In linea da: 23/09/2017

L’8 settembre, la Resistenza a Mestre e un banjo. I ricordi di un figlio

di Daniele Zuccato

Presentiamo il testo dell’intervento che Daniele Zuccato ha tenuto qualche anno fa alla seconda festa di storiAmestre. Un banjo conservato in casa testimonia un’amicizia nata in tempo di guerra durante le vicende della Resistenza a Mestre. Il testo è stato rivisto per l’occasione. Le foto sono dell’autore.

Un banjo che conservo a casa mi ricorda una storia che si è svolta nel triste periodo della seconda guerra mondiale e in particolare in quel difficile momento che va dall’8 settembre 1943 fino alla conclusione del conflitto.

      

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In linea da: 07/09/2017

8 settembre 1943: ricordi e sogni

di Giorgio Bassani, a cura di Filippo Benfante

In occasione dell’8 settembre riprendiamo due scritti poco noti di Giorgio Bassani: un ricordo dell’8 settembre 1943 a Firenze, scritto nel 1945; il racconto di un sogno angoscioso fatto una notte del 1950.

L’occasione per fare una rivista o per resistere?

Nel 1945, Giorgio Bassani rievocò il suo 8 settembre 1943 in poche pagine dattiloscritte rimaste inedite fino a pochi anni fa. Quel giorno si trovava a Firenze, dove era giunto poche settimane prima. Il 26 luglio era stato scarcerato dalla prigione di Ferrara dove si trovava detenuto dal maggio precedente per la sua attività antifascista. Il 4 agosto aveva sposato a Bologna Valeria Sinigallia e quindi insieme si erano stabiliti a Firenze.

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In linea da: 08/09/2016

Dalla riva della nostra apprensione. Ricordi del settembre 1943

di Giacomo Debenedetti

Per ricordare l’8 settembre, quest’anno riprendiamo alcuni ricordi di un grande critico letterario. Nel 1946 Giacomo Debenedetti (1901-1967) rievocò il viaggio da Roma verso Cortona fatto in treno, il 13 settembre 1943, insieme alla sua famiglia, in una lettera indirizzata a un altro celebre letterato, Pietro Pancrazi (1893-1952) che quel giorno era sul treno insieme a loro. A Pancrazi i Debenedetti dovettero la salvezza di un rifugio sicuro dalla persecuzione antiebraica fino alla liberazione di Cortona (3 luglio 1944). Ma in settembre, il lieto fine era tutt’altro che scontato: “E io avevo come vergogna di me stesso, come se fossi stato io personalmente, per un colpo di testa, per un errore di calcolo, a trascinare i miei bambini in un’avventura di cui non potevo assicurare l’esito”.

Caro Pancrazi,

nessuno meglio di te è in grado di sapere che cosa abbia rappresentato Cortona, il tuo caro e bellissimo paese, per gente a cui l’8 settembre e i mesi successivi potevano creare difficoltà di vita quasi insormontabili.

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In linea da: 07/09/2015

Una mela contro un carrarmato: l’8 settembre di Gino Canepa. Da un libro di Manlio Calegari

a cura della redazione del sito sAm

In occasione dell’8 settembre 2015, riprendiamo alcuni ricordi di Gino Canepa pubblicati di recente da Manlio Calegari in un libro di cui abbiamo già parlato sul nostro sito. Nel 1943 Canepa aveva circa 22 anni ed era imbarcato sulla nave da guerra Vivaldi, rientrata a Genova, da Napoli, poco prima dell’armistizio. La sera del 7 settembre, Canepa, insieme a un amico, riesce a “piantare tutto”: sin da luglio aveva l’idea di disertare. Per lui la guerra finì lì.

I brani sono tratti rispettivamente: dal capitolo “Muratori, villani, camalli, operai: storia di Gino Canepa raccontata da lui stesso”, frutto del montaggio delle interviste fatte a Canepa da Calegari negli anni Settanta; e dal capitolo “L’eredità”, dove è presentato il piccolo “archivio di famiglia” di Canepa, fatto di lettere e documenti, che Calegari recuperò dopo la morte di Gino, nel 1991. Le note sono di Calegari: dove sono riportati, tra le altre cose, i ricordi relativi all’8 settembre di un altro marinaio imbarcato sulla Vivaldi, Battista Manente.

1. Storia di Gino raccontata da lui stesso

Una mela contro un carrarmato: l’8 settembre di Gino Canepa. Da un libro di Manlio Calegari