In linea da: 05/01/2012

Brandelli d’Italia. A proposito del Piano di assetto del territorio del Comune di Venezia

Interventi del gruppo di ricerca “Acque alte a Mestre e dintorni” e di Pino Sartori

Sotto un titolo preso in prestito da Antonio Cederna, pubblichiamo una rielaborazione dell’intervento che Pino Sartori, membro delle associazioni la Salsola e Terra Antica, ha tenuto nell’ambito dei seminari “Acque alte a Mestre e dintorni” il 14 dicembre 2010. L’intervento è preceduto da un’introduzione dei curatori del seminario, che spiega a che punto è arrivato il Piano di assetto del territorio (Pat) del Comune di Venezia. In fondo, un post-scriptum illustra gli ultimi sviluppi della situazione.

Introduzione, di Laboratorio “Acque alte…”

Il tema del seminario Evitare futuri allagamenti (ciclo “Acque alte a Mestre e dintorni”, 14 dicembre 2010) era quello dei rischi idraulici legati ai nuovi progetti di edificazione presenti nella proposta di Piano di assetto del territorio (Pat), cioè quel nuovo piano regolatore che tutti i Comuni del Veneto devono darsi in base a una legge regionale del 2004.

La definizione del Pat del Comune di Venezia che “delinea le grandi scelte sul territorio e le strategie per lo sviluppo sostenibile; individua le principali funzioni delle diverse parti del territorio comunale e le aree da conservare e valorizzare per il loro valore ambientale, paesaggistico e storico-architettonico”, è ancora in corso e se ne sta tuttora (fine 2011) discutendo in consiglio comunale. Tra i punti più delicati c’è la questione del progetto denominato “Quadrante di Tessera”.

Il Pat di Venezia (consultato nella versione provvisoria che abbiamo ricevuto dal consigliere comunale Domenico Ticozzi) dichiara come linee guida dello sviluppo territoriale i seguenti criteri: “scala metropolitana, sviluppo senza consumo di suolo, dotazione infrastrutturale”; tuttavia prevede a Tessera un’“Area attrezzature economiche varie” di 376.000 metri quadri e un’“Area sportiva e

Continua a leggere Brandelli d’Italia. A proposito del Piano di assetto del territorio del Comune di Venezia

In linea da: 07/12/2011

I bambini in casa, gli uomini fuori. Il 4 novembre 1966 a Mestre

di Lucia Gianolla

Proseguiamo la pubblicazione di testimonianze sul 4 novembre 1966. Al suo breve ricordo, Lucia Gianolla allega tre foto scattate nei giorni dell’alluvione al bar da Mansueto, che ora non esiste più; le foto provengono dalla collezione di Antonio Bertato.

Cari amici di storiAmestre,

non ho molti ricordi del 1966, perché ero piccola. Avevo dieci anni e nel caseggiato di quattro appartamenti, dove abitavo e abito ancora, eravamo in sette bambini dai sei ai dodici anni, cinque femmine e due maschi. (Tra l’altro, oggi non ce n’è neanche uno.) C’erano anche altri fratelli, ma non più in età da giocare. Nello spazio che serviva da portabiciclette per tutto il condominio, avevamo creato una sala giochi come si direbbe oggi. Noi lo chiamavamo il nostro “salottino”. Quel mattino ci siamo svegliati ma non siamo andati a scuola perché le strade non erano praticabili e l’acqua ci sarebbe entrata dagli stivali. Dalla parte della corte era tutto allagato. Dalla parte del garage si poteva uscire, ma via Vespucci, che costeggia l’Osellino, era allagata e l’acqua continuava a crescere. Solo gli adulti potevano recarsi fino là a vedere: a noi non era permesso perché troppo pericoloso. I genitori, più che altro i papà, tornavano a casa sconsolati e dicevano che non restava altro che pregare.

Allora noi bambini/ragazzini abbiamo raccolto tutti i santini, che all’epoca si trovavano in abbondanza nelle case, e li abbiamo appesi alle pareti del nostro salottino. Così, fiduciosi, abbiamo trascorso quei tre giorni giocando e pregando. Quando ha smesso di piovere fu un sollievo e una gioia vedere l’acqua ritirarsi.

