In linea da: 18/03/2017

In pochi per la Comune. 18 marzo 1881-18 marzo 2017

di Enrico Zanette

18 marzo 1871, a Parigi cominciano i giorni della Comune. Anche quest’anno ci uniamo idealmente e con riconoscenza ai nostri compagni e alle nostre compagne che alla fine dell’Ottocento “rischiando il carcere, celebravano il 18 marzo in ricordo della Comune”. Con una nota su Natale Della Torre.

La sera del 18 marzo 1881 nella piazzetta della Lega ad Alessandria si trovarono in pochi. Era un venerdì. A quell’ora doveva essere un gran via vai di gente, chi rientrava dal lavoro, chi usciva per fare due passi; c’era anche chi si era fermato a osservare, attratto, forse, dalle voci che giravano sul singolare appuntamento. Giorni prima era circolato un biglietto anonimo, distribuito in alcune botteghe e società operaie, che invitava a festeggiare in piazza la Comune di Parigi. Era una specie di grande biglietto da visita nel quale si leggeva in un bel corsivo blu:

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In linea da: 28/05/2016

Le origini della Comune di Parigi. Una lettura. 2

di Enrico Zanette

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Enrico Zanette ha fatto il 15 aprile 2016 in occasione della presentazione del libro di Innocenzo Cervelli, Le origini della Comune di Parigi (Viella, Roma 2015), presso il dipartimento di studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. (Per leggere il testo dell’intervento tenuto da Filippo Benfante nella stessa occasione, cliccare qui.)

Per chi conosce la storia della Comune il libro di Enzo Cervelli è senz’altro affascinante.1 La particolare narrazione cronachistica descrive la quotidianità di Parigi nell’autunno-inverno 1870-1871 giorno per giorno, a volte ora per ora, conducendo il lettore lungo i viottoli e i boulevard, per le mansarde della bohème e gli scantinati borghesi, tra i club popolari e le riunioni più ristrette. Una descrizione densa che restituisce vividezza al passato, aggiungendo particolari che altrimenti sfuggirebbero, come quelli relativi all’alimentazione, tali da comporre un vero e proprio menu dell’assedio con paté di ratto e pane sporco.

Innocenzo Cervelli, Le

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In linea da: 22/05/2016

Le origini della Comune di Parigi. Una lettura

di Filippo Benfante

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Filippo Benfante ha fatto il 15 aprile 2016 in occasione della presentazione del libro di Innocenzo Cervelli, Le origini della Comune di Parigi (Viella, Roma 2015), presso il dipartimento di studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Con l’aggiunta di un post-scriptum. (Per leggere il testo dell’intervento tenuto da Enrico Zanette nella stessa occasione, cliccare qui.)

1. Il titolo del libro parla da solo: Le origini della Comune di Parigi. Una cronaca (31 ottobre 1870-18 marzo 1871). Questa cronaca, Enzo Cervelli la sviluppa in quasi 500 pagine (di cui 133 di note), suddivise in 5 capitoli che non concedono molto a un lettore frettoloso: per esempio non ci sono titoli di paragrafo a marcare le scansioni interne, ma giusto un numeretto. Chi si cimenta è meglio che sappia già qualcosa sui mesi della guerra franco-prussiana, dell’assedio di Parigi e della Comune, e che in mente abbia qualche coordinata dello spazio urbano parigino. Il libro ha una sola illustrazione, in copertina: è il dettaglio di un quadro su cui tornerò.

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In linea da: 18/03/2016

Uno spettro s’aggira per l’Europa: la Comune

di Federico Chabod, a cura di Filippo Benfante

Ricordare la Comune in tempi di guerra? Per il 145esimo anniversario dell’insurrezione parigina, che cade questo 18 marzo, riprendiamo un documento pubblicato nel giugno 1941 da uno dei più grandi storici italiani del Novecento, Federico Chabod. Siamo a un anno tondo dall’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale e nella scia dell’allora settantesimo anniversario della repressione della Comune, durante la “settimana di sangue” del 21-28 maggio 1871. Sul numero 5 della rivista Popoli. Quindicinale di storia e geografia, Chabod presentava una lettera del conte Zaluski, incaricato d’affari austro-ungarico presso il governo italiano, che informava il suo capo, conte Federico Ferdinando di Beust, cancelliere dell’impero austro-ungarico, delle preoccupazioni manifestate in una conversazione privata dal ministro degli affari esteri italiano, Emilio Visconti Venosta.

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