In linea da: 17/07/2011

Dalla torre “ex Azotati”. Fotografie

di Chiara Girotto e Nicola Brunello

La mattina di venerdì 27 maggio 2011, nell’ambito del "gemellaggio" tra storiAmestre e il Centro di documentazione storica Villa Cougnet di Reggio Emilia, Giorgio Sarto ha guidato una visita alla torre industriale degli "ex Azotati", a Porto Marghera, il cui restauro è teminato di recente (si legge qualcosa al riguardo cliccando qui). Dalla sommità della torre si possono vedere le enormi, rapide e in genere poco note  trasformazioni della vecchia città industriale.

Pubblichiamo qui di seguito una selezione delle foto scattate da Chiara Girotto e Nicola Brunello. A loro i nostri vivi ringraziamenti per avercele messe a disposizione.

Foto di Nicola Brunello

Foto di Chiara Girotto

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In linea da: 19/12/2010

La Casa del Popolo di Ca’ Emiliani

di Fabio Brusò

Pubblichiamo l’intervento di Fabio Brusò al convegno sulle Case del Popolo che ha avuto luogo a Massenzatico (Reggio Emilia) il 26 settembre 2009. Una versione leggermente diversa è in corso di pubblicazione a cura degli organizzatori del convegno. Daremo subito notizia dell’uscita del volume. Salvo diversa indicazione, le immagini che illustrano l'articolo sono state raccolte durante la ricerca del 1996-97 ricordata da Brusò nelle prime righe del suo intervento.

1. Nel 1996-97 Piero Brunello e io, per conto dell’Etam-Animazione di Comunità (un servizio del Comune di Venezia), abbiamo condotto una ricerca su Ca’ Emiliani a Marghera. Nella realtà e nell’immaginario di Mestre e Venezia, Ca’ Emiliani era ed è – benché ora meno – un quartiere spesso sulla cronaca dei giornali, che ne riportavano gli episodi di forte e spicciola criminalità o degrado urbano, ma anche le lotte o le pratiche di riscatto sociali e politiche.

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In linea da: 27/06/2008

8. Un cardellino in gabbia

Fabbrica e lavoro nei primi anni Cinquanta a Porto Marghera

di Omar Favaro, prefazione di Rolf Petri

estate 2008, 104 pp., 8 euro

«Il reparto era nocivo per le innumerevoli perdite e per i materiali impregnati di gas. Succedeva spesso che gli operai si lamentassero per i continui dolori alla testa. Alla Vetrocoke-Azotati, avevamo messo una gabbietta con un cardellino. Quando il cardellino moriva per via di questo gas, scappavamo via tutti, come nelle miniere».

Andare a lavorare in una grande azienda a Porto Marghera, nei primi anni Cinquanta, significava assunzione temporanea. Centrale era il sistema del subappalto. Chi era assunto da ditte appaltatrici o da cooperative lavorava spalla a spalla e schiena a schiena con gli altri operai dell’azienda, svolgeva le stesse mansioni, viveva negli stessi luoghi, ma non aveva diritto alla mensa, al vestiario, all’indennità di lavorazione nociva e di turno. Il breve periodo delle Conferenze di Produzione all’inizio degli anni Cinquanta, di cui si parla nel libro, dimostra la consapevolezza politica e sindacale dei lavoratori nei confronti dell’organizzazione dei tempi, dell’incolumità e della salute.

E testimonia che la storia

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In linea da: 07/10/2007

«Mi piace vivere alla Cita»

di Emilia Parpagiola

Una insegnante descrive il condominio in cui abita dal 1984 e racconta alcuni aspetti della convivenza tra vicini alla Cita, un quartiere di Marghera costruito tra gli anni Sessanta e Settanta che periodicamente ha avuto cattiva reputazione ma che da lontano sembra il castello di Windsor .

Il condominio e il quartiere

Dal 1984 abito a Marghera, in un appartamento del condominio "Borromini", alla Cita. Vivo volentieri in un quartiere di 2000 abitanti che offre vari servizi: dalla scuola materna alla scuola di danza, dal medico al laboratorio di analisi e alla farmacia, dalle poste all’ipermercato e a molti negozi di vario tipo. Credo che la stragrande maggioranza dei proprietari dei 300 appartamenti originariamente privati delle “torri” della Cita condividano questa opinione. Ciò è dimostrato dalla “fedeltà abitativa” dovuta anche alla felice posizione del quartiere: vicino alla stazione ferroviaria, al centro di Mestre, all’autostrada e alle principali reti stradali del Veneto, e a Venezia raggiungibile in 10 minuti con il treno, con i frequenti autobus e, fra poco, con il tram.

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