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	<description>associazione per la storia di Mestre e del territorio</description>
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		<title>Scatola da cucito (anni Novanta)</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 11:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mirella Vedovetto]]></category>
		<category><![CDATA[Oggetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://storiamestre.it/immagini/mvcucito.jpg"><img src="http://storiamestre.it/immagini/mvcucito.jpg" alt="" width="500" height="362" /></a></p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Scatola in latta per caramelle, poi usata da mia mamma per contenere strumenti per il cucito. Prima mia mamma ne aveva un’altra tonda, sempre di latta, di colore verde con un disegno di fiori sul coperchio, che in origine doveva essere stata una scatola di biscotti. Un giorno decise di trasferire il contenuto da quella prima scatola a questa (occupava meno spazio, era più nuova).</p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span id="more-2842"></span></p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La prima scatola doveva risalire agli anni Settanta e ha girato per casa per tanti anni, non so dire di preciso quando sia stata sostituita con questa, ma più o meno a fine anni Novanta. All&#8217;interno si possono trovare fili di vari colori, girati intorno alle spolette fatte per essere utilizzate anche con la macchina da cucire, aghi di diverse misure, spilli, ditali, filo da imbastire, forbici (anche queste cambiate negli anni), gessetto e tutto ciò che serve per rammendare o per fare veri e propri lavori di cucito.</p> <p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Ho conservato questa scatola perché era parte della quotidianità di mia mamma. Era sempre presente in cucina, girava da un ripiano all&#8217;altro (dalla macchina da cucire, alla credenza, al tavolo). Era sempre pronta all&#8217;uso, sia per riparare un buco sui calzini o attaccare un bottone, sia per disegnare, imbastire e tagliare abiti femminili (camicie, pantaloni, giacche). Mia mamma aveva lavorato, da ragazza, in casa da una sarta ma a quel tempo si occupava solo di lavori minori – e noiosi a suo dire. Quando smise, dopo essersi sposata e aver avuto la prima figlia, imparò a fare vestiti per le mie sorelle e per me (da quando eravamo bambine fino a quando ci è riuscita; ho ancora <p><i>Continua a leggere <a href="http://storiamestre.it/2012/05/scatoledacucito/">Scatola da cucito (anni Novanta)</a></i></p>]]></description>
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		<title>Camminare. Pagine da un Quaderno di sAm</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 19:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matteo Melchiorre]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderni]]></category>
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		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><strong>di Matteo Melchiorre</strong></p> <p style="text-align: justify; "><em>Fra qualche giorno, sar&#224; Matteo Melchiorre inaugurare la nuova iniziativa di storiAmestre: <a href="http://storiamestre.it/2012/04/spuntinistorici/" target="_blank">&#8220;Spunti-ni&#8221; storici</a>. In vista di questo incontro che, lo ricordiamo avr&#224; luogo il 10 maggio, alle 17,30 presso la sede del Centro di documentazione sulla citt&#224; contemporanea, riprendiamo sul sito un altro intervento di Melchiorre, pubblicato nel Quaderno numero 4, </em><a href="http://storiamestre.it/2006/06/4-andare-a-vedere/" target="_blank">Andare a vedere</a><em>, dedicato all&#8217;inchiesta, al reportage e al resoconto.</em></p> <p style="text-align: justify; ">Qui il tema [&#8230;] &#232; il camminare come metodo, o pretesto, d&#8217;inchiesta. Il che si regge sull&#8217;assioma secondo il quale, camminando, si pu&#242; fare inchiesta: osservare, ascoltare, decifrare segni, notare cambiamenti, incontrare persone, praticare tagli nelle vedute. Ci&#242; comporta un elogio del camminare, che indubbiamente va fatto.