In linea da: 08/01/2009

Di transito. Una giornata in un centro d’accoglienza per richiedenti asilo, Tessera (Venezia)

di Tommaso Saggiorato

Il 2 settembre 2008, Tommaso Saggiorato fa una visita alla sua amica Sara, che lavora in una cooperativa sociale a cui è affidata la gestione del Centro Boa. Il Centro Boa è una struttura d’accoglienza per richiedenti asilo politico, organizzata nell’area dell’ex forte Rossarol (Tessera, Venezia); è creata nel quadro del «Progetto Fontego-Comune di Venezia», in un contesto ora regolato dalla legge Bossi-Fini del 2002. «Centro… “Boa”?». La pallanuoto l’abbiamo esclusa subito. Tommaso, a parte, ci ha spiegato che il nome del centro è ben concreto, è quella boa là, letterale: «la boa galleggia nel mare aperto, è visibile e ci si può appigliare per non andare a fondo nel caso ci manchino le forze per continuare a nuotare verso la costa, ammesso che si veda». Pur trovandoci un gusto un po’ amaro di mari agitati e sinistri, condividiamo: comunque meglio una boa, intanto, che finire affogati o sparati. E poi abbiamo immaginato serpenti tropicali nei pochi campi rimasti intorno a Mestre.

Percorsi

Le indicazioni stradali di Sara sono chiare: dall’aeroporto Marco Polo mi dirigo verso Tessera, lungo la Triestina; al bivio di Tessera invece di deviare

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