In linea da: 10/08/2015

Cronaca di una “calata” sull’ospedale psichiatrico. Reggio Emilia, novembre 1970

di Piero Colacicchi

Ricordiamo il nostro amico Piero Colacicchi, a un anno dalla sua scomparsa, ripubblicando una sua testimonianza relativa alla prima “visita di controllo popolare” all’ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio Emilia, avvenuta il 23 novembre 1970.

Questo resoconto della prima visita di controllo popolare da parte di un gruppo numeroso di cittadini a una istituzione manicomiale che, per quello che mi risulta, sia mai avvenuta, è stato scritto servendosi di una serie di appunti da me stesso ripresi nei giorni immediatamente successivi, e integrato con interviste e ricerche fatte qualche anno dopo, e parzialmente pubblicate nel libro di Giorgio Antonucci I pregiudizi e la conoscenza. Critica alla psichiatria (1986).

Avevo conosciuto Giorgio Antonucci qualche anno prima, nel 1967, quando lui come medico, io come docente dell’Accademia di Belle Arti [di Firenze], collaboravamo nel Laboratorio “La Tinaia” dell’Ospedale Psichiatrico di San Salvi a Firenze, ed io, fin dall’inizio, mi ero convinto dell’importanza delle sue posizioni completamente diverse da quelle di tutti gli altri. Eravamo quindi rimasti in stretto contatto e io seguivo con molto interesse e partecipazione l’evolversi del suo lavoro. Ci legava e ci lega

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In linea da: 19/08/2014

Festa in città? L’adunata degli alpini a Pordenone (9-11 maggio 2014)

di Giulio Bresin

Nel maggio scorso, si è tenuta a Pordenone l’ottantasettesima adunata nazionale degli alpini. Per tre mezze giornate, Giulio Bresin, che abita in città, poco fuori dal centro, ha gironzolato tra casa sua e il centro, ai margini della manifestazione, annotando cose viste e sentite: chioschi, camion con damigiane e sound system; colonne sonore; le aspettative dell’amministrazione locale e di chi spera di fare affari; polemiche; modi di far festa; rapporti umani. L’evento “eccezionale” permette anche di riflettere sulla vita quotidiana in città.

Mi capita regolarmente di recarmi in quello che viene comunemente definito “il centro” di Pordenone, due strade che si intersecano e poco più. Una volta, fino a circa quindici anni fa, in centro succedevano delle cose. La gente arrivava dalla periferia, si incontrava, c’era vita e c’era movimento. C’era addirittura della musica e si stava fuori sino a tardi. Ultimamente l’unico accadimento è che le attività commerciali del “centro” chiudono e non riaprono.

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In linea da: 08/07/2013

Domandare è lecito?

di redazione sito storiAmestre

In questi giorni è tornata sulle pagine dei giornali locali (“Gazzettino”, “Nuova Venezia” e “Corriere del Veneto/Corriere della Sera”) una vicenda cominciata nel 1989. Si sta per chiudere un processo contro un giornalista, Riccardo Bocca, autore di un’inchiesta sul traffico nazionale e internazionale di rifiuti tossici, e contro Gianfranco Bettin, che nel suo ruolo di consigliere regionale aveva svolto un’interpellanza proprio sulla base di quell’inchiesta. Alla vigilia della sentenza, Bettin ha scritto una lettera per ricordare pubblicamente in quale situazione si trova per aver svolto un ruolo istituzionale. Da qui un gran numero di articoli e interventi.

Ci è sembrato utile raccogliere quanto si trova in rete, per dare una sintesi della storia di questa vicenda e delle sue conseguenze attuali. La questione è la salute dei cittadini: salute del corpo, ma anche salute dei diritti di cittadinanza. C’è di mezzo infatti, da un lato, il diritto alla trasparenza, alla conoscenza dei dati che ci riguardano; dall’altro, il diritto dei rappresentanti di porre domande e pretendere risposte nelle sedi istituzionali.

1. Da dove cominciare? Da quando il governo italiano,

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In linea da: 14/06/2013

Da Gezi Park, Istanbul, 27 maggio-10 giugno 2013

Valentina Marcella intervistata da Elena Iorio

Elena Iorio, socia e membro del direttivo di storiAmestre, ha intervistato la sua amica, Valentina Marcella, che dagli ultimi giorni di maggio partecipa, a Istanbul, alle manifestazioni in difesa di un parco cittadino. Il Gezi Park è diventato un simbolo della salvaguardia del paesaggio urbano, della resistenza a decisioni imposte dall’alto e in base a calcoli economici, a scapito della vita quotidiana dei cittadini, e della libertà di manifestare: in Turchia, ma non solo.

Valentina Marcella è un’amica e compagna di studi che da poco più di un anno ha deciso di trasferirsi definitivamente a Istanbul, città dove aveva già vissuto in passato, per periodo più brevi, e che ormai conosce bene, anche per il fatto di parlare correntemente il turco. Valentina sta per concludere una tesi di dottorato in storia su satira ed esercito in Turchia negli anni Ottanta.

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