&#160;</p> <p style="text-align: justify; "><span id="more-2794"></span></p> <p style="text-align: justify; ">Prima di questo elogio, per&#242;, vorrei sgombrare il campo da altri elogi del camminare. C&#8217;&#232; troppo rischio che anche il mio finisca con l&#8217;essere tendenza e moda. Si sono formati infatti molti luoghi comuni sul camminare che sono diventati anche pratiche di massa o filosofie ruspanti. Alcune categorie: <em>shopping</em>, <em>trekking</em>, <em>footing</em>, <em>walking</em>, camminare sul <em>tapis-roulant</em>, <em>street zen</em>, camminare con la tazza di latte appena munto nelle adiacenze di un agriturismo immerso nel verde (e dunque <em>slow food</em>, eccetera); modi di camminare impostati e regolamentati: camminare delle modelle; camminare di chi si riconosce in un gruppo (il punk, il giocatore di calcio, l&#8217;hip-hop); camminare come rifiuto: della societ&#224; moderna, della velocit&#224;, del traffico, dell&#8217;urbanesimo.&#160;</p> <p style="text-align: justify; ">Ci sono, tuttavia, fuori da questi luoghi comuni, anche gli osservatori camminanti di professione. Sono coloro che partono e camminano per osservare, per annotare, per registrare. Ad esempio l&#8217;inchiesta in tv: il giornalista discende tra le genti e, mezzo microfono e telecamera, d&#224; vita alle esistenze inesistenti. Il giornalista cammina; ma, dietro di lui, <p><i>Continua a leggere <a href="http://storiamestre.it/2012/05/camminare/">Camminare. Pagine da un Quaderno di sAm</a></i></p>]]></description>
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		<title>Primo Maggio dai due lati della barricata</title>
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		<pubDate>Tue, 01 May 2012 06:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La città invisibile]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Di Paola]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<category><![CDATA[Primo Maggio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>di Pietro Di Paola</strong></p> <p style="text-align: justify; "><em>Il nostro amico e corrispondente da Londra Pietro Di Paola asseconda la nostra passione per le origini del Primo maggio, quegli anni in cui si invent&#242; una festa di cui si sentiva il bisogno, sfidando ostilit&#224;, incomprensione e repressione. &#8220;Vi mando un Primo maggio del 1895 raccontato da due punti di vista diversi&#8221;, ci ha scritto, allegando un ricordo di Pietro Gori (scritto nel 1907) e una cronaca contemporanea del quotidiano londinese &#8220;Morning Post&#8221;.</em></p> <p style="text-align: justify; "><strong>1.</strong> Come mostrano alcuni dei brani di Marco Fincardi che avete pubblicato, le cronache del Primo maggio variano secondo il punto di vista degli osservatori, partecipi o ostili. Ne sono un buon esempio anche due resoconti del Primo maggio 1895 a Londra: da un lato un ricordo di uno dei pi&#249; celebri anarchici italiani, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XauxzhwVkQY" target="_blank">Pietro Gori (1865-1911)</a>, autore di alcuni canti ancora notissimi, come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=oGILiinxC-I" target="_blank"><em>Addio Lugano bella</em></a> o <a href="http://www.youtube.com/watch?v=JL3_7sDDr-Q" target="_blank"><em>Gli stornelli d&#8217;esilio</em></a> o l&#8217;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=WZt_2DgB8YU" target="_blank"><em>Inno del primo maggio</em></a> sull&#8217;aria del <em>Va&#8217; pensiero</em> di Verdi; dall&#8217;altro la cronaca della stessa manifestazione pubblicata il 2 maggio dal quotidiano londinese &#8220;Morning Post&#8221;.</p> <p style="text-align: justify; "><span id="more-2749"></span><strong>2.</strong> Il &#8220;Morning Post&#8221; comincia la sua cronaca in modo subito ironico e provocatorio: i &#8220;Friends of Labour&#8221; invitati a partecipare alla manifestazione evidentemente avevano una &#8220;poor opinion of their duty&#8221;. Per prima cosa il cronista conta i partecipanti (per dimostrare che non erano poi cos&#236; tanti): all&#8217;inizio il corteo non superava le millecinquecento persone, bench&#233; il tempo sembrasse favorevole. Molte bandiere, due bande &#8211; l&#8217;aria favorita quella della Marsigliese &#8211;, ma in effetti, secondo il cronista, pochi uomini adulti britannici (per lo pi&#249; giovani e stranieri &#8211; i discorsi che si sentivano erano in francese, tedesco, yiddish) e in generale poco entusiasmo.&#160;</p> <p style="text-align: justify; ">Il <p><i>Continua a leggere <a href="http://storiamestre.it/2012/05/primomaggiolondra/">Primo Maggio dai due lati della barricata</a></i></p>]]></description>
