In linea da: 06/04/2017

In città. Dal 7 dicembre 2016 al 24 febbraio 2017

di Claudio Pasqual

Un altro anno è andato. Natale: più tempo e più occasioni per girare a piedi per Mestre. Un panevín in città. Il museo del Novecento anticipa l’apertura con fiabe e leggende dal Messico. Raffigurazioni di Mestre e della città metropolitana: su foto, cartoline, bar, pubblicità. Parchi e vestiti appesi. Lapidi e monumenti. Cartelli scritti a mano, recinzioni e locandine per la “sicurezza urbana”. I gruppi di “Controllo del vicinato” e il Comune consigliano di “Osservare ascoltare comunicare”. Mestre è una città che cambia?

7 dicembre 2016

In via Carducci, nel palazzo ristrutturato dove aveva sede la vecchia Standa e ora ospita il supermercato Simply, ha aperto un centro fitness che si chiama John Reed: come l’autore de I dieci giorni che sconvolsero il mondo, cioè quelli delle Rivoluzione russa dell’ottobre 1917. Pareti vetrate mostrano ambienti allestiti e arredati con ricercatezza; le palestre sono perfettamente attrezzate e per il piacere dei clienti c’è persino il disk jockey – la ragione sociale per esteso fa John Reed Fitness Music Club. Me l’ha svelato l’infermiera del mio dentista, che ha lo studio proprio di fronte.

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In linea da: 21/12/2016

Lecalamite, la città e l’informatica. Un lungo decennio rivisto attraverso l’esperienza di un gruppo femminile a Marghera (primi anni 2000-2015)

di Luisa Colio

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Luisa Colio, presidente dell’associazione lecalemite, in occasione dello spunti-no di storiAmestre del 10 dicembre 2015 (ultimo della serie autunno 2015). Nella sua relazione, in origine intitolata «lecalamite» dal Centro Internet di Marghera raccontano una città che cambia, ora rivista per la pubblicazione, Luisa Colio ripercorre l’esperienza di un’associazione formata da donne, nata per avvicinare le donne alle nuove tecnologie. In oltre dieci anni di attività, lecalamite hanno dovuto adattarsi e svilupparsi: intorno a loro sono cambiate le tecnologie, la città, il lavoro, il pubblico, il rapporto con le istituzioni…

1. Gli inizi (fine anni Novanta-inizi anni Duemila)

Quando lecalamite sono nate, alla fine degli anni Novanta, c’erano in Italia sei o sette gruppi femminili che si occupavano di tecnologie informatiche. Qui a Venezia abbiamo organizzato un bellissimo convegno europeo riuscendo a riunire le rappresentanti dei gruppi femminili più solidi dell’epoca, ma oggi l’unico sopravvissuto è il nostro. L’introduzione di Giulia Brunello mi sembra che abbia già dato un’idea di questo gruppo – al femminile e non femminista in senso militante – che

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In linea da: 20/12/2016

In città. Dal 1 settembre al 30 novembre 2016

di Claudio Pasqual

Il ciclo delle stagioni riporta il Festival della politica e l’autunno. Discussioni sulla sicurezza: proposte di integrazione e comitati di controllo. Individualismo, associazione, comunità. Feste nazionali a Mestre. Ritrovarsi in piazza, e ascoltare i versi della Divina Commedia. Un futuro remoto per l’ex Umberto I. Escursioni fuori città. Cartelli e lampioni, scritte sui muri e monumenti. Verso il referendum del 4 dicembre.

1 settembre 2016

Il sesto Festival della Politica di Mestre, organizzato dalla Fondazione Pellicani e in programma dall’8 all’11 settembre, si fa pubblicità sulle fiancate dei taxi cittadini.

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In linea da: 03/12/2016

“Tutti precari, tutti peccatori”. Lavorare “a voucher” per un istituto religioso

di Giulio Vallese

Il nostro amico Giulio Vallese ci ha mandato un breve resoconto di una sua recente esperienza lavorativa presso un noto istituto religioso di una cittadina del Nordest. Discussioni con l’amministrazione, nessun obbligo di contratto, pagamenti in voucher, uscire da un tabaccaio con una mazzetta di banconote.

Un palazzone di quattro piani, largo un centinaio di metri, occupa l’orizzonte. Le numerose finestre compongono enormi crocefissi. È la sede di un rinomato istituto religioso. Sono lì per un colloquio di lavoro, cercano uno che sappia le lingue per il doposcuola. Dovrei cavarmela, penso, il curriculum è in regola e poi ho fatto il chierichetto per anni, conosco l’ambiente. Giacca, scarpe eleganti e taglio dai cinesi sotto casa, che non sono certo cattolici ma a cui viene naturale quell’acconciatura demodé da membro del politburo – ideale, penso, per far bella figura coi preti. Mi avvicino all’entrata e noto un paio di elementi posticci: il bugnato rinascimentale che decora l’intero piano terra e il portone di legno borchiato in stile medievale.

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