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	<title>Commenti per storiAmestre</title>
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	<description>associazione per la storia di Mestre e del territorio</description>
	<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 21:09:57 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su A piedi di claudio pedron</title>
		<link>http://storiamestre.it/2012/02/apiedi/comment-page-1/#comment-332</link>
		<dc:creator>claudio pedron</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 21:47:30 +0000</pubDate>
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		<description>Anch'io sto usando il contapassi di mio figlio. Anch'io vado al lavoro a piedi. Non sempre e non per tutto il percorso che è troppo lungo(devo attraversare tutta Firenze). Alla fine faccio 13000 passi e almeno 1300 pensieri. A volte ascolto la musica e odio le auto. A volte odio la musica e ascolto le auto. Immagino molto e osservo molto. A ogni passo il corpo sussulta felice. Non prendo appunti, se non mentali. Ma faccio spesso delle foto e le uso in un blog. In un bosco sarebbe molto meglio. Ma ogni giorno vedo cose nuove anche sulla stessa strada. Se non cambia il paesaggio, sono cambiato io.  Domani avrò uno sguardo diverso per le cose, per un giorno lo sguardo di Mirella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io sto usando il contapassi di mio figlio. Anch&#8217;io vado al lavoro a piedi. Non sempre e non per tutto il percorso che è troppo lungo(devo attraversare tutta Firenze). Alla fine faccio 13000 passi e almeno 1300 pensieri. A volte ascolto la musica e odio le auto. A volte odio la musica e ascolto le auto. Immagino molto e osservo molto. A ogni passo il corpo sussulta felice. Non prendo appunti, se non mentali. Ma faccio spesso delle foto e le uso in un blog. In un bosco sarebbe molto meglio. Ma ogni giorno vedo cose nuove anche sulla stessa strada. Se non cambia il paesaggio, sono cambiato io.  Domani avrò uno sguardo diverso per le cose, per un giorno lo sguardo di Mirella.</p>
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		<title>Commenti su A piedi di vitaliano freguglia</title>
		<link>http://storiamestre.it/2012/02/apiedi/comment-page-1/#comment-331</link>
		<dc:creator>vitaliano freguglia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:24:26 +0000</pubDate>
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		<description>Ho accompagnato Mirella metro per metro. Mi verrebbe da formulare una specie di legge relativa ai rapporti che esistono tra la velocità a cui si viaggia e il grado di percezione della demenza dell'edificato (case strade). Più veloci si va più alta è la possibilità di considerare conforme a ragione quel che ci contorna (e ci affanna). Meditare camminando, concentrarsi sul respiro, sentire il peso del corpo che si sposta dalla pianta al tallone, tutte buone pratiche, mi si dice, per decentrarsi, per rompere il flusso dei cattivi pensieri. Ho letto da qualche parte questo ed altri consigli. Non mi ricordo bene se è stato in un libro che ho incontrato da poco o in qualche filosofo che sono andato coscritto una quarantina d'anni fa. Morale. Il pezzo di mirella non solo è scritto benissimo. Proprio perché è scritto benissimo per mio conto vale anche come consiglio pratico per dissentire in autonomia. Chiamare per nome l'irragionevole dopo essersi data la pazienza di guardarlo e riguardarlo, giorno, dopo, giorno, da cima a fondo. E farlo a bassa voce. Ciò che si rivela non ammette un volume più alto del mormorio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho accompagnato Mirella metro per metro. Mi verrebbe da formulare una specie di legge relativa ai rapporti che esistono tra la velocità a cui si viaggia e il grado di percezione della demenza dell&#8217;edificato (case strade). Più veloci si va più alta è la possibilità di considerare conforme a ragione quel che ci contorna (e ci affanna). Meditare camminando, concentrarsi sul respiro, sentire il peso del corpo che si sposta dalla pianta al tallone, tutte buone pratiche, mi si dice, per decentrarsi, per rompere il flusso dei cattivi pensieri. Ho letto da qualche parte questo ed altri consigli. Non mi ricordo bene se è stato in un libro che ho incontrato da poco o in qualche filosofo che sono andato coscritto una quarantina d&#8217;anni fa. Morale. Il pezzo di mirella non solo è scritto benissimo. Proprio perché è scritto benissimo per mio conto vale anche come consiglio pratico per dissentire in autonomia. Chiamare per nome l&#8217;irragionevole dopo essersi data la pazienza di guardarlo e riguardarlo, giorno, dopo, giorno, da cima a fondo. E farlo a bassa voce. Ciò che si rivela non ammette un volume più alto del mormorio.</p>
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		<title>Commenti su A piedi di Enrico</title>
		<link>http://storiamestre.it/2012/02/apiedi/comment-page-1/#comment-330</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:55:52 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Mirella per dimostrarci come si può raccontare la quotidianità. Sul numero di chiusura d'anno dell'Internazionale (2011) si ricordava che la quotidianità e la monotonia di alcune giornate sono al pari degli eventi eccezionali, altrettanto sorprendenti, solamente troviamo difficile raccontarle, perché siamo abituati a credere che la realtà merita di essere raccontata solo quando assomiglia a un romanzo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Mirella per dimostrarci come si può raccontare la quotidianità. Sul numero di chiusura d&#8217;anno dell&#8217;Internazionale (2011) si ricordava che la quotidianità e la monotonia di alcune giornate sono al pari degli eventi eccezionali, altrettanto sorprendenti, solamente troviamo difficile raccontarle, perché siamo abituati a credere che la realtà merita di essere raccontata solo quando assomiglia a un romanzo.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Protesta e sopravvivi. Un incontro a Marghera di m.</title>
		<link>http://storiamestre.it/2011/05/protestaesopravvivi/comment-page-1/#comment-327</link>
		<dc:creator>m.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:25:00 +0000</pubDate>
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		<description>Andrò fuori tema di sicuro, ma lascio comunque questo commento. Sono infatti pensieri suggeriti da questo intervento. Non ho vissuto esperienze simili a quelle del Presidio No Dal Molin, ma oggi mi sono ritrovata a leggere queste riflessioni e mi hanno fatto pensare a quello che sto vivendo al lavoro, con i colleghi, e a come mi sento quando sempre più spesso amici e parenti mi parlano della loro situazione lavorativa (o non lavorativa) precaria e dove i diritti della persona sembrano non valere più. Ci unisce solidarietà, comprensione, mutuo aiuto, sopravvivenza e un sentimento di ingiustizia. 
