In linea da: 08/09/2016

Dalla riva della nostra apprensione. Ricordi del settembre 1943

di Giacomo Debenedetti

Per ricordare l’8 settembre, quest’anno riprendiamo alcuni ricordi di un grande critico letterario. Nel 1946 Giacomo Debenedetti (1901-1967) rievocò il viaggio da Roma verso Cortona fatto in treno, il 13 settembre 1943, insieme alla sua famiglia, in una lettera indirizzata a un altro celebre letterato, Pietro Pancrazi (1893-1952) che quel giorno era sul treno insieme a loro. A Pancrazi i Debenedetti dovettero la salvezza di un rifugio sicuro dalla persecuzione antiebraica fino alla liberazione di Cortona (3 luglio 1944). Ma in settembre, il lieto fine era tutt’altro che scontato: “E io avevo come vergogna di me stesso, come se fossi stato io personalmente, per un colpo di testa, per un errore di calcolo, a trascinare i miei bambini in un’avventura di cui non potevo assicurare l’esito”.

Caro Pancrazi,

nessuno meglio di te è in grado di sapere che cosa abbia rappresentato Cortona, il tuo caro e bellissimo paese, per gente a cui l’8 settembre e i mesi successivi potevano creare difficoltà di vita quasi

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In linea da: 07/09/2015

Una mela contro un carrarmato: l’8 settembre di Gino Canepa. Da un libro di Manlio Calegari

a cura della redazione del sito sAm

In occasione dell’8 settembre 2015, riprendiamo alcuni ricordi di Gino Canepa pubblicati di recente da Manlio Calegari in un libro di cui abbiamo già parlato sul nostro sito. Nel 1943 Canepa aveva circa 22 anni ed era imbarcato sulla nave da guerra Vivaldi, rientrata a Genova, da Napoli, poco prima dell’armistizio. La sera del 7 settembre, Canepa, insieme a un amico, riesce a “piantare tutto”: sin da luglio aveva l’idea di disertare. Per lui la guerra finì lì.

I brani sono tratti rispettivamente: dal capitolo “Muratori, villani, camalli, operai: storia di Gino Canepa raccontata da lui stesso”, frutto del montaggio delle interviste fatte a Canepa da Calegari negli anni Settanta; e dal capitolo “L’eredità”, dove è presentato il piccolo “archivio di famiglia” di Canepa, fatto di lettere e documenti, che Calegari recuperò dopo la morte di Gino, nel 1991. Le note sono di Calegari: dove sono riportati, tra le altre cose, i ricordi relativi all’8 settembre di un altro marinaio imbarcato sulla Vivaldi, Battista Manente.

1. Storia di Gino raccontata da lui stesso

Una mela contro un carrarmato: l’8 settembre di Gino Canepa. Da un libro di Manlio Calegari

In linea da: 24/07/2015

L’estate del 1943 a Vicenza, con una nota sull’aria di una sinfonia. Dai ricordi di Mario Mirri

di Filippo Benfante

Anche in mancanza di anniversari tondi – siamo al 72° – cominciamo a rievocare le giornate del 25 luglio e dell’8 settembre 1943. Le prendiamo un po’ alla larga, grazie ad alcuni ricordi relativi all’estate 1943 a Vicenza, che lo storico Mario Mirri rese pubblici circa trent’anni fa. Mirri, nato nel 1925, dal 1939 viveva a Vicenza con la famiglia, di origine toscana, vi frequentava il liceo e gli ambienti dell’antifascismo azionista e liberalsocialista da cui sarebbe uscita la banda dei “piccoli maestri”: nel romanzo di Luigi Meneghello è “Marietto”, il più giovane di tutti. Questi ricordi sono anche l’occasione per tornare sul canzoniere partigiano che qualche mese fa ci ha accompagnato per gli auguri di buon Primo maggio.

I brani che seguono sono ripresi da un lungo intervento intitolato Fra Vicenza e Pisa: esperienze morali, intellettuali e politiche di giovani negli anni ’40, che Mario Mirri pubblicò nel 1989, come appendice al volume degli atti di un convegno dedicato al Contributo dell’Università di Pisa e della Scuola Normale Superiore alla lotta antifascista ed alla guerra, che si era tenuto a Pisa il 24-25

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In linea da: 16/10/2013

Ritorno sull’8 settembre. Una lettera alla redazione

di Lia Botter

La nostra amica Lia Botter è attenta agli anniversari. Anni fa ci ha scritto in occasione del 25 aprile, oggi ci riporta all’8 settembre: pubblichiamo la sua lettera, ringraziandola a nostra volta per l’interesse con cui ci segue.

Cara redazione, 

volevo ringraziare per le letture offerte anche quest’anno per l’anniversario dell’Otto settembre. Mi è sembrato di ritrovare in tutti i brani l’elogio del coraggio individuale e della solidarietà umana e politica, ma anche un giudizio negativo sulla continuità di apparati statali e di modi di pensare nel nostro paese, che nessun trauma e nessuna tragedia è fin qui riuscita, o riesce, a scalfire. In tutti gli otto settembre della storia italiana, come scrive Bianciardi, emergono alla fin fine sempre due mondi: quello dei colonnelli e quello dei soldati (che assonanza con i contadini e luigini di Carlo Levi, chissà se scrivendo Bianciardi aveva presente L’Orologio). E quel direttore del Reale istituto di studi romani, ricordato da Roberto Battaglia, che aveva abbreviato “Reale” in “R”, che «poteva significare tanto REALE quanto REPUBBLICANO»? sembrerebbe una

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