In linea da: 27/07/2008

Una questione cruciale: offrire un dito a Maroni. Intervento all’assemblea dei soci 2008

di Claudio Pasqual

Pubblichiamo l’intervento che Claudio Pasqual ha pronunciato, nella veste di presidente di sAm, all’assemblea ordinaria dei soci che si è svolta a Zelarino il 27 giugno 2008.

Una questione mi pare al giorno d’oggi cruciale e ritengo che sia doveroso e urgente intervenire. Penso che viviamo in tempi di emergenza democratica e sia in atto una crisi di civiltà, ora dirò in che senso. Ci sono le pulsioni autoritarie di un governo che fa strame, per gli interessi del suo capo e del blocco sociale e di potere che egli incarna, del principio democratico della separazione dei poteri, imbrigliando la magistratura e asservendo il parlamento; l’altra faccia è l’onda montante di xenofobia e razzismo che hanno infettato larga parte del paese, che la destra con la collaborazione dei media ha creato, legittimato e continua ad alimentare, e alla quale è un dovere morale e civico di tutti noi, che crediamo in una società basata sulla convivenza e sui diritti, opporre una barriera.

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In linea da: 16/04/2007

Perquisizioni pesanti. 15 aprile 2007, Unione-Pro Sesto

di Matteo Di Lucca

Prologo

Venerdì 13 aprile. Il Padova gioca all’Euganeo l’anticipo contro la Massese. Io e la Vale, dopo aver bevuto in compagnia di amici un paio di spritz, passiamo in macchina accanto allo stadio e intoniamo una serie di cori nella speranza che la squadra toscana faccia uno “scherzetto” ai biancoscudati. La Vale mi avverte che in curva del Padova c’è il ragazzo di una sua collega, che sicuramente incontreremo domani a un matrimonio. La speranza di un passo falso delle “gallinacce” aumenta ma, rientrato a casa dopo la serata, il televideo è brutale: il Padova ha vinto 3-1. 

Sabato 14 aprile. In attesa degli sposi, costringo la Vale e un suo collega ad andare a bere un caffè. Usciti dal bar scorgo in lontananza la collega della Vale e il suo ragazzo, che si avvicina con ghigno impertinente e mi fa a bruciapelo: “+ 3”. Non accenno alcuna reazione e anche per tutto il periodo del pranzo (nota: 5 ore) non reagisco alle provocazioni e alle continue “gufate” del padovano fiducioso che domani una buona prestazione dell’Unione ci riporti appaiati in classifica.

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In linea da: 31/10/2006

Cronaca dal quartiere San Lorenzo. 27 ottobre 2006

di Christian De Vito

Due settimane fa un ragazzo senegalese, Pape Diop, è stato ucciso all'alba con un fucile da caccia in via Baracca, verso la periferia di Firenze, mentre andava al lavoro. Le voci dicono si sia trattato di un «delitto d'onore», responsabile si sospetta sia l'ex (italiano) della ragazza (italiana) di Pape. Quest'ultimo aveva già ricevuto minacce di morte, a sfondo razzista per giunta. Nessuno risulta peraltro inquisito per il momento.

Per oggi pomeriggio l'associazione dei senegalesi aveva convocato un corteo da piazza San Marco alla questura (via Zara), per ottenere delle indagini approfondite da parte della polizia e per chiedere che il corpo del ragazzo possa tornare in Senegal, dove la famiglia è in attesa da giorni.

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In linea da: 27/10/2006

5. Cronache di anni neri

Dal quartiere San Lorenzo, Firenze 2003-2005

di Christian De Vito con una postfazione della «voce migrante»

autunno 2006, 64 pp., 5 euro

Per descrivere il quartiere di San Lorenzo il discorso pubblico e il «senso comune» ricorrono di norma a espressioni come «degrado», «microcriminalità», «bisogno di sicurezza», che non servono a capire quello che sta accadendo, ma riflettono e rafforzano il clima di crescente ostilità contro gli immigrati che vi abitano o lo frequentano (con l’eccezione di turisti e di stranieri ricchi). Confermando modi di dire lanciati dalla stampa cittadina e dal razzismo delle istituzioni e dai pregiudizi correnti, sono avallate ingiustizie, violenze e soprusi quotidiani.

Guardare cose che pochi hanno voglia di guardare: è questo che ha fatto Christian De Vito. Girando per il quartiere in cui abita da circa dieci anni, De Vito ha osservato la repressione nei confronti degli immigrati, le piccole o grandi angherie quotidiane della polizia, la difficoltà a esercitare semplici diritti di cittadinanza, le piccole o grandi intimidazioni che subiscono coloro che pretendono di esercitarli, il crescente clima xenofobo. A un certo punto ha cominciato a scriverlo in

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