In linea da: 18/05/2014

Ritratto di Duniascia (anni Cinquanta-…)

di Piero Colacicchi

In casa mi rimangono molti quadri dipinti da mia madre, che sin da giovanissima si era dedicata alla pittura. Tra i ritratti ce n’è uno abbastanza piccolo (cm 35×24) che tengo nell’ingresso di casa mia e ho avuto sempre caro: è quello del volto di Duniascia. Forse mai come in questo caso un oggetto parla di una persona, anzi di due.

Venuta dalla Russia per far da bambinaia prima a mio zio, poi a mia mamma e rimasta parte integrante della mia famiglia, Duniascia fu per noi tutti, con la sua forza il suo coraggio e la sua abnegazione un punto di riferimento sicuro durante tutta la sua vita; per me e per mio fratello, poi, fu la nostra nonna, sostituendo quella vera che non avevamo conosciuto. 

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In linea da: 27/02/2014

Borsa di materiale riciclato (anni 2010)

di Gigi Cameroni

Borsa di materiale riciclato, dimensioni approssimative: 38x31x13 centimetri (più i manici). È fatta di quelle sottili bande di plastica che si usano per l’imballaggio di materiali edili (mattoni, piastrelle, ecc. Chi ha fatto lavori in casa di recente le riconoscerà subito, ma per intenderci è frequente vedere una versione più fina usata per chiudere gli scatolotti che contengono risme di carta A4). Storici e archeologi del futuro (remoto) la usaranno per dire qualcosa sullo stato del settore edile all’inizio del XXI secolo?

Me l’ha regalata un amico qualche tempo fa, direi i primi mesi del 2012, presentandomela come “l’ultimo ritrovato dell’ingegnosità del Nord-est”. Conteneva alcuni libri, in tutto un bel peso. Fatte un po’ di prove di resistenza, ho constatato che è l’ideale per trasportare bottiglie di vino, ne può contenere tra le otto e le dieci (piene). Durerà? Lo spero, ma anche nell’immagine sono evidenti le deformazioni per il carico eccessivo e l’uso troppo frequente.

In linea da: 10/12/2013

Radio (anni Trenta)

di Luigi Menardi

      

 

È la radio che era stata di mio padre, morto in guerra pochi mesi prima che io nascessi, e che ho usato da ragazzo finché non ho potuto comprarmene una moderna. Era l’unica che c’era in casa, stava in tinello (questa la parola che si usava in casa, oggi i miei nipoti se la sentono si mettono a ridere).

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In linea da: 01/10/2013

Orologio da polso da uomo (anni Cinquanta?)

di Filippo Benfante

Questa cornice dovrebbe contenere un orologio da polso da uomo. La cassa era placcata in oro (non credo fosse oro massiccio) e – se ricordo bene – all’interno del quadrante, in basso al centro, c’era un quadrante più piccolo per i secondi. Il cinturino era stato cambiato tante volte, come del resto il vetrino. Ma di recente ho fatto qualche ricerca in internet, le immagini che ho visto potrebbero avermi influenzato. Le uniche cose che ho davvero ben presenti sono il colore beige del quadrante con lancette e segnali dorati, e la scritta della marca: “Eberhard & co.”. 

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