Minacce più o meno velate, straordinari passati come obbligatori, il senso di competizione e di sconfitta personale, un contratto a tempo determinato o a progetto e soprattutto il timore di ritorsioni con conseguente perdita del lavoro, non ci permette di esprimere questo malessere comune in maniera pubblica e molti non ne sentono nemmeno il bisogno.
Ed è questo uno degli aspetti che ammiro di più nei presidi e nei comitati elencati: aver reso pubblico un sentimento che rischiava di essere vissuto come ingiustizia privata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrò fuori tema di sicuro, ma lascio comunque questo commento. Sono infatti pensieri suggeriti da questo intervento. Non ho vissuto esperienze simili a quelle del Presidio No Dal Molin, ma oggi mi sono ritrovata a leggere queste riflessioni e mi hanno fatto pensare a quello che sto vivendo al lavoro, con i colleghi, e a come mi sento quando sempre più spesso amici e parenti mi parlano della loro situazione lavorativa (o non lavorativa) precaria e dove i diritti della persona sembrano non valere più. Ci unisce solidarietà, comprensione, mutuo aiuto, sopravvivenza e un sentimento di ingiustizia.<br />
Minacce più o meno velate, straordinari passati come obbligatori, il senso di competizione e di sconfitta personale, un contratto a tempo determinato o a progetto e soprattutto il timore di ritorsioni con conseguente perdita del lavoro, non ci permette di esprimere questo malessere comune in maniera pubblica e molti non ne sentono nemmeno il bisogno.<br />
Ed è questo uno degli aspetti che ammiro di più nei presidi e nei comitati elencati: aver reso pubblico un sentimento che rischiava di essere vissuto come ingiustizia privata.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Acquerelli. 21 gennaio 2012 di Enrico</title>
		<link>http://storiamestre.it/2012/01/acquarelli/comment-page-1/#comment-324</link>
		<dc:creator>Enrico</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 18:33:32 +0000</pubDate>
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		<description>bellissimi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bellissimi!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Un feltrino a Venezia di alessandro voltolina</title>
		<link>http://storiamestre.it/2012/01/feltrinoavenezia/comment-page-1/#comment-322</link>
		<dc:creator>alessandro voltolina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 15:17:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://storiamestre.it/?p=1826#comment-322</guid>
		<description>Finalmente siamo usciti dai PAT! Grazie Matteo Melchiorre e grazie a chi ha pensato in questa settimana di mettere nel sito il tema del 27 gennaio. Capisco che le celebrazioni siano  viste talvolta con sospetto, ma temo di più l'oblio. Ieri a radio tre ho sentito una bella intervista a Santino Spinelli che parlava del suo ultimo libro. Ha detto che il giorno della memoria ha raggiunto ormai tratti grotteschi di spettacolarità. Ha probabilmente ragione, bisognerebbe stare di più sotto traccia e mi pare che il lavoro di Matteo appartenga proprio a questa atmosfera. grazie dunque a Matteo e grazie per la segnalazione. con stima Alessandro Voltolina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente siamo usciti dai PAT! Grazie Matteo Melchiorre e grazie a chi ha pensato in questa settimana di mettere nel sito il tema del 27 gennaio. Capisco che le celebrazioni siano  viste talvolta con sospetto, ma temo di più l&#8217;oblio. Ieri a radio tre ho sentito una bella intervista a Santino Spinelli che parlava del suo ultimo libro. Ha detto che il giorno della memoria ha raggiunto ormai tratti grotteschi di spettacolarità. Ha probabilmente ragione, bisognerebbe stare di più sotto traccia e mi pare che il lavoro di Matteo appartenga proprio a questa atmosfera. grazie dunque a Matteo e grazie per la segnalazione. con stima Alessandro Voltolina</p>
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