In linea da: 05/01/2015

Un cronista in viaggio (Natale 1405-1406)

di Matteo Melchiorre

Concludiamo il nostro ciclo di strenne 2014-15 con il nostro amico Matteo Melchiorre che ci presenta un episodio tratto da una cronaca medievale bellunese: dove il diarista, Clemente Miari, fa un viaggio da Belluno a Venezia e a Padova, tra gli ultimi giorni del 1405 e i primi del 1406. Anche in questo caso, vista la lunghezza del saggio, ne presentiamo qui di seguito le prime pagine; per il testo integrale, cliccare qui.

Nota. Nell’ambito di un progetto di ricerca del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari e con l’appoggio e lo stimolo del Comitato per l’edizione delle fonti relative alla storia della Terraferma veneta, sto preparando l’edizione di una cronaca latina, nota come Chronicon bellunense e compilata da Clemente Miari, un canonico di Belluno, tra il 1383 e il 1412. Cogliendo l’invito di storiAmestre, ne propongo un episodio in certo modo “natalizio”; se non altro in termini di calendario. (m.m.)

1. Nel 1383, quando aveva poco più di vent’anni, un canonico della cattedrale di Belluno, di nome Clemente Miari, prese in mano un registro cartaceo che

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In linea da: 02/06/2013

“Buon compleanno storiAmestre”. Una cartolina da piazza Garibaldi (Sofia, Bulgaria)

di Giacomo Bonan

Pubblichiamo la lettera-cartolina che Giacomo Bonan ci ha scritto dalla piazza Garibaldi di Sofia, la capitale della Bulgaria, dove si trova in questi mesi per lavoro, per augurare buon venticinquesimo compleanno a storiAmestre.

Le occasioni sono due: partecipare, pur solo idealmente, ai festeggiamenti per i 25 anni di storiAmestre e fare una postilla d’attualità alla proposta di ricerca di Giovanni Colle sull’emigrazione dal Bellunese. Avevo letto l’intervista sull’armata perduta di Cambise quand’era stata pubblicata, lo scorso autunno, mentre mi trovavo a Edimburgo a lavorare per alcuni mesi. Ricordo che i temi affrontati mi avevano colpito, anche per la mia contingente situazione di “emigrante” bellunese trasferito nel Regno Unito per migliorare il proprio inglese e cameriere occasionale in un’agenzia di catering per sopravvivenza. Comunque, la mia condizione era volontaria e temporanea, non certo paragonabile a quella delle persone incontrate da Giovanni Colle nelle fabbriche di Mestre e Marghera.

Più che altro mi ero fermato a riflettere sulle motivazioni che hanno spinto quelle persone a emigrare e quelle che spingono la gente oggi, almeno quella piccola porzione di “gente” che conosco, a

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In linea da: 11/12/2012

Minatori del bellunese. Una lettera e due ricordi

di Fabrizio Zabeo

Per tre generazioni, gli uomini della famiglia Boz emigrano dal Bellunese verso la Lorena, dove si sposano con una compaesana. Gli uomini lavorano sotto terra, nelle gallerie delle miniere, le donne pascolano le capre sulla collina. Viaggi di andata e ritorno, famiglie che si ramificano, qualcuno resta in Francia, un altro compera un terreno dove costruirsi una casa a Favaro Veneto, vicino ai lavori di Porto Marghera. Parenti sparsi per il mondo; Mestre, una tappa nelle migrazioni di un famiglia. Nella lettera di Fabrizio Zabeo, una prima risposta alla proposta di ricerca di Giovanni (Franco) Colle sull'armata perduta di Cambise?

Cari amici di storiAmestre,

sono contento che l’orologio di mio nonno abbia suscitato il vostro interesse, e vi ringrazio per la pubblicazione. Ho pensato di mostrarvi quell’oggetto dopo aver letto sul sito di quella ricerca non ancora cominciata sull’emigrazione bellunese verso Mestre: “l’armata perduta” l’avete chiamata.

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In linea da: 19/10/2012

L’armata perduta di Cambise. Per un’inchiesta sui bellunesi emigrati a Mestre e Marghera

di Giovanni (Franco) Colle

Pubblichiamo la trascrizione dell’intervista che, qualche anno fa, Maria Giovanna Lazzarin ha fatto a Giovanni (Franco) Colle a proposito di un progetto di inchiesta. La ricerca non è ancora mai cominciata; chissà, potrebbe essere questa l'occasione per farla partire.

Quest’intervista racconta quanto sia difficile cercare le tracce di persone che se ne sono andate dai loro paesi dintorno Belluno per andare a lavorare nelle fabbriche di Marghera e, come per l’armata di Cambise perduta nel deserto, indirettamente chiede se c’è qualcuno che, leggendo, possa aiutare nella ricerca. (M.G.L.)

Giovanni Colle. La mia idea è nata dal fatto che una volta, nel 1975-76, sono stato invitato ad andare a un’assemblea indetta dai sindacati a Marghera, perché volevano fare il punto della situazione dei tecnici sia nel pubblico che nell’industria privata. Quando sono arrivato là mi son trovato seduto a fianco a delle persone che ho scoperto essere di Belluno e dintorni, i quali lavoravano in queste fabbriche – adesso non ne ricordo neanche più i nomi – e che vedevano in pericolo, se non il posto di lavoro, il loro posto di tecnici che avevano un ruolo negli

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