Ecco, tutto qui. Però, a queste poche righe, aggiungo tre foto che ho ricevuto da Antonio Bertato. Ritraggono il bar “da Mansueto” in quei giorni, e

Continua a leggere I bambini in casa, gli uomini fuori. Il 4 novembre 1966 a Mestre

In linea da: 02/12/2011

Immagini e parole per raccontare: “Zelarino Novecento”

di Claudio Pasqual

Il 28 ottobre 2011 si è tenuta, presso la sala consiliare della Municipalità di Chirignago Zelarino, la presentazione del libro di Giuliano Codato, Zelarino Novecento. Percorsi di storia e di vita tra campagna e città, Quaderni del Centro di documentazione sulla città contemporanea, Zelarino 2011 (collana “Obiettivo Novecento”). Pubblichiamo qui l’intervento di Claudio Pasqual. Tutte le foto sono tratte dal libro citato.

1. Quando al Centro di documentazione sulla città contemporanea, del quale sono responsabile a nome di storiAmestre, è stato proposto per la pubblicazione, tramite i buoni uffici di Claudio Zanlorenzi, il lavoro di Giuliano Codato su Zelarino nel secolo scorso, subito mi è tornato in mente un dettaglio: “ma scusa, Claudio, non ne avevi già scritto uno tu?”. Me lo ricordavo, quel libro uscito nel 2001 sempre per la nostra associazione, Un comune del distretto di Mestre. Storie di Zelarino e Trivignano dall’Unità alla Grande Guerra. Non sarebbe risultata sovrabbondante, una tale letteratura su un luogo così piccolo e tutto sommato periferico come il nostro?

Cartolina con il municipio di Zelarino, primi del Novecento

Mi è stato fatto notare che la cronologia non coincideva, e che uno poteva essere anche considerato la continuazione dell’altro: Zanlorenzi fino alla Grande Guerra, Codato il Novecento. E poi erano diversi il taglio, l’impostazione: il primo una monografia storica, il lavoro di uno storico; il secondo una ricostruzione tra storia e memoria, ma con l’apporto fondamentale di un punto di vista antropologico, sensibile agli aspetti e alle componenti culturali della collettività sociale. Così, dopo averlo letto e avendone apprezzato la qualità, Zelarino Novecento. Percorsi di storia e di vita tra campagna e città volentieri è

Continua a leggere Immagini e parole per raccontare: “Zelarino Novecento”

In linea da: 24/11/2011

Quel giorno era festa. Un ricordo del 4 novembre 1966

di Francesco Zane, a cura di Giannarosa Vivian

Domenica 20 novembre 2011 Giannarosa Vivian ha incontrato Francesco Zane a Mirano, e ha raccolto il suo ricordo dell’alluvione. Zane abitava, e abita tuttora, a Venezia. Le tre foto che illustrano il testo sono state scattate da Zane in quegli stessi giorni subito dopo l’alluvione.

1. Il 4 novembre del 1966 era festa nazionale. Quel giorno sarei dovuto andare al collegio navale “Morosini” a una manifestazione per l’anniversario della vittoria della prima guerra mondiale. Nel 1966 frequentavo la seconda magistrale all’istituto “Niccolò Tommaseo”, a Venezia, nella zona che si trova tra San Giovanni e Paolo e San Lorenzo. Il professore di ginnastica ci teneva molto che ci fosse una rappresentanza di studenti della mia scuola, una trentina in tutto. A questa cerimonia dell’alzabandiera avrei dovuto andarci con mio fratello, che ha un anno meno di me. Lui era in prima magistrale, io in seconda.

Già il giorno prima l’acqua cominciava a crescere. Il tempo era brutto, ci chiedevamo andémo o no andémo… insomma eravamo incerti se era il caso di andare a questa cerimonia o no. Noi abitavamo a un terzo piano, a San Francesco della Vigna, era un ultimo piano. In caso di acqua alta, sapevamo che la quota della calle era un metro e venticinque centimetri. Da casa nostra al terzo piano andavamo su e giù in calle a controllare se l’acqua saliva, e quanto veniva su, e si vedeva che veniva su parecchio.

Il giorno dopo, il 4 novembre, il tempo era terribile, l’acqua cresce sempre di più e si sentono le notizie tutto intorno. Avevamo in casa una radiolina transistor a batterie. Ci sfregavamo le mani dicendo “Guarda che fortunati che siamo! Manca la luce ma noi

Continua a leggere Quel giorno era festa. Un ricordo del 4 novembre 1966