In linea da: 13/11/2011

L’alluvione, un garage e una vecchia Seicento. Un ricordo del 1966

di Lucio Brunello

Riceviamo e pubblichiamo la prima risposta alla nostra richiesta di ricordi sull’alluvione: il 4 novembre 1966 visto con gli occhi di un bambino, con finale a sorpresa.

Da tempo i miei genitori avevano deciso che nella settimana dal 1° al 4 novembre 1966, mio zio Mario di professione muratore, sarebbe venuto da Visnà di Vazzola, nel trevigiano, a casa nostra. Approfittando delle festività, avrebbe dato una mano ad ampliare il magazzino, che serviva per contenere il carbone per il riscaldamento, in modo da farci entrare la nostra macchina, la Fiat 600: mio papà l’aveva appena verniciata a due colori, fondo azzurro e bordi dei parafanghi bianchi, che davano una linea sportiva, ma più che altro per nascondere le bolle di ruggine che affioravano.

Continua a leggere L’alluvione, un garage e una vecchia Seicento. Un ricordo del 1966

In linea da: 12/11/2011

Come fosse ieri. Elisabetta De Poli ricorda il 4 novembre 1966

di Elisabetta De Poli, a cura di Giannarosa Vivian

Elisabetta “Lisetta” De Poli racconta alla nipote Giannarosa l’alluvione del 4 novembre 1966. All’epoca abitava a Pellestrina, sestiere Zennari, località Capitello. La redazione ribadisce l’invito già lanciato dal Centro di documentazione sulla città contemporanea sin dal 2007: mandateci ricordi, testimonianze, immagini e riflessioni relative agli eventi del 1966 e in generale a alluvioni e "acque alte".

1. Sono passati tanti anni dal 4 novembre del 1966 ma ricordo come fosse ieri, sono cose che non si dimenticano. Il giorno prima era sempre piovuto de longo. Era venuta su l’acqua, ma dopo si era abbassata. Non sembrava peggio del solito, era un’acqua alta come sempre. Per noi era una cosa talmente normale che ormai non ci si spaventava più perché, si sa, l’acqua sei ore cresce e sei ore la cala. Solo che poi è piovuto anche per tutta la notte. Quando ci siamo alzati (la mattina del 4 novembre) nel cortile di casa vicino alla càneva vediamo che c’è una grande pozzanghera. Perfino mio suocero Ménego che aveva sempre abitato in quella casa, ci era nato e era il più vecchio di tutti noi, diceva

Continua a leggere Come fosse ieri. Elisabetta De Poli ricorda il 4 novembre 1966

In linea da: 07/04/2011

Controllare le acque a vista. Un’intervista a Mirco Capo

a cura di Claudio Zanlorenzi, Maria Luciana Granzotto, Maria Giovanna Lazzarin

Claudio Zanlorenzi ha intervistato Mirco Capo, geometra che ha lavorato per oltre trent’anni anni al Consorzio Dese-Sile durante il seminario “Acque alte a Mestre e dintorni” che si è tenuto martedì 16 novembre 2010. Luciana Granzotto e Giovanna Lazzarin hanno incontrato di nuovo il geometra Capo il 5 gennaio 2011. Il testo che segue è una sintesi delle due interviste.

Il geometra Mirco Capo ha lavorato per trentasei anni al Consorzio Dese-Sile, era responsabile della manutenzione, esercizio e tutela del territorio. Gli chiederei intanto com’era organizzato il Consorzio.

Sono “nato” nel Consorzio Dese Superiore nel 1968, il 2 maggio, ho finito il 30 giugno del 2004, trentasei anni abbondanti. Quando sono entrato il Consorzio aveva sede in via Carducci. Allora c’erano due Consorzi di bonifica: il Dese Superiore, da Mestre fino a Resana, a scolo naturale, e il Dese Sile Inferiore che aveva come limite la laguna di Venezia, a sollevamento meccanico. Nel 1980 la Regione ha riunificato i due Consorzi ed è nato il Dese-Sile.

Continua a leggere Controllare le acque a vista. Un’intervista a Mirco Capo

In linea da: 20/03/2011

Acque alte al Turbine

di Chiara Giaggio

Pubblichiamo la lettera in cui Chiara Giaggio racconta l'allagamento della zona in cui vive da venticinque anni, avvenuto il 17 marzo 2011. Pensando a una canzone di Zucchero Fornaciari di circa 25 anni fa, verrebbe da dire "L'Italia è in festa, e io sono giù", nel senso di sempre più sotto acqua. La lettera di Chiara Giaggio è stata pubblicata anche sul blog di ComunistiMogliano, il 19 marzo 2011.

Abito da 25 anni una casa sulla riva del Dese, a Mogliano Veneto, in un borgo detto Il Turbine proprio dalla turbina del mulino, sorto nel 1500 per sfruttare l'energia del salto dell'acqua. Ieri c'è stata una precipitazione di pioggia, abbondante, ma non così da far pensare ad una piena.

Continua a leggere Acque alte al Turbine