In linea da: 08/02/2017

Come raccontare la vita. Sul nuovo libro di Gigi Corazzol

di Valter Deon

Riprendiamo la recensione al libro di Gigi Corazzol, Piani particolareggiati (Venezia 1580-Mel 1659), apparsa sul numero di “Rivista feltrina” datato dicembre 2016. Ringraziamo per la gentile concessione l’autore Valter Deon e il direttore della rivista Matteo Melchiorre. Sul testo sono state fatte minime modifiche e il titolo è redazionale.

Devo dire che alla richiesta di una breve recensione dell’ultimo libro di Gigi Corazzol ho esitato per dubbi. Sono amico dell’autore, con vari capitoli ho avuto familiarità, la brevità raccomandata per un testo così complesso mi ha fatto paura. Alla fine mi sono detto che non dovevo badare a scrupoli di convenienza. Poi ho pensato che l’amicizia è un sentimento esigente da non mettere in mezzo a ogni cosa, specie se impedisce; che del libro nella sua interezza ho avuto conoscenza solo quando lo ho toccato stampato; che sulla brevità dovevo pensare che in poche righe si possono dire tante cose.

Continua a leggere Come raccontare la vita. Sul nuovo libro di Gigi Corazzol

In linea da: 31/12/2015

Intimità marrana

di Giovanni Levi

Le riflessioni di uno storico e biografo su come affrontare la questione dell’intimità: i rapporti tra biografia e vita, tra storia e psicanalisi, tra autore e personaggi, tra ricerca d’archivio ed esperienze e ricordi autobiografici. Questo saggio, inedito in italiano, è uscito in francese, sotto il titolo Intimité marrane, sulla rivista di psicanalisi Penser/Rêver (n. 25, 2014, pp. 103-113).

L’intimità è una emozione ambigua, che possiamo osservare dall’esterno ma che non possiamo verbalizzare. Ed è ambigua anche nel momento in cui si vive direttamente. È di fatto il luogo in cui convivono in conflitto conscio e inconscio, la divaricazione fra la vita conscia della veglia e quello che riappare nei sogni. La stessa intimità con sé stessi, la propria vita intima si manifesta come emozione ma non può superare la contraddittorietà dell’accettazione e della resistenza, dell’abbandono e della scelta. Gli storici e i biografi – è questo il mio mestiere – si scontrano sempre con la sensazione che le biografie cha ricostruiscono siano false, troppo coerenti, troppo lineari per affrontare davvero la vita dei personaggi che studiamo. Le vite che raccontiamo rischiano

Continua a leggere Intimità marrana

In linea da: 30/07/2014

I comunardi e il “diritto alla biografia”. Pagine da un libro recente

di Enrico Zanette

La tesi di dottorato del nostro amico, socio nonché webmaster Enrico Zanette è da poco diventata un libro: Criminali, martiri, refrattari. Usi pubblici del passato dei comunardi, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2014. Si tratta di uno studio dell’uso che avversari e fautori della Comune di Parigi del 1871, all’indomani della repressione, fecero del genere biografico per denigrare e condannare o al contrario per commemorare ed esaltare come modello rivoluzionario le personalità più in vista della tentata rivoluzione parigina. Zanette prende inoltre in esame le autobiografie che due ex comunardi, Jules Vallès – che già in altre occasioni abbiamo ricordato sul nostro sito – e Louise Michel, pubblicarono a distanza di alcuni anni, e le interpreta come strumenti di comunicazione politica, per la costruzione e la diffusione di due diverse idee di rivoluzionario e di rivoluzione. Su gentile concessione dell’editore, proponiamo ai nostri lettori alcune pagine del libro (con minime modifiche e senza tutte le note).

All’indomani della repressione, circa un centinaio di comunardi acquisirono quello che Juri M. Lotman ha chiamato il

Continua a leggere I comunardi e il “diritto alla biografia”. Pagine da un libro recente

In linea da: 26/11/2005

2. L’anarchico delle Barche

Notizie su Luciano Visentin, calzolaio (1898-1984)  

di Piero Brunello, prefazione di Elis Fraccaro

autunno 2005, 64 pp., 5 euro

"Era magro, di statura normale e i capelli bianchi. Alle barche lo chiamavano «Ciano baccalà». Era bello a vedersi. Gli occhi chiari erano dolci. Mi accolse con gioia e senza imbarazzo, come mi conoscesse da sempre. Era pieno di premure e si agitava. Teresa lo guardava agitarsi e annuiva, e per non contrariarlo lo assecondava sempre e lo calmava. Teresa era molto più giovane di Luciano ma non si vedeva. Era mora, con i capelli crespi. Gli occhi neri, profondi, tristi. Brillavano. Luciano disse che era stata una donna molto bella, ora il suo viso era intaccato da una malattia. Anche Luciano era costretto da una malattia a rigide regole quotidiane, senza deroghe: «è una conseguenza del carcere, del confino, delle aggressioni fasciste», sospirava. Luciano parlava volentieri della sua vita. A volte in maniera coerente e piana, a volte a salti. Venne l'idea di un'intervista per mettere ordine a tutti quegli avvenimenti che ormai conoscevo ma in maniera frammentata."

Elis Fraccaro

"Grazie ai ricordi di

Continua a leggere 2. L’anarchico delle Barche