In linea da: 10/05/2016

Due parole sull’ultimo libro di Sandro Portelli. Una lettura con qualche digressione

di Piero Brunello

Pubblichiamo l’intervento che Piero Brunello ha tenuto il 5 maggio 2016 durante il settimo seminario Ascoltare il lavoro, organizzato dall’Università di Ca’ Foscari, CGIL, Ires e Associazione Italiana di Storia Orale (AISO): una lettura del libro di Alessandro Portelli, Badlands (2015), dedicato al rock di Bruce Springsteen. Qui con l’aggiunta di un post-scriptum.

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In linea da: 07/03/2016

Diritti politici e diritti civili. Una discussione sul voto alle donne nel 1848 a Padova e a Parigi

a cura di Piero Brunello e Filippo Benfante

Il 27 maggio 1848, nel settimanale padovano Il Caffé Pedrocchi. Foglio politico letterario, uscì un Dialogo fra un cittadino ed una cittadina che qui riproponiamo con una nota di Piero Brunello. L’autore del dialogo era un uomo, Cesare Magarotto, che si firmava con la sigla C.M. e che naturalmente parlava anche a nome della donna. Il tema della discussione era l’estensione del diritto di voto alle donne. Magarotto aveva sei sorelle. Un mese prima, anche a Parigi si discuteva di che cosa doveva significare “universale” quando si parlava di diritti e di suffragio. Tra le stesse donne, come ricorda una nota di Filippo Benfante, le opinioni divergevano.

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In linea da: 17/06/2015

Rovine, segni del paesaggio e una moneta da 2 euri (e mezzo)

di Piero Brunello

Una notizia legata al bicentenario di Waterloo – il Belgio che conia una moneta commemorativa fuori corso da 2 euri e mezzo perché la Francia non ne vuol sapere di quella legale da 2 – fa riaprire I miserabili di Victor Hugo al capitolo in cui lo scrittore racconta la sua visita ai luoghi della battaglia, avvenuta duecento anni fa.

Una bella mattina di maggio del 1861 Victor Hugo, allora cinquantanovenne, visitò Waterloo, in Belgio, come raccontò in un capitolo de I miserabili, che sarebbe uscito l’anno dopo. Da una decina d’anni viveva in esilio: nel 1851 si era opposto al colpo di Stato di Luigi Napoleone, il nipote di Bonaparte per cui lo scrittore aveva coniato il soprannome “Napoleone il piccolo” e che nel 1852 si sarebbe proclamato Napoleone III imperatore dei francesi.

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In linea da: 21/05/2015

Polvere della storia e gerarchie dell’archivistica. Studiare l’Ottocento e il Novecento all’Archivio di Stato di Venezia

di Piero Brunello

Pubblichiamo l’intervento tenuto da Piero Brunello il 14 maggio 2015, in occasione della riapertura della sede dell’Archivio di Stato di Venezia alla Giudecca, che conserva fondi ottocenteschi e novecenteschi.

Chiedevo documenti del Governo austriaco, e mi portavano una busta di cartone che nessuno aveva mai aperto dal 1821 o dal 1840, anni in cui un imperial regio impiegato d’ordine l’aveva legata con uno spago. Prima scuotevo con attenzione la busta per togliere lo strato di polvere, poi mi davo da fare per sciogliere il nodo (a volte non c’era altra scelta che strappare lo spago), e alla fine andavo a lavarmi le mani, operazione che mi sarei trovato a ripetere più volte nel corso della mattina. Spesso dovevo chiedere uno straccio per togliere la patina nera sulla busta e pulire il tavolo. Da allora mi è rimasta l’abitudine, quando vado in Archivio di Stato a Venezia, di mettermi una maglia scura, meglio se di colore blu: sconsigliate camicie bianche e giacche; mentre i miei amici che studiavano il Cinquecento, ricevevano registri tirati a lucido, come se una Fata Piumetta passasse ogni notte

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