In linea da: 20/02/2015

Il mondo ci chiede canzonette. Identità nazionale e cultura materiale, dopo Sanremo

di Plinio Vecchiato

Il nostro amico Plinio Vecchiato ci invia alcuni suggerimenti di lettura, e di ascolto, a partire da un articolo di Aldo Cazzullo dedicato al festival di Sanremo, che si può leggere sul sito del Corriere della Sera. Vecchiato entra con prudenza su un terreno molto frequentato dagli storici, soprattutto negli ultimi anni; il merito principale che rivendica è quello di segnalare una fonte importante per gli studiosi del futuro. Ma ci ha anche scritto di avere pronto il titolo per un libro sull’argomento, che difficilmente farà, ma non si sa mai: L’amore convitato di pietra al banchetto delle nazioni: ed è subito pantografo

A Maria Ilva Biolcati

Di che cosa è fatta l’identità delle nazioni? Sarebbe questa la sede adatta per discuterne, magari a partire da un riepilogo sistematico e ragionato delle tante analisi, riflessioni e percorsi che gli storici hanno affrontato su uno dei temi più complessi della storiografia contemporanea.

Adatta la sede, ma disadatto chi scrive.

È che difetto di spirito critico. E dire che avrei fatto la

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In linea da: 03/05/2014

Parole di Carlo Goldoni e Pietro Gori. Nota sul ritornello degli Stornelli d’esilio

di Piero Brunello

Ancora sul Primo maggio: elogio di una canzone.

1. Il ritornello del celebre canto anarchico Stornelli d’esilio dice così: «Nostra patria è il mondo intero, / nostra legge la libertà, / e un pensiero / ribelle in cuor ci sta». La musica è di una canzone popolare toscana (La figlia campagnola), mentre il testo, pubblicato per la prima volta nel 1904, è di Pietro Gori (1865-1911). Con questa canzone Gori elaborò la propria esperienza e quella di tutti i compagni in esilio. Dopo aver dovuto lasciare l’Italia per Lugano, al tempo delle repressioni di Crispi, e quindi, pochi mesi dopo, anche la Svizzera all’inizio del 1895 (eventi che ispirano la sua ancor più celebre Addio a Lugano), Gori visse in Belgio, Germania, Inghilterra e Americhe.

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In linea da: 29/04/2012

Segnali di festa. Primo maggio reggiano e internazionalista

di Marco Fincardi

Per festeggiare il Primo maggio 2012, presentiamo su gentile concessione dell’autore alcuni brani di due capitoli del bel libro del nostro amico Marco Fincardi: Primo maggio reggiano. Il formarsi della tradizione rossa emiliana, introduzione di Cesare Bermani, Edizioni delle Camere del Lavoro di Reggio e Guastalla, Reggio Emilia 1990 (2 volumi). L’anno di uscita non deve essere stato casuale: a cento anni dal primo Primo maggio, festeggiato (e combattuto) nel 1890. Il libro ci rimanda alle origini di una lunga tradizione, osservata in un luogo specifico: ricostruisce i modi, le canzoni e i riti con cui gli individui «si fecero sentire» nel Reggiano – ma all’interno di una dimensione nazionale e internazionale – fin dal Primo Maggio del 1890, lasciando in eredità un repertorio di simboli e di modalità espressive.

I capitoli che presentiamo sono l’ottavo, sulla colonna sonora del maggio reggiano, e il tredicesimo, sui significati e le simbologie che si concentrano sulla data e sulle modalità di svolgimento della festa.

Inno fuorilegge

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In linea da: 20/06/2010

Prepartita. Una lettera di Marco Toscano

di Marco Toscano

Finito di guardare Italia-Nuova Zelanda, abbiamo trovato questa lettera scritta dal nostro amico nell’attesa del fischio d’inizio. Caro Marco, noi continuiamo a pubblicarti, ma visto il risultato, giusto per scaramanzia, non scrivere più lettere nei prepartita.

20 giugno 2010, verso le due del pomeriggio

Cari amici di storiAmestre,

manca qualche ora alla seconda partita dell’Italia ai mondiali, con Valentino Rossi fratturato il motomondiale mi prende meno (per quanto…) e così ho pensato di mandarvi due righe con altri pensieri, che credo sian stati anche i vostri.

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