In linea da: 22/06/2016

A difesa del resoconto etnografico. Nota su una condanna di primo grado, giugno 2016, con pagine scelte

di redazione sito sAm

Qualche giorno fa, la stampa nazionale ha dato notizia della condanna di Roberta Chiroli da parte del Tribunale di Torino per “concorso morale” in azioni compiute dal movimento No Tav nel corso di una manifestazione avvenuta il pomeriggio del 14 giugno 2013. Roberta Chiroli, all’epoca laureanda in antropologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, stava seguendo assieme a una dottoranda dell’Università della Calabria la protesta di un gruppo di liceali contro le ditte impegnate nei lavori della Torino-Lione, per raccogliere materiale e dati ai fini della sua tesi (poi discussa nell’anno accademico 2013-14 con il titolo Ora e sempre No Tav: identità e pratiche del movimento valsusino contro l’alta velocità). La dottoranda è stata assolta, mentre Roberta Chiroli è stata condannata a due mesi di reclusione con la condizionale per “concorso morale in violenza aggravata e occupazione di terreni”.

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In linea da: 21/05/2011

Protesta e sopravvivi. Un incontro a Marghera

di Piero Brunello

Sabato 14 maggio 2011, presso l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera si è tenuto l’incontro “Militanza e rassegnazione”. Pubblichiamo l’intervento con cui Piero Brunello ha introdotto i temi della serata; sono seguiti gli interventi di Elis Fraccaro, Guido Lanaro e Marco Palma, e quindi una discussione generale.

1. Questo incontro invita a trovare parole adatte per definire i sentimenti di chi ha dato vita o sostenuto in vari modi nel corso degli ultimi anni il Presidio No Dal Molin, ed esperienze simili. Riguarda cioè quelle situazioni in cui un vasto movimento di protesta, basato su buone ragioni e su ampio consenso, non riesce a bloccare un progetto dissennato e deciso dall’alto, oltretutto, come nel caso di Vicenza, sulla base di accordi internazionali e militari coperti dal segreto. Il movimento contro la costruzione di una nuova base militare a Vicenza ha fatto ricorso a tutto quello che poteva mettere in campo: occupazioni di binari, cortei, presidi, spignattate, blitz nei cantieri, assemblee, festival, un referendum cittadino, appelli, ricorsi legali, sabotaggi, forme di disobbedienza civile, pubblicazioni, eventi culturali, vita quotidiana in presidio, e infine sostegno cittadino,

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In linea da: 09/05/2010

No Dal Molin. Una storia ancora in corso

di Guido Lanaro

Pubblichiamo l'Introduzione del decimo Quaderno di sAm, firmato da Guido Lanaro: Il popolo delle pignatte. Storia del Presidio permanente No Dal Molin (2005-2009) (inverno 2009-2010, 120 pp., con una prefazione di Ascanio Celestini).

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In linea da: 09/05/2010

10. Il popolo delle pignatte

Storia del presidio permanente No Dal Molin (2005-2009)

di Guido Lanaro, con una prefazione di Ascanio Celestini

inverno 2009-2010, 120 pp., euro 9,50

Con una nuova veste grafica: leggi l'annuncio della redazione.

"Gli iraniani che protestano contro i brogli elettorali sono dei martiri; i vicentini che tentano di impedire la colonizzazione della propria città sono dei delinquenti. Se il governo cinese che invia duemila soldati per reprimere le sommosse degli Uiguri è un regime, il governo italiano che invia duemila agenti per difendere dei cumuli di macerie da anziani, famiglie e bambini come può essere definito?

Prima che l’ombra dell’epilogo (positivo o negativo che sia) si posi su ciò che è stato il No Dal Molin, prima che – la storia insegna – fatti e significati vengano stravolti, è stato giusto raccontare del movimento e della sua genesi, e metterne in risalto l’eccezionalità e l’importanza."

Guido Lanaro

Per leggere l'introduzione di Guido Lanaro, clicca qui.

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