In linea da: 12/10/2017

“Suoni di fine secolo”. Ricordi

di Loris Bertocco

Ricordiamo Loris Bertocco (1958-2017) ripubblicando il testo di una sua intervista, fatta nel 1999 da Piero Brunello e Claudio Zanlorenzi, dove parlava di musica, radio libere, colonne sonore di una vita.

Mia mamma da piccolo mi portava in spiaggia alle Giare, si lasciava la strada Romea, si passava davanti a una casa colonica enorme, dove avevano i cavalli, si saliva un argine e giù dell’argine c’era una casa di legno che era un chiosco con posteggio di biciclette. Tutta la riviera del Brenta andava in spiaggia alle Giare, le mamme portavano i bambini a prendere il sole, poi c’erano i ragazzi con le ragazze, uno si faceva la sua capanna con quattro pali e tende e stava là tutta l’estate, davanti c’era la Montedison ma nessuno aveva idea dei pericoli, dal bar si sentiva la musica, i Pooh per esempio, ricordo un’estate Piccola Ketty, avevo otto anni, nel 1966-67.

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In linea da: 11/05/2017

Folk revival, canto sociale e Carosello. L’educazione sentimentale delle generazioni del miracolo economico e il controcanto

di Piero Brunello

Pubblichiamo il testo dell’intervento di Piero Brunello alla presentazione del libro La musica folk. Storie, protagonisti e documenti del revival in Italia (2016), curato da Goffredo Plastino, che si è tenuta presso il dipartimento di studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia il 28 marzo 2017.

Il libro curato da Goffredo Plastino1 raccoglie una mole poderosa di documenti e discussioni relative al folk revival in Italia dagli anni Sessanta del Novecento a oggi: una raccolta di scritti spesso di difficile reperimento, utilissimo repertorio per ricostruire un fenomeno. In un’intervista del 1971 Caterina Bueno preferiva parlare di “canzone popolare” e non di folk (p. 627), e così si diceva comunemente. Plastino parla invece di folk per non confonderlo con il popular (pop): Mamma mia dammi cento lire è folk, Lucio Battisti è popular (pop). Mi atterrò anch’io a questo lessico, e

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In linea da: 10/05/2016

Due parole sull’ultimo libro di Sandro Portelli. Una lettura con qualche digressione

di Piero Brunello

Pubblichiamo l’intervento che Piero Brunello ha tenuto il 5 maggio 2016 durante il settimo seminario Ascoltare il lavoro, organizzato dall’Università di Ca’ Foscari, CGIL, Ires e Associazione Italiana di Storia Orale (AISO): una lettura del libro di Alessandro Portelli, Badlands (2015), dedicato al rock di Bruce Springsteen. Qui con l’aggiunta di un post-scriptum.

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In linea da: 30/04/2015

Le canzoni dei piccoli maestri. Con auguri

di Filippo Benfante

Per i nostri tradizionali auguri di buon Primo maggio, presentiamo alcune note che fanno riscoprire un Luigi Meneghello in una veste inconsueta: come fonte per un canzoniere della Resistenza pubblicato nel 1960. Torniamo così su temi che ci sono sempre cari: il canto sociale, la ritualità del movimento operaio, la speranza di un mondo migliore più libero e più umano.

1. “Cosa volevano le trombe?”: comincia così il secondo capitolo dei Piccoli maestri, quello in cui – dopo aver raccontato il ritorno, qualche settimana dopo la pace, con la Simonetta sui luoghi dove facevano gli “atti di valore”, o forse “le fughe” – Meneghello comincia il flashback che andrà dalla primavera del 1943 a Merano fino alla Liberazione a Padova su cui si chiude il libro. Quelle trombe, che talvolta sembravano parlare – “Chi è malà? chi è impestà?” –, si direbbe annuncino anche la musica e le canzoni che ricorrono nel racconto.

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