In linea da: 24/04/2018

Per Ferruccio Vendramini (1933-2018)

di Gigi Corazzol

Nella notte tra il 6 e il 7 aprile, è morto Ferruccio Vendramini. A lui, che negli anni scorsi spesso rispondeva ai nostri auguri nei giorni della Liberazione e del Primo maggio, dedichiamo il nostro buon 25 aprile 2018. Lo ricordiamo riprendendo – con alcune modifiche d’autore – un articolo di Gigi Corazzol già apparso nel numero 113 di “Protagonisti”, la rivista dell’Istituto storico bellunese della resistenza e dell’età contemporanea.

Ferruccio sta sempre studiando qualcosa. Di recente mi è capitato di incontrarlo nei depositi dell’archivio comunale di Belluno, a Marisiga; oppure nella sala di lettura dell’Archivio di Stato. Se invece a casa mia, di norma perché era sceso a Feltre per un’intervista destinata ad arricchire un profilo biografico.

Se gli telefoni sai che dovrai aspettare. Istanti per carità, giusto il tempo che arrivi all’apparecchio. No cordless a portata di mano. Quelle volte che sono passato a trovarlo gli scartafacci li ho visti spalancati quando sul tavolo del salotto, ora su uno, minuscolo, in fianco al letto. Insomma, a casa, Vendramini ha studiato e scritto secondo richiedessero le esigenze familiari. Anche in questi

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In linea da: 18/04/2018

19 aprile 1968 a Valdagno. Cinquant’anni dopo

di Walter Cocco

Ritorniamo a Valdagno grazie al nostro amico Walter Cocco. Il 19 aprile 1968, gli operai della Marzotto entrano in sciopero per protestare contro il nuovo sistema del cottimo che impone ritmi insostenibili e crea le condizioni per nuovi licenziamenti. Di fronte allo schieramento di polizia e carabinieri, cresce la tensione. La sera viene abbattuta la statua di Gaetano Marzotto, il fondatore della fabbrica.

A cinquant’anni da quei fatti, Cocco ha scritto un testo partendo dalle interviste che realizzò una ventina d’anni fa (ovvero a trent’anni dai fatti): un immaginario operaio (trentenne all’epoca dei fatti) ripercorre quanto successo a Valdagno dal 19 aprile 1968 al 23 febbraio 1969 (quando terminò l’occupazione della fabbrica). Il testo verrà interpretato a due voci presso la sala Soster di Palazzo Festari (Valdagno) la sera del 19 aprile 2018 (per scaricare la locandina, cliccare qui). Ne proponiamo qui un breve estratto.

Venerdì 19 aprile ore 7,00

Stamattina, arrivato davanti ai cancelli, c’era già un sacco di carabinieri schierati e alle 7,30 è arrivata anche la polizia. Dicono di esser qui

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In linea da: 17/04/2018

La Resistenza al cinema. Con un brindisi alla Liberazione

di sAm

L’associazione Dalla guerra alla pace Forte Gatta e sAm invitano a un incontro al Forte Mezzacapo (Zelarino-Mestre):

sabato 21 aprile 2018, alle ore 17,30, Elvio Bissoli (storiAmestre) presenta il filmato

Come il cinema ha raccontato la Resistenza. Da Roma città aperta (1945) a L’uomo che verrà (2009)

Scelta delle immagini e commento: Elvio Bissoli, con la collaborazione di Carla Poncina

Ricerche iconografiche: Marco Marcante

Montaggio audio e video: Irene Maria Bissoli e Gianni Marcante

Durata del filmato: circa 80 minuti. Per visualizzare/scaricare la locandina cliccare qui.

Si chiuderà con un brindisi alla Liberazione.

 

In linea da: 17/03/2018

“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni

di Filippo Benfante

18 marzo 1871-18 marzo 2018: per l’anniversario della Comune di Parigi, pubblichiamo un saggio in cui Filippo Benfante ripercorre le vicende della prima traduzione italiana dei Refrattari di “Giulio Vallès, membro della Comune”, promossa dal giornalista e critico letterario della Scapigliatura milanese Felice Cameroni. All’indomani degli eventi di Parigi, Cameroni proponeva di leggere i Réfractaires celebrati da Vallès nel decennio precedente per rompere i canoni tanto estetici quanto politici dell’Italia post-risorgimentale: “bohème, avanguardia del proletariato che soffre ed anela distruggere la schiavitù dei bianchi, ed il vassallaggio del lavoro alla bancocrazia”.

È possibile anche scaricare un pdf del testo, con illustrazioni, cliccando qui.

Introduzione“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni