In linea da: 10/09/2017

I cannoni asburgici di Cortina. Ladinità, marketing territoriale e disinteresse per la ricerca storica

di Piero Brunello

A fine luglio, una notizia relativa alla ricollocazione di due cannoni ottocenteschi nell’atrio del municipio di Cortina suscita la curiosità di Piero Brunello. Verifica di alcune delle circostanze storiche rievocate, e riflessioni sulla etnicizzazione del discorso e sull’uso pubblico della storia.

1. A fine luglio sono rimasto incuriosito leggendo in un giornale online la notizia che “i cannoni di Radetzky”, a un certo punto rimossi dall’atrio del municipio di Cortina dal commissario straordinario con “malcontento della comunità ladina” (perché “Sono la nostra storia”), erano tornati dov’erano; la notizia di cronaca era corredata di una breve storia della vicenda.

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In linea da: 20/06/2017

Quel pasticciaccio brutto. Una lettera sulla Superstrada Pedemontana Veneta

di Morena Bragagnolo

Una lettera di Morena Bragagnolo, del Forum Salviamo il paesaggio – Coordinamento Asolo-Castellana, ci fa tornare sulla questione della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta di cui abbiamo parlato alla fine del 2016.

Cosa c’è di nuovo nelle campagne fra Vicenza a Treviso? Niente. Solo 94,5 chilometri per 24,5 metri di sezione di cantieri aperti a macchia di leopardo nei 26 comuni interessati dal progetto della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta (SPV). Di questi oltre 90 chilometri, 50  sono in trincea, 26,5  in rilevato, 7,8  in gallerie semi-naturali e 5,9  in gallerie artificiali. Più altri 53 chilometri di viabilità secondaria che, con gli attuali chiari di luna, sembra non saranno mai realizzati. Per un costo stimato di circa 3 miliardi di euro, a carico di un concessionario, la Sis, che non è in grado di trovare sul mercato un investitore disposto a metterci il capitale per finanziare i lavori. Perché? Perché l’investimento non è ritenuto bancabile dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) né tanto meno giustificato, visto che i benefici sociali sono trascurabili rispetto ai costi.

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In linea da: 23/04/2017

È o non è il fiore del partigiano? Una lettera su boccioli e feste del 25 aprile

di Antonio Di Maggio

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del nostro amico Antonio Di Maggio che comincia con una coincidenza e con una poesia del 1882 dedicata alla tradizione veneziana di regalare un bocciolo di rosa a una donna per il 25 aprile, giorno di san Marco. E la Liberazione?

Venezia, 22 aprile 2017

Cara redazione,

anche nel 1882, come quest’anno, il 23 aprile cadeva di domenica. Guardate che poema si poteva leggere quel giorno sul Barababao “Zornal umoristico co caricature el vien fora tute le domeneghe”:

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In linea da: 03/02/2017

“Amo il veneto come lingua parlata”. Una lettera con una proposta

di Davide Zotto

Il nostro amico Davide Zotto ci scrive pensando alle ultime discussioni sulle norme regionali che hanno proclamato “i veneti” “minoranza nazionale” e di conseguenza prevedono sviluppi relativi all’introduzione ufficiale di un bilinguismo, fatto di patentini e corsi di insegnamento a tutti i livelli. Con una proposta per il sito di storiAmestre: aprire una discussione come quella che fu fatta al momento dell’istituzione dell’assessorato regionale “all’Identità veneta” (oggi diventata una “competenza” dell’assessorato al territorio, cultura, sicurezza).

Il dialetto è stato il mio primo modo di esprimermi. In famiglia si è sempre parlato e si parla tuttora in dialetto. L’italiano l’ho appreso dopo. Però in italiano ho imparato a scrivere, mentre ogni volta che ho provato a scrivere in dialetto mi sono trovato in imbarazzo e pieno di dubbi sulla grafia. Come non riesco a leggere brani in dialetto, se non con grande difficoltà. In questi anni ho comprato dei dizionari di veneto e ho visto che i dubbi sulla grafia sono comuni, ognuno ha la sua versione: pure come si scrive la terza persona singolare dell’indicativo presente dell’ausiliare essere.

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