In linea da: 16/04/2007

Perquisizioni pesanti. 15 aprile 2007, Unione-Pro Sesto

di Matteo Di Lucca

Prologo

Venerdì 13 aprile. Il Padova gioca all’Euganeo l’anticipo contro la Massese. Io e la Vale, dopo aver bevuto in compagnia di amici un paio di spritz, passiamo in macchina accanto allo stadio e intoniamo una serie di cori nella speranza che la squadra toscana faccia uno “scherzetto” ai biancoscudati. La Vale mi avverte che in curva del Padova c’è il ragazzo di una sua collega, che sicuramente incontreremo domani a un matrimonio. La speranza di un passo falso delle “gallinacce” aumenta ma, rientrato a casa dopo la serata, il televideo è brutale: il Padova ha vinto 3-1. 

Sabato 14 aprile. In attesa degli sposi, costringo la Vale e un suo collega ad andare a bere un caffè. Usciti dal bar scorgo in lontananza la collega della Vale e il suo ragazzo, che si avvicina con ghigno impertinente e mi fa a bruciapelo: “+ 3”. Non accenno alcuna reazione e anche per tutto il periodo del pranzo (nota: 5 ore) non reagisco alle provocazioni e alle continue “gufate” del padovano fiducioso che domani una buona prestazione dell’Unione ci riporti appaiati in classifica.

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In linea da: 09/03/2007

Ultras di sinistra

di Filippo Benfante e Piero Brunello

Rispondendo alla lettera di Francesco Bianchini, un lettore del “manifesto” che si dichiara “tifoso della Roma” e di “estrema sinistra”, Sandro Portelli fa la seguente osservazione a proposito della differenza dei gruppi ultras “di sinistra” dai gruppi di estrema destra: “La differenza non può stare solo nel colore delle sciarpe o delle magliette, ma nel fatto che chi è di sinistra sta in una logica altra da chi è di estrema destra, non speculare ad essa. Cose incoraggianti da questi compagni ne abbiamo viste e sentite; sarebbe bello che insistessero e andassero oltre e fossero ancora più nitidamente diversi” (“il manifesto”, 10 febbraio 2007). Per continuare questa discussione nel nostro sito, che ha cominciato a pubblicare le cronache calcistiche di Matteo Di Lucca, riproponiamo un intervento di Filippo Benfante e di Piero Brunello (L’obiettivo è la nonviolenza, “il manifesto”, 27 giugno 2001), con lievi modifiche e un nuovo titolo. Benfante e Brunello sono autori di Lettere dalla curva sud. Venezia 1998-2000, Odradek, Roma 2001.

La partita VeneziaMestre-Verona, disputata allo stadio Penzo di Venezia, nell’aprile del 2000, è stata una delle più riuscite manifestazioni politiche

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In linea da: 13/02/2007

Unione-Sangiovannese, 11 Febbraio 2007

di Matteo Di Lucca

1. Macchina da Padova a Marghera; autobus da Marghera a piazzale Roma; vaporetto da piazzale Roma a Sant’Elena passando per Santa Marta, Zattere, San Zaccaria e Giardini. Certo per noi unionisti che viviamo in terraferma più che una partita in casa sembra ogni volta una trasferta. Molti aspettano lo stadio nuovo, ma, quando si sbuca con il vaporetto dal canale della Giudecca di fronte a San Marco, il panorama e l’atmosfera ti investono e ti rincuorano e, almeno per un attimo, fanno dimenticare il viaggio che dura ore. Ricordo ancora divertito il ritorno in vaporetto, dopo la vittoria al Penzo contro la Lucchese, quella coppia di settantenni venuti dalla città toscana per assistere alla partita. Mentre il marito era ancora visibilmente arrabbiato per la sonora sconfitta della sua squadra la signora era in preda al panico e, quando a ogni fermata il vaporetto urtava l’imbarcadero, emetteva un urlo misto tra paura e stupore. Io, ogni volta, le dicevo: “Signora, a Venezia si va così allo stadio”, e lei divertita mi rispondeva nel suo accento toscano: “Ma io a Lucca allo stadio ci vo in bicicletta o al massimo in macchina

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In linea da: 23/01/2007

Padova-Unione, 19 gennaio 2007

di Matteo Di Lucca

1. L’appuntamento con la Vale è verso le 19.00 di fronte al mio ufficio, che non dista molto dallo stadio Euganeo. Per noi unionisti che viviamo nella città del Santo, Padova-Unione non è una partita normale né un “semplice derby”: per tutta la settimana abbiamo aspettato freneticamente questo venerdì sera, tra canti in casa o in macchina e sfottò ai molti amici padovani. 

Lei si presenta puntualissima con la nuova sciarpa di lana arancioverde fatta a mano da mia mamma come regalo di natale: uno spritz, un panino e saliamo in macchina. Per noi che siamo abituati ad andare allo stadio in vaporetto è strano arrivare in macchina al parcheggio dello stadio e trovarci di fronte dei parcheggiatori che, dopo averti indicato un posto libero che si vedeva benissimo, ti chiedono 2 euro.

Nonostante manchi ancora un’ora e mezza all’inizio della partita, il parcheggio è già bello pieno di macchine e di gente che con la sciarpa al collo si avvia verso l’ingresso della curva Nord dello stadio. Mentre sistemiamo la macchina, arrivano tre autobus di linea che accompagnano il primo gruppo di ultras

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