intervento di Casellato alla presentazione del libro che si è tenuta a Preganziol il 27 aprile, con osservazioni sulla storia orale e un elogio del metodo di ricerca seguito da Pavan.

1. Alle Maleviste, di Camillo Pavan

Il teatro dell’azione

L’ultima azione antipartigiana della XX Brigata Nera “Cavallin” di Treviso avviene nella pianura a sud del capoluogo, fra San Vitale di Canizzano, Sambughè di Preganziol e Zero Branco.

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In linea da: 10/10/2016

Sulla via. Pagine da un libro appena uscito

di Matteo Melchiorre

Da qualche settimana è in libreria il nuovo libro del nostro amico Matteo Melchiorre, La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi (Marsilio, Venezia 2016, 239 p.). Melchiorre vi ricostruisce una strada che non esiste più, quella dello Schenèr che per secoli, passando non a fondovalle come ora ma in alto tra i monti, collegava il territorio di Feltre e il Primiero, la Repubblica di Venezia e la Casa d’Austria, il mondo di biada olio vino sale (ma anche di panni di lana) e il mondo del ferro e del legname (ma anche dell’allevamento di pecore). Scavi d’archivio, escursioni a piedi, consultazioni in biblioteche: mentre studia le vecchie carte Melchiorre va a vedere i luoghi e racconta dubbi e ipotesi di ricerca.

La porta nella roccia

Non appena uscii dalla metropolitana alla fermata Moritzplatz e presi in direzione del Kreuzberg, nel cuore di Berlino, mi fermarono due giovani turchi, chiedendomi a gesti se volevo del fumo. Tirai dritto senza rispondere, depositai il bagaglio in un alloggio in Oranienstrasse e mi disposi a visitare la città. Non

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In linea da: 18/09/2016

Quando arriva Prometeo. Sulla storia di Venezia nel periodo austriaco

di Adolfo Bernardello

Presentiamo alcune delle prime pagine del nuovo libro di Adolfo Bernardello, Venezia nel Regno Lombardo-Veneto. Un caso atipico (1815-1866). Dove si illustrano le ragioni per rileggere la storia della Venezia ottocentesca abbandonando i miti della città romantica, arretrata e decadente. Con un elogio della frequentazione gli archivi, un invito a soffermarsi su fatti economici e avvenimenti e non solo su “simboli, rituali, figure retoriche”, a praticare una storia sociale che dia spazio alle classi popolari, e a esporre i risultati della ricerca con una scrittura chiara e narrativa.

Accingendomi anni fa allo studio del Lombardo-Veneto nel XIX secolo, mi sono sempre proposto di portare alla luce, per quanto possibile, a mano a mano che scorrevo buste e faldoni, aspetti inediti o poco indagati sulla Venezia dell’Ottocento, come il minatore che scava cunicoli sotterranei volendo trovare vene nuove. Gli storici hanno sempre preferito occuparsi dei ben più celebri secoli precedenti, per cui al periodo della dominazione austriaca è spettato uno spazio, malgrado non manchino le opere di pregio, tutto sommato modesto. Mettendo le mani avanti per rispondere a possibili obbiezioni, dirò subito che questo libro

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