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		<title>Segnali di festa. Primo maggio reggiano e internazionalista</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 17:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La città invisibile]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Fincardi]]></category>
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		<category><![CDATA[storiografia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: georgia,serif;"><strong>di Marco Fincardi</strong></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: georgia,serif;"><em>Per festeggiare il Primo maggio 2012, presentiamo su gentile concessione dell&#8217;autore alcuni brani di due capitoli del bel libro del nostro amico Marco Fincardi: </em>Primo maggio reggiano. Il formarsi della tradizione rossa emiliana<em>, introduzione di Cesare Bermani, Edizioni delle Camere del Lavoro di Reggio e Guastalla, Reggio Emilia 1990 (2 volumi). L&#8217;anno di uscita non deve essere stato casuale: a cento anni dal primo Primo maggio, festeggiato (e combattuto) nel 1890. </em></span></span><em style="font-family: georgia, serif; font-size: 16px;">Il libro ci rimanda alle origini di una lunga tradizione, osservata in un luogo specifico: ricostruisce i modi, le canzoni e i riti con cui gli individui &#171;si fecero sentire&#187; nel Reggiano &#8211; ma all&#8217;interno di una dimensione nazionale e internazionale &#8211; fin dal Primo Maggio del 1890, lasciando in eredit&#224; un repertorio di simboli e di modalit&#224; espressive.</em></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-family: georgia,serif;"><em>I capitoli che presentiamo sono l&#8217;ottavo, sulla colonna sonora del maggio reggiano, e il tredicesimo, sui significati e le simbologie che si concentrano sulla data e sulle modalit&#224; di svolgimento della festa.</em></span></span></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><strong style="font-family: georgia, serif; font-size: 16px;"><em>Inno fuorilegge</em></strong></p> <p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: georgia, serif; font-size: 16px; text-align: justify;">Dalla rivoluzione del 1859, la creativit&#224; musicale aveva ricevuto un enorme stimolo dalla necessit&#224; di produrre un nuovo repertorio politico: marce, inni, arie patriottiche. Gli anni sessanta dell&#8217;ottocento rappresentano un periodo di eccezionale vitalit&#224; per i corpi filarmonici dei paesi padani. Particolarmente popolare era stato l&#8217;</span><em style="font-family: georgia, serif; font-size: 16px;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eYWxc_AxA7o" target="_blank">Inno di Garibaldi</a>.</em><em> <span id="more-2723"></span></em><span style="font-family: georgia, serif; font-size: 16px; text-align: justify;">Veniva eseguito in tutte le dimostrazioni democratiche e nelle adunanze festive delle Societ&#224; operaie; la sua mancata esecuzione da parte della banda cittadina, per divieti dell&#8217;autorit&#224;, nel corso di <p><i>Continua a leggere <a href="http://storiamestre.it/2012/04/primomaggioreggio/">Segnali di festa. Primo maggio reggiano e internazionalista</a></i></p>]]></description>
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		<title>Spunti-ni storici. Nuova iniziativa di sAm, dal 10 maggio 2012</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 18:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[sAm]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><strong>di sAm</strong></p> <p style="text-align: justify; ">L&#8217;associazione storiAmestre propone &#8211; a partire dal 10 maggio 2012 &#8211; una nuova serie di incontri, battezzati &#8220;Spunti-ni storici&#8221;. L&#8217;idea &#232; quella di discutere e riflettere su temi storici a partire da ricerche in corso, ovvero esperienze di lavoro in archivi e in biblioteche e &#8220;sul campo&#8221;, letture recenti, dibattiti storiografici.