In linea da: 07/12/2013

Un cippo è un cippo (cercasi montanaro disperatamente)

di Maria Giovanna Lazzarin

Quando qualcosa appare incongrua e fuori luogo, lì c’è una storia da ricostruire. Una ricerca cominciata dopo aver notato un “elemento del paesaggio” a lungo sfuggito all’osservazione, per scoprire il vecchio percorso di via Gazzera alta. 

Era una calda mattina di marzo del 2012. Improvvisamente, imboccando in bici la via Gazzera alta a Mestre, l’occhio mi cadde su un masso piuttosto robusto, alto una settantina di centimetri, che giaceva inclinato all’ingresso della via, sulla sinistra, tra due pali segnaletici.

          

Aveva l’aria di una vecchia signora un po’ incerta e trascurata nel suo stare, ma – questo mi aveva incuriosito – portava ben visibili dei segni neri sui due lati esposti alla strada. Fermai la bici e scoprii che quei segni erano parole accompagnate da frecce. Sul lato est: per Asseggiano. Sul lato sud: freccia a destra, per Mestre; freccia a sinistra, per Chirignago. Non di un

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In linea da: 31/07/2011

SS 50 bis/var non mi avrai

di Matteo Melchiorre

Nell’aprile 2004 uno dei cantieri per la costruzione della superstrada denominata SS 50 bis/var si apre a due passi da casa di Matteo Melchiorre, a Tomo, nel feltrino. Che fare di fronte agli sventramenti che cominciano subito a cambiare fisionomia al territorio? Che fare di fronte a un progetto che oltre alla terra muove parecchi soldi, ma sulla cui utilità e “sostenibilità” per le vite di chi abita in quella zona ci sono molti dubbi?

Melchiorre comincia a osservare, prende nota di come procedono i cantieri, scatta foto, segue i dibattiti e le cronache sui giornali locali, fa qualche ricerca d’archivio, discute con gli operai che lavorano alla strada, con i vicini di casa, con amici che come lui sono refrattari a questa ulteriore cementificazione di un territorio già saturo. Peraltro non tutti sono contrari alla costruzione della strada, anzi.

Cinque anni abbondanti di note: dal 2004 al 2009. Al diario-cronaca, l’autore affida anche riflessioni “sul dissenso” che sviluppa in un racconto di pura invenzione: le gesta di una “banda” creata dal protagonista-narratore e dai suoi amici per sabotare l’avanzamento dei lavori.

Nel maggio 2011,

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In linea da: 27/02/2011

Acque e territorio ai tempi dell’iperurbanizzazione. Brani da “Acque alte a Mestre e dintorni”

di Francesco Vallerani, a cura di Maria Giovanna Lazzarin e Filippo Benfante

Francesco Vallerani ha tenuto due interventi nel corso dell’edizione 2009-2010 del Laboratorio “Acque alte a Mestre e dintorni”: il primo, dal titolo “I fiumi della gronda lagunare tra minacce e opportunità”, nel corso del seminario “Fiumi, acque e allagamenti” che si è tenuto il 3 novembre 2009; il secondo, dal titolo “Il controllo delle acque venete: idea di natura e retorica idraulica”, nel corso del convegno conclusivo, il 20 febbraio 2010. Qui di seguito presentiamo un montaggio di alcuni passaggi delle due relazioni. La trascrizione è a cura di Maria Giovanna Lazzarin, la selezione, il montaggio e la bibliografia finale a cura di Filippo Benfante. Francesco Vallerani ci ha autorizzato a pubblicare questo testo senza averlo rivisto.

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In linea da: 13/12/2010

Un mondo d’erba di fiori di salti e di capitomboli

Da Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, a cura di sAm

Di recente, il sito ha ospitato un'apologia del prato, pronunciata da Michele Zanetti al convegno su "Acque alte a Mestre e dintorni" del 20 febbraio 2010. In quella stessa occasione, Francesco Vallerani aveva aperto il suo intervento riprendendo un’immagine che Ippolito Nievo evoca nel primo capitolo del suo celebre romanzo: “il Friuli è un piccolo compendio dell’universo, alpestre piano e lagunoso in sessanta miglia da tramontana a mezzodì”. Mentre si conclude il ciclo 2010 del laboratorio “Acque alte…”, riprendiamo a nostra volta questi spunti e – a mo’ di invito alla lettura o, se si preferisce, come strenna di fine anno – mettiamo a disposizione qui di seguito una parte del capitolo III delle “Confessioni”, le pagine in cui Carlino parte alla scoperta di quel mondo, con una digressione sulla sua corvée al girarrosto.

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