In linea da: 17/09/2017

In città. Marzo-agosto 2017

di Claudio Pasqual

Note di primavera-estate. Lavaggio strade e consegne con mezzi a pedali in piazza Ferretto. Cassonetti e mostre in centro città. Street art e decori floreali. Rotonde senza sbocco. Il Mestre promosso in Lega Pro. Striscioni e volantini. “Passeggiate di sicurezza” e interventi della polizia locale. Non è vero che la città è insicura.

3 marzo 2017

Da un po’ Veritas, l’azienda della nettezza urbana di Venezia, fa pulire ogni giorno piazza Ferretto con una macchinetta elettrica che va anche sotto i portici. Uno scopino raccoglie le cartacce al centro del marciapiede, poi passa la macchina aspiratrice.

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In linea da: 20/07/2017

Non è tutto verde quel che luccica

di Giacomo Pasqualetto

Il nostro amico Giacomo Pasqualetto attraversa Mestre con una macchina fotografica per osservare gli spazi ancora sgombri da fabbricati e occupati da vegetazione. All’interno di questo “verde urbano”, che esula da quello dei parchi pubblici strutturati, Pasqualetto individua varie categorie: verde perduto, verde mancato, verde conteso, verde potenziale, verde insicuro. Le foto che illustrano l’articolo sono dell’autore.

Non è tutto verde quel che luccica: dunque, prima di iniziare, alcune precisazioni. Userò l’accezione di “verde urbano” inteso come patrimonio complessivo di verde, “suolo libero da costruzioni”, con diverse destinazioni d’uso per differenziarlo da tutto ciò che è edificato. Non prenderò in considerazione quella tipologia di verde pubblico ampiamente strutturato ricadente all’interno del perimetro dei parchi urbani (Albanese, San Giuliano, Piraghetto) nonché all’interno dei giardini pubblici di ville storiche come Villa Franchetti, Villa Erizzo Bianchini e Villa Querini. Inoltre non rientrano nell’osservazione i boschi di Mestre, sia storici sia in via di formazione, all’interno della cerchia urbana e nella cintura metropolitana.

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In linea da: 12/06/2017

La biblioteca civica “compressa” di Vittorio Veneto

di Enrico Zanette

Dal nostro corrispondente da Vittorio Veneto, un invito a guardarsi intorno e a studiare la storia dei luoghi che si frequentano, in questo caso una biblioteca civica.

1. Computer spento, cellulare in vibrazione, libro aperto sotto la pressione della mano sinistra. Il ronzio dei neon, fino a quel momento impercettibile, si fa invadente. Comincio a seguire il procedere incerto di un’incisione sul tavolo. Osservo più in là una matassa di cavi elettrici sparsi sopra la moquette consunta. Sono gli alimentatori dei computer collegati a una ciabatta bianca che pesca elettricità da un pozzetto del pavimento. Dietro, sullo sfondo, intravedo una libreria disordinata. Distinguo i tagli beige e accidentati di alcuni libri che stanno addossati ad altri, in doppia fila, distesi, di sbieco, di taglio, sospesi… compressi tra i ripiani, tra il muro e la libreria. Mi accorgo solo in quel momento di osservare un luogo che frequento da anni e mi viene in mente un aggettivo: compressa.

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In linea da: 06/04/2017

In città. Dal 7 dicembre 2016 al 24 febbraio 2017

di Claudio Pasqual

Un altro anno è andato. Natale: più tempo e più occasioni per girare a piedi per Mestre. Un panevín in città. Il museo del Novecento anticipa l’apertura con fiabe e leggende dal Messico. Raffigurazioni di Mestre e della città metropolitana: su foto, cartoline, bar, pubblicità. Parchi e vestiti appesi. Lapidi e monumenti. Cartelli scritti a mano, recinzioni e locandine per la “sicurezza urbana”. I gruppi di “Controllo del vicinato” e il Comune consigliano di “Osservare ascoltare comunicare”. Mestre è una città che cambia?

7 dicembre 2016

In via Carducci, nel palazzo ristrutturato dove aveva sede la vecchia Standa e ora ospita il supermercato Simply, ha aperto un centro fitness che si chiama John Reed: come l’autore de I dieci giorni che sconvolsero il mondo, cioè quelli delle Rivoluzione russa dell’ottobre 1917. Pareti vetrate mostrano ambienti allestiti e arredati con ricercatezza; le palestre sono perfettamente attrezzate e per il piacere dei clienti c’è persino il disk jockey – la ragione sociale per esteso fa John Reed Fitness Music Club. Me l’ha svelato l’infermiera del mio dentista, che ha lo studio proprio di fronte.

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