</p> <p style="text-align: justify; ">L&#8217;iniziativa &#232; stata pensata in primo luogo per i soci: il primo invito a intervenire &#232; stato diffuso tra alcuni dei tanti storici e storiche presenti nell&#8217;associazione; e il pubblico a cui pensiamo &#232; quello dei soci e delle socie. Ma naturalmente gli incontri &#8211; che si terranno presso il Centro di documentazione della citt&#224; contemporanea &#8211; sono aperti a tutte le persone interessate.&#160;</p> <p style="text-align: center; "><a href="http://storiamestre.it//immagini/spuntini.JPG"><img alt="" height="200" src="http://storiamestre.it//immagini/spuntini.JPG" width="200" /> </a></p> <p style="text-align: justify; ">Il titolo suggerisce il clima: amichevole e conviviale, tutti gli incontri si concluderanno con un piccolo rinfresco. Qui di seguito il programma completo e altre informazioni pratiche.</p> <p style="text-align: justify; "><span id="more-2700"></span></p> <p style="text-align: center; "><span style="font-size:14px;"><strong>Gioved&#236; 10 maggio</strong> </span></p> <p style="text-align: center; "><strong>Matteo Melchiorre </strong></p> <p style="text-align: center; "><em><span style="text-align: justify; ">Quando uno storico va in cantiere (e, non contento, vaneggia)</span></em></p> <p style="text-align: center; ">&#160;</p> <p style="text-align: center; "><span style="font-size:14px;"><strong><span style="text-align: justify; ">Gioved&#236; 24 maggio</span></strong></span></p> <p style="text-align: center; "><strong><span style="text-align: justify; ">Lucio Sponza</span> </strong></p> <p style="text-align: center; "><em>Su un diario scolastico. Venezia 1924-25 e 1925-26</em></p> <p style="text-align: center; "><strong><span style="font-size:14px;">Gioved&#236; 7 giugno </span></strong></p> <p style="text-align: center; "><strong>Laura Cerasi</strong></p> <p style="text-align: center; "><span style="text-align: justify; ">Il Novecento del lavoro: letture e rappresentazioni</span></p> <p><em>Tutti gli incontri</em> si terranno <strong>dalle 17,30 alle 19,30</strong>,</p> <p>presso il <strong>Centro di documentazione sulla citt&#224; contemporanea</strong>,&#160;via&#160;&#160;Tiepolo 19,&#160;Zelarino ( Venezia).</p> <p>Si arriva anche in bicicletta (seguendo la pista ciclabile della via Castellana) o con i mezzi pubblici: linee bus 20, 21, <p><i>Continua a leggere <a href="http://storiamestre.it/2012/04/spuntinistorici/">Spunti-ni storici. Nuova iniziativa di sAm, dal 10 maggio 2012</a></i></p>]]></description>
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		<title>Buon 25 aprile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 21:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>filippo</dc:creator>
				<category><![CDATA[La città invisibile]]></category>
		<category><![CDATA[sAm]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[comunicato]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><strong>di sAm</strong></p> <p style="text-align: justify; ">L&#39;associazione storiAmestre festeggia il 25 aprile come data importante, fondativa&#160;della democrazia, della libert&#224; e della pace nel nostro paese. Sentiamo vicini coloro che, in un momento cos&#236; drammatico e difficile, scelsero di resistere e di lottare in molti modi contro il nazi-fascismo.</p> <p style="text-align: justify; ">La Resistenza &#232; nata dal rifiuto di obbedire, dalla non collaborazione&#160;alle autorit&#224; &#8211; in Italia e nei campi di prigionia &#8211;, dalla diserzione,&#160;dalla renitenza alla leva, e dalla scelta di aiutare renitenti, ebrei, perseguitati, disertori, prigionieri in fuga e partigiani. Commemorare significa riaffermare sentimenti umani, valori di libert&#224; e speranza per un mondo migliore: tutto quello che ha contraddistinto la Resistenza, nei diversi modi in cui si &#232; espressa. Per gli uomini e le donne che vi aderirono, Resistenza significava reagire contro l&#8217;arroganza e le scelte tragicamente sbagliate delle classi dirigenti e assumersi la responsabilit&#224; di prendere in mano il futuro, pensando che il mondo pu&#242; essere cambiato.</p> <p style="text-align: center; "><iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/PJlAVidYtlM?rel=0" width="420"></iframe></p> ]]